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Green pass fino a 12 mesi, il dibattito sull’obbligo

vaccino green pass
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Soluzione in vista per i ‘vaccinati della prima ora’, quelli con il green pass agli sgoccioli. Ne avevamo parlato con il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) Filippo Anelli, che aveva ipotizzato un prolungamento della validità del certificato verde Covid. E proprio questa sembra essere la via scelta dal Governo.

La validità del green pass potrebbe essere presto prolungata a 12 mesi. Venerdì il Cts si riunirà per esaminare la richiesta del ministero della Salute in questo senso, semplificando la vita di quanti – in primis gli operatori sanitari – si avvicinavano ormai ai 9 mesi dalla somministrazione del vaccino.

Sembra essersi sbloccata anche la questione ‘terza dose’. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che si farà, a partire dai più fragili: immunodepressi e over 80.

Resta, come ha confermato il generale Francesco Figliuolo (e sarebbe raggiungibile), l’obiettivo di vaccinare entro la fine di settembre l’8o% della popolazione italiana over 12.

Quanto al green pass, fra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe – come si legge sul ‘Sole 24 ore’ – anche quella di uniformarne la durata per tutti, quindi, pure per i guariti. In questo caso il calcolo della scadenza avverrebbe dal momento delle dimissioni per chi è stato ricoverato. E le modifiche potrebbero essere inserite con un emendamento al decreto legge sull’uso del certificato verde durante il suo percorso parlamentare.

Intanto in Italia 36.686.910 persone, ovvero il 67,93% della popolazione over 12, ha completato il ciclo vaccinale. Dopo il rallentamento nelle vaccinazioni registrato nelle settimane di agosto, nelle prossime ore Regioni e Province autonome dovrebbero ricevere un totale di 5,3 milioni di dosi: oltre 3,7 milioni di Pfizer e 1,6 milioni di Moderna.

Quanto all’obbligo vaccinale, il ministro della Pa, Renato Brunetta, ieri è tornato sulla questione dopo che Maria Stella Gelmini aveva definito “non un’eresia” questa misura per chi lavora nei servizi pubblici. “Se non si
dovesse raggiungere una copertura vaccinale pari almeno all’8o% occorrerebbe passare all’obbligatorietà“, ha detto Brunetta.

E a rafforzare il fronte dell’obbligo, almeno per chi svolge “funzioni pubbliche e attività lavorative a contatto con i cittadini”, è il parere
favorevole espresso ieri dal Comitato nazionale di Biosicurezza, Biotecnologie e scienze della vita della
Presidenza del Consiglio. Una linea condivisa, con una visione ancora più ampia, dalla Consulta di Bioetica.

Insomma, gli schieramenti ormai sembrano definiti. L’idea è quella di consentire un ritorno alle attività (e una ripresa dell’economia) ‘filtrato’ dal green pass e agevolato dalla vaccinazione contro Covid-19.

Per una nuova fase di convivenza con il virus, nella quale – si spera – non saremo più costretti a chiudere tutto e a chiuderci in casa.

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