Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement Advertisement
servier health

Quarta ondata Covid? Ciccozzi: Vediamo i dati

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Covid quarta ondata

Siamo di fronte a una quarta ondata di Covid-19? “L’andamento dei casi in Italia è altalenante. Io dico: aspettiamo e vediamo i dati. Abbiamo avuto diverse oscillazioni in questi giorni. Se nei prossimi giorni vedremo un picco, potrebbe trattarsi dell’onda lunga degli Europei di calcio, legata anche alle vacanze dei ragazzi dopo la maturità, la laurea, o i corsi di lingua”. Invita alla cautela Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma.

Abbiamo avuto molti casi positivi, e anche cluster, legati proprio ai ragazzi tornati dalla Spagna e da Malta con la variante Delta. L’aumento dei casi di Covid – ci dice l’epidemiologo – al momento sembrerebbe essere lineare e non esponenziale, addirittura c’è stata un’oscillazione dell’indice di positività. Dobbiamo stare calmi e vedere cosa accadrà a fine settimana: ci servono i dati per avere un quadro chiaro. Se avremo registrato un picco, allora potremo dire che quello che abbiamo visto è stato l’effetto di Europei e vacanze dei giovanissimi”.

Una cosa importante è che, “anche se i casi sono aumentati, i ricoveri e le terapie intensive hanno tenuto, l’impatto è stato davvero limitato”, aggiunge Ciccozzi.

I dati Agenas dei giorni scorsi segnalano un lieve aumento dei ricoveri in terapia intensiva in alcune Regioni, ma siamo lontanissimi dai ‘numeri’ di pochi mesi fa e dalla soglia critica del 10% prevista dai nuovi parametri per il passaggio delle regioni in zona gialla. Se la media nazionale, al momento è ferma al 2%, la Sardegna in una settimana, ha visto balzare la percentuale di occupazione dall’1% del 20 luglio al 5%. A seguire la Sicilia con il 4% (il 20 luglio era al 3%, il 25 è salita al 5% per poi discendere al 4%) e il Lazio, sempre al 4%, (percentuale che era rimasta stabile per molti giorni al 3%).

“Questo ci dice che la doppia dose di vaccino protegge – spiega l’esperto – e recide quel filo che c’è tra infezione e malattia, nel senso che una persona vaccinata può anche contagiarsi ma non si ammala di Covid-19, non va più in terapia intensiva. E, come ha detto anche il nostro primo ministro, non muore più”.

Ma allora cosa dovremo aspettarci per settembre? “Molti dicono che noi siamo 2 mesi in ritardo rispetto alla Gran Bretagna, e se fosse così andrebbe bene: lì c’è stato un forte aumento di casi, è vero, ma gli ospedali non hanno sofferto. Questo vuol dire che il vaccino funziona. E se arriveremo ad avere almeno l’80% di persone vaccinate, potremo avere un settembre più tranquillo rispetto all’anno passato. Molto dipende dalla campagna vaccinale degli adolescenti”.

Quanto alla terza dose, “per ora Fda e Cdc non ne vedono la necessità, anche se gli studi da parte delle case farmaceutiche sono in corso. Aspettiamo per dirlo: potrebbe essere necessaria per alcuni soggetti particolari. Se il virus finirà per adattarsi a noi, potremmo arrivare a dover fare una vaccinazione annuale come accade ad esempio per l’influenza, ma questo solo nel caso di over 60 e soggetti fragili“, conclude Ciccozzi.