Tamponi, militari in campo per scongiurare la Dad

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, la considera una priorità al punto da aver costretto ieri il ministero della Salute e quello dell’Istruzione a ritirare la circolare che cambiava le regole nelle scuole qualora fosse stato riscontrato anche un solo caso di contagio. Ed ecco che per garantire il più possibile che gli alunni possano prendere parte alle lezioni in presenza, scendono in campo anche i militari.

La presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti chiesto al generale Francesco Paolo Figliuolo, a capo della struttura commissariale, di elaborare un piano di intervento di screening riguardante le scuole, mirato a incrementare l’attività di verifica rapida di eventuali casi di infezione da coronavirus all’interno delle classi e facilitare così il proseguimento dell’attività didattica in presenza senza dover ricorrere alla Dad.

Secondo il piano, il sistema di tracciamento verrà dunque potenziato grazie ad assetti militari messi a disposizione dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e coordinati dal Comando operativo di vertice interforze (COVI).

In particolare, è previsto l’impiego sistematico della rete degli 11 laboratori di biologia molecolare della Difesa già presente in 8 Regioni, in grado di processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari, oltre al possibile dispiegamento di due laboratori mobili.

Intanto, mentre l’Italia si accinge ad adottare il cosiddetto super green pass, in Europa – alle prese con la variante Omicron – cresce il fronte dell’obbligo vaccinale.  A porre autorevolmente la questione è il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen.

“La competenza sull’obbligo vaccinale è degli Stati membri, lo rispettiamo e non daremo raccomandazioni. La mia posizione personale è che 2-3 anni fa non avrei pensato di vedere quello che vediamo oggi, questa pandemia orribile, vaccini che salvano vite che non sono usati adeguatamente ovunque, un terzo dei cittadini Ue che non sono vaccinati. E’ troppo. E’ comprensibile parlare dell’obbligo, di come possiamo incoraggiare i vaccini. Bisogna aprire un dibattito su un approccio comune Ue”.

 

 

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