Quando uno dei registi più influenti della storia del cinema investe nell’intelligenza artificiale, vale la pena fermarsi a capire il perchè. Martin Scorsese ha annunciato la sua collaborazione con Black Forest Labs, startup tedesca che sviluppa modelli AI per la generazione di immagini e video. Una mossa che il regista ha spiegato con semplicità al New York Times: “Ricordiamoci che il cinema è un mezzo giovane, ha circa 125 anni, quindi dobbiamo essere aperti a come può evolversi”.
Scorsese ha dichiarato che utilizzerà la tecnologia della compagnia tedesca per creare gli storyboard e gli schizzi visivi che raccontano un film prima ancora che venga girato. Non c’è però alcuna indicazione che il regista abbia intenzione di utilizzare immagini generate dall’AI all’interno delle sue opere, perchè l’obiettivo è semplificare e accelerare la fase di pre-produzione.
“Di recente ho sperimentato questo sistema su una scena e la possibilità di visualizzare e condividere immediatamente lo storyboard è stata creativamente liberatoria”, ha spiegato. “Durante la pre-produzione il tempo costa denaro e questo ci ha permesso di procedere più rapidamente senza sacrificare la qualità o la cura artigianale del lavoro”.
Da James Cameron a Demi Moore, chi si apre all’AI
Ma il volto dietro Taxi Driver, Quei bravi ragazzi e The Irishmanha non è l’unico ad aver ‘sposato’ la causa dell’intelligenza artificiale. James Cameron, il regista di Avatar e Terminator, è entrato nel 2024 nel consiglio di amministrazione di Stability AI, la società dietro Stable Diffusion. Cameron ritiene che i cineasti debbano abbracciare queste tecnologie per ridurre i costi degli effetti speciali senza stravolgere il ruolo degli attori. “L’AI ci obbliga ad alzare l’asticella e a continuare a essere creativi e fuori dagli schemi”, aveva dichiarato in occasione dell’uscita di ‘Avatar: Fuoco e Cenere’. Perchè “l’atto della performance, l’atto di vedere un artista creare in tempo reale, diventerà sacro”.
L’approccio pragmatico alla transizione tecnologica sta guadagnando sempre più consensi nel settore. “Ho sempre pensato che l’opposizione generi altra opposizione”, ha dichiarato Demi Moore durante una conferenza stampa al Festival di Cannes 2026. “L’intelligenza artificiale è già una realtà. Combatterla significa combattere una battaglia che perderemo”.
La reazione degli artisti
La scelta di Scorsese, però, ha scatenato anche (non poche) critiche nel mondo del cinema. Come racconta il The Guardian, tra loro c’è Karla Ortiz, concept artist che ha lavorato a numerosi film Marvel, tra cui ‘Black Panther, Avengers: Endgamee Avengers: Infinity War’. Sui social ha scritto: “Sta gettando sotto l’autobus ogni singolo storyboard artist con cui abbia mai lavorato. Usare la propria eredità artistica e il proprio potere per questo è semplicemente disgustoso”.
Anche Samuel Deats, regista della serie animata ‘Castlevania’, ha attaccato apertamente la decisione: “Non esiste assolutamente alcun motivo per aver bisogno di un’AI costruita sul lavoro rubato a milioni di artisti per trasformare la tua visione in storyboard. Abbi un po’ di orgoglio e rispetto per i tuoi colleghi”. Steven Spielberg ha più volte chiarito di poter accettare l’intelligenza artificiale come strumento tecnico di supporto, ma non come elemento capace di intervenire nella scrittura delle sceneggiature o nella nascita delle storie.
Il livello di allerta resta alto anche in Italia. A febbraio l’attore e doppiatore Luca Ward ha depositato il proprio timbro vocale per tutelarsi da eventuali repliche non autorizzate generate dall’intelligenza artificiale.
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