I future di Wall Street hanno registrato un rialzo nella serata di domenica dopo che Stati Uniti e Iran hanno dato segnali di voler allentare le tensioni seguite all’escalation militare dello scorso fine settimana nel Golfo Persico.
I future legati al Dow Jones Industrial Average sono saliti di 128 punti (+0,25%), mentre quelli sull’S&P 500 hanno guadagnato lo 0,38%. In crescita anche i future del Nasdaq, in rialzo dello 0,35%.
Petrolio sostenuto dall’incertezza sullo Stretto di Hormuz
Nonostante il miglioramento del sentiment sui mercati azionari, il comparto energetico continua a mostrare cautela. La prospettiva di nuovi scontri nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio, continua infatti a preoccupare gli operatori e rischia di compromettere la graduale ripresa del traffico marittimo.
Il greggio statunitense (WTI) è salito dello 0,33%, attestandosi a 69,46 dollari al barile, mentre il Brent si è mantenuto sostanzialmente stabile a 71,97 dollari.
Secondo fonti citate da Axios, Washington e Teheran avrebbero raggiunto un’intesa per sospendere gli attacchi reciproci e incontrarsi martedì in Qatar per affrontare le controversie riguardanti lo Stretto di Hormuz.
Nuovi attacchi e tensioni diplomatiche
Nella giornata di domenica, tuttavia, l’Iran ha lanciato nuovi attacchi contro Kuwait e Bahrein, minacciando una “completa interruzione” dei colloqui di pace. Gli episodi rappresentano un’ulteriore fase del ciclo di ritorsioni seguito ai raid aerei statunitensi contro il regime iraniano, accusato di aver preso di mira navi commerciali mediante droni.
Secondo diverse analisi, Teheran starebbe cercando di ostacolare una rotta alternativa nello stretto, protetta dagli Stati Uniti, che aggira un canale sostenuto dall’Iran e destinato a rafforzarne il controllo sulla strategica via marittima.
Trump: “L’Iran potrebbe cessare di esistere”
Il presidente Donald Trump ha accusato l’Iran di aver violato il cessate il fuoco raggiunto due settimane fa, tornando a utilizzare toni particolarmente duri, pur lasciando intendere di non voler riaprire un conflitto su larga scala.
“Potrebbe arrivare il momento in cui non saremo più in grado di essere ragionevoli e saremo costretti a completare militarmente il lavoro che abbiamo iniziato con successo. Se ciò accadrà, la Repubblica Islamica dell’Iran non esisterà più”, ha scritto sul social network Truth Social.
Nel frattempo, la Marina degli Stati Uniti sembra voler dimostrare che la rotta alternativa nello stretto resta sicura. I dati sul traffico navale diffusi domenica mostrano infatti un convoglio di petroliere che ha attraversato il passaggio sotto scorta militare con i transponder regolarmente attivi.
Il rischio di una nuova escalation
Diversi osservatori ritengono che l’Iran stia cercando di trascinare Washington in una nuova escalation proprio sul controllo dello Stretto di Hormuz.
Secondo gli analisti di HFI Research, gli Stati Uniti si troverebbero davanti a un bivio: intensificare la propria presenza militare oppure accettare che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) eserciti un controllo di fatto sullo stretto. Una prospettiva che, secondo gli esperti, renderebbe probabile un ulteriore aumento delle tensioni.
Teheran rivendica il controllo esclusivo dello stretto
Da parte sua, il governo iraniano continua a sostenere che la gestione dello Stretto di Hormuz spetti esclusivamente all’Iran.
All’inizio del mese Teheran ha istituito la Persian Gulf Strait Authority, lasciando intendere che in futuro le navi potrebbero essere obbligate a pagare un pedaggio per attraversare Hormuz.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato domenica che il memorandum d’intesa firmato tra Stati Uniti e Iran riconoscerebbe al suo Paese il diritto esclusivo di amministrare il traffico marittimo.
“La gestione e il pieno ripristino del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz sono responsabilità dell’Iran. Nessun altro Paese o ente possiede autorità o competenze in materia”, ha affermato, secondo quanto riportato dai media di Stato iraniani.
L’attenzione dei mercati si sposta ora sui dati sul lavoro USA
Gli investitori guardano ora alla settimana di contrattazioni, ridotta per la festività dell’Independence Day negli Stati Uniti.
Poiché la ricorrenza sarà celebrata venerdì 3 luglio, il consueto rapporto mensile sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro verrà pubblicato eccezionalmente giovedì.
Gli analisti di Wall Street prevedono che nel mese di giugno siano stati creati 118.000 nuovi posti di lavoro, in calo rispetto ai 172.000 di maggio, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile al 4,3%.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
