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Covid-19 e psiche dei bambini

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bambino Covid ansia

Disturbi di ansia, depressione, attacchi di panico, autolesionismo, anoressia, bulimia. Alle conseguenze psichiatriche di Covid-19 sui bambini e i ragazzi è dedicato un capitolo del Manuale ‘Manuale di prevenzione e gestione dei danni indiretti nei bambini ai tempi del Covid-19’, curato da Immacolata d’Errico, psichiatra e psicoterapeuta. Convinta che per vedere con chiarezza gli esiti di Covid sulla psiche dei ragazzi serviranno 10 anni.

“Dall’analisi della letteratura – illustra l’esperta intervenuta al recente congresso Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps)- emerge che a soffrire di patologie psichiatriche sono stati i ragazzi con fragilità psicologica, che si è amplificata, in pandemia, con manifestazioni come disturbi di ansia, depressione, attacchi di panico, autolesionismo. Ci sono poi i ragazzi con una patologia psichiatrica già alle spalle e che si è aggravata, nella loro patologia preesistente o verso altre patologie (nel campo dell’ansia e della depressione) in comorbidità”.

“Il contesto risulta altrettanto importante, perché ovviamente un ambiente familiare accogliente e supportivo fa la differenza. A questo proposito- chiarisce d’Errico- è stato realizzato uno studio spagnolo che ha messo in relazione le reazioni emotive dei ragazzi (senza patologie psichiatriche), lo stato emotivo dei genitori, la relazione tra gli stati emotivi dei genitori e dei ragazzi e ha stimato il cambiamento di abitudini nei minori. È emerso che le famiglie e i ragazzi italiani hanno mostrato trend migliori, più bassi anche se di poco, di quelli spagnoli. Tra i ragazzi spagnoli è emerso che l’85% ha vissuto un cambiamento nei propri comportamenti e stati d’animo con irritabilità, irrequietezza, preoccupazione, difficoltà di concentrazione, apatia”.

“Si è visto inoltre che a questi comportamenti e a queste emozioni dei figli corrispondevano uguali comportamenti ed emozioni nei genitori. In tutti questi casi i sintomi di sofferenza psicologica osservati rientravano nell’ambito dei disturbi d’ansia”.

I disturbi di ansia, spiega la psicoterapeuta, si manifestano in modo diverso in base all’età dei soggetti. “Da un’altra importante ricerca realizzata dall’ospedale Gaslini di Genova, è emerso che i bambini fino a 5-6 anni che sviluppano disturbi d’ansia, lo fanno attraverso sintomi fisici come mal di testa, mal di pancia, ma anche pavor nocturnus, paura del buio, ansia di separazione. Dai 7 anni in su possono comparire segni di distress, alterazioni del pensiero, panico, disturbi del sonno e dell’umore. I bambini e i ragazzi assistiti dal terapeuta, anche in videoconferenza, hanno avuto risultati migliori rispetto agli altri”.

Sottolinea poi d’Errico l’inaspettato esito di uno studio danese che “si è invece concentrato sul disturbo ossessivo compulsivo. La ricerca ha suddiviso il campione in ragazzi con diagnosi recente, in cura sia farmacologica che in psicoterapia, e ragazzi con diagnosi datate di disturbo ossessivo compulsivo che avevano completato un percorso di cura e che assumevano solo terapia farmacologica. In questi ragazzi è emerso un peggioramento del disturbo fino all’80% per quelli che non vedevano più il proprio psichiatra, mentre per gli altri il peggioramento si è attestato al 50%. Tuttavia- evidenzia la psichiatra- nelle conclusioni dello studio gli autori constatano come, contrariamente all’atteso, i ragazzi con una tendenza ossessivo compulsiva o con un disturbo conclamato non si sono scompensati sul tema dell’igiene delle mani, nonostante il lavaggio delle mani fosse indicato come uno degli strumenti fondamentali per la prevenzione del contagio. I rituali di lavaggio delle mani non sono aumentati e la gravità dei sintomi ossessivi sembra dovuta alla perturbazione che la paura del Covid-19 ha provocato”.

In conclusione, d’Errico sottolinea come “per vedere con chiarezza gli esiti della pandemia sulla psiche dei ragazzi, e non solo, bisognerebbe aspettare dieci anni, perché attualmente siamo ancora all’interno della bolla della pandemia con una visione distorta della situazione”.

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