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Il crollo dei ricoveri Covid, come prima di Natale

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La quarta ondata sta declinando: negli ospedali italiani oggi c’è lo stesso numero di pazienti Covid della settimana prima di Natale. A segnalare l’ulteriore calo dei ricoveri, con un -21,6% negli ultimi sette giorni, sono gli ospedali sentinella monitorati dalla Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere.

Nei reparti ordinari la diminuzione dei pazienti si attesta al 22% mentre nelle terapie intensive è pari al 18%. La discesa della curva è più veloce negli ospedali del Nord (-26%), rispetto al Sud e alle isole (-16%). Nelle strutture del Centro i pazienti si sono ridotti del 23,5%.

“Oggi – sintetizza il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore – abbiamo negli ospedali lo stesso numero di pazienti che avevamo la settimana prima di Natale, la situazione dei ricoveri Covid sta migliorando. Ma il virus non è ancora scomparso. Quello che stiamo osservando ormai da due mesi negli ospedali è la comparsa, sempre più frequente, di diagnosi incidentali di positività al Sars-Cov-2″. I pazienti che ormai Fiaso chiama ‘con Covid’, ovvero coloro che arrivano in ospedale per curare altre patologie e vengono trovati positivi al tampone pre-ricovero, rappresentano ormai la metà dei ricoveri ordinari. “Questo conferma l’alta protezione vaccinale dalle forme gravi della malattia, ma spinge sempre più gli ospedali a trovare soluzioni organizzative per poter garantire l’assistenza sanitaria a tutti”.

Non solo. Oltre il 90% dei pazienti ricoverati, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni, con sindromi respiratorie e polmonari da Covid è affetto da altre gravi malattie. E più del 70% è composto da no vax o da soggetti vaccinati con l’ultima dose da oltre 4 mesi.

“La predisposizione dei pazienti con comorbidità, che, anche se vaccinati, possono andare incontro a forme gravi, costituisce un tema prioritario e conferma l’importanza di procedere con la somministrazione della quarta dose verso i soggetti immunodepressi a 4 mesi di distanza dall’ultima dose – continua Migliore – Occorrono interventi di prevenzione primaria per le persone con comorbidità continuando a raccomandare l’uso della mascherina, evitare luoghi affollati e rispettare il distanziamento. Se si riuscisse a prevenire la maggior parte dei casi nelle persone con comorbidità – sostiene Migliore – i quadri gravi e i ricoveri in intensiva per Covid sarebbero un fenomeno residuale”.

In calo anche i ricoveri dei bambini, monitorati nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali sentinella che aderiscono alla rete Fiaso: la percentuale si è ridotta in una settimana del 26%. Ancora una volta i più colpiti sono i piccoli: il 65% ha tra 0 e 4 anni, il 25% tra 5 e 11 anni, il 10% tra 12 e 18 anni. I neonati, da 0 a 6 mesi, costituiscono il 25% del totale. Il numero di casi di piccoli pazienti ricoverati senza genitori vaccinati per fortuna si è ridotto significativamente: l’85% ha entrambi i genitori vaccinati, rimane solo un 15% di mancata copertura vaccinale di uno dei due genitori o di entrambi.

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