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Lo stato di esaurimento sul piano emotivo, fisico e mentale che ha contagiato il Paese. La versione completa di questo articolo  è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022.

Come criceti in una ruota, ma senza più energie per correre. È il burnout, una sindrome che deve il nome all’espressione inglese ‘to burn out’, ovvero ‘bruciarsi, esaurirsi’. Uno stato di esaurimento sul piano emotivo, fisico e mentale, che in pre-pandemia associavamo ad alcune professioni particolarmente ‘sfidanti’. Ma che oggi, dopo più di due anni di Covid-19, sembra aver contagiato quasi l’intero Paese. Ma come stanno davvero gli italiani, e chi ne ha risentito di più? Ne abbiamo parlato con il presidente della Società italiana di psichiatria (Sip), Massimo di Giannantonio.

“Il burnout è un profondo, drammatico squilibrio tra risorse esistenti e compiti richiesti all’essere umano. Ebbene, è evidente che nella grande maggioranza delle famiglie italiane ci sia un grande squilibrio fra compiti, funzioni, obblighi, doveri e risorse disponibili. A tutti i livelli: pensiamo per esempio alle lavoratrici madri. Devono assolvere contestualmente e contemporaneamente, al compito di lavorare, svolgere la loro funzione genitoriale, prendersi cura degli anziani della famiglia, garantire uno sviluppo psico-sociale adeguato ai propri figli. Ma anche ai minori, che nella grande maggioranza dei casi hanno subìto una brusca interruzione del loro sviluppo psico-affettivo e di quello psicosociale, della maturazione personale e di gruppo. Tutto questo si rovescia, senza mediazioni e senza soluzioni di continuità, sulle spalle di esseri umani che, oltretutto, si debbono confrontare con un drammatico squilibrio tra risorse e obblighi a livello scientifico. Prima, infatti, era passato il messaggio che bastasse una vaccinazione contro Covid-19, poi sono diventate due, poi tre. Gli equilibri familiari e di gruppo si sono confrontati con la questione delle varianti: tutti ‘lavori in corso’, che evidentemente peggiorano la situazione psicosociale personale e collettiva, con un disagio diffuso, testimoniato dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

L’Oms ha evidenziato la diffusione dei problemi di salute mentale nel mondo. E un maxi-studio su Lancet segnala come la prevalenza di depressione maggiore e disturbi d’ansia sia aumentata di oltre un quarto: del 28 e del 26% rispettivamente, nel primo anno di pandemia.

Lo stesso direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros  Adhanom Ghebreyesus,  (sulla rivista ‘World Psychiatry’, ndr) ha ricordato come una delle conseguenze peggiori di Covid sia proprio l’aumento dei disturbi psico-patologici e del disagio psicosociale a tutto tondo. Ci sono elementi che anticipano una previsione altissima di disturbi, che a loro volta predispongono alla sofferenze del burnout.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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