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Vaccini, 2,7 mln over 60 non hanno completato il ciclo

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vaccini

Chiamiamoli esitanti, confusi, spaventati, diffidenti. Resta il fatto che, a fronte di una variante Delta ormai prevalente e della corsa di Covid-19, oltre 2,7 milioni di over 60 italiani non hanno ancora completato il ciclo vaccinale.

Ben 1,98 milioni (11%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose – con rilevanti differenze regionali (dal 19% della Sicilia al 6,2% della Puglia) – e 0,77 milioni (4,3%) devono completare il ciclo con la seconda dose.

A certificarlo è l’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe, che segnala anche il nodo delle forniture. Al 4 agosto (aggiornamento ore 6.09) risultano consegnate 72.149.518 dosi, da cui vanno sottratte 255.050 dosi di Johnson & Johnson non utilizzate e restituite dalle Regioni alla struttura commissariale.

Dopo il picco di consegne registrato tra il 28 giugno e il 4 luglio (5.669.727 dosi), nelle due settimane successive le forniture settimanali si sono attestate intorno a 2,6 milioni di dosi per scendere a 2,5 milioni nella settimana 19-25 luglio e risalire a quota 2,7 milioni la scorsa settimana.

Quanto ai vaccini somministrati, al 4 agosto (aggiornamento ore 6.09) il 65,5% della popolazione (n. 38.814.033) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+1.107.982 rispetto alla settimana precedente) e il 56% (n. 33.183.256) ha completato il ciclo vaccinale (+2.181.944).

In calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 3.397.134) e la media mobile a 7 giorni (445.908 dosi/die), entrambi parzialmente influenzati dal mancato aggiornamento dei dati da parte della Regione Lazio a seguito dell’attacco hacker.

“Di fatto – precisa il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – il numero di somministrazioni giornaliere non riesce a decollare sia per la limitata disponibilità di vaccini a mRna, sia perché non vengono più utilizzati quelli a vettore adenovirale per le prime dosi”.

In dettaglio, AstraZeneca viene impiegato quasi esclusivamente per i richiami (98,4% delle somministrazioni nell’ultima settimana); le somministrazioni di Johnson & Johnson sono ormai esigue (poco meno di 35 mila nell’ultima settimana) e le Regioni hanno iniziato a restituire le dosi non utilizzate; la limitata disponibilità di dosi di vaccini a mRna ostacola, a breve termine, la possibilità di accelerare la vaccinazione negli under 60, oltre che di convincere gli over 60 ancora scoperti che rifiutano i vaccini a vettore adenovirale.

“Dopo oltre un mese di decremento – spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – nelle ultime due settimane risale la percentuale di prime dosi sul totale delle dosi somministrate: nella settimana 26 luglio-1 agosto poco più di 1 milione, pari al 29,5% del total”. (

L’89% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,5%) e nette differenze regionali: se la Puglia ha raggiunto il 93,8% la Sicilia si ferma a quota 81%. In dettaglio:
Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.137.391 (92,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 112.648 (2,5%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.146.053 (86,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 202.094 (3,4%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 5.851.619 (78,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 462.036 (6,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.

I dati sugli over 60 ancora una volta “confermano l’esitazione vaccinale in questa fascia anagrafica, e non solo: il trend di somministrazione delle prime dosi vede una flessione anche in tutte le altre classi d’età superiori ai 30 anni, con notevoli differenze di copertura tra le varie fasce anagrafiche”.

La campagna vaccinale, affermano gli esperti Gimbe, è ormai totalmente dipendente dai vaccini a mRna, le cui consegne non saranno sufficienti a mantenere il ritmo di 500 mila somministrazioni al giorno una volta completati i cicli “aperti” con i vaccini a vettore adenovirale. In altre parole, in assenza di un deciso cambio di marcia nelle forniture di vaccini a mRna, è ragionevole aspettarsi un rallentamento della campagna nel mese di agosto.

Persiste l’esitazione vaccinale di una fascia di popolazione ormai ben individuata, “difficilmente raggiungibili senza una strategia capillare di chiamata attiva; sembra inoltre poco realistica la possibilità di coprire con il ciclo completo il 60-65% della fascia 12-19 prima dell’inizio dell’anno scolastico, visto che il 63,4% non ha ancora effettuato nemmeno una dose, con notevoli differenze regionali. Difficile stimare la reale entità della “spinta gentile” del green pass, in assenza di dati pubblici sulle prenotazioni”, dicono dalla Fondazione Gimbe.

Quanto alle discussioni sulla terza dose, gli esperti invitano alla cautela. Al momento, infatti, per quanto verosimilmente “sarà necessaria una terza dose in alcune fasce della popolazione, non ci sono evidenze sufficienti per definire indicazioni, tempi e modalità di somministrazione. Su questo fronte sono tre, in ogni caso, le ragionevoli certezze. Innanzitutto, non esiste alcun test affidabile per identificare i potenziali candidati, i quali al momento vengono individuati nelle persone più a rischio di malattia severa (over 80, ospiti Rsa, persone molto fragili) e negli operatori sanitari; in secondo luogo, l’incremento delle diagnosi di Covid-19 e il ricovero di persone vaccinate con doppia dose potrebbero essere un indicatore indiretto di una ridotta protezione immunitaria”.

“Infine, la somministrazione della terza dose rimane al momento off label e deve essere autorizzata dalle autorità regolatorie”, conclude la Fondazione Gimbe.

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