Taylor Swift ha cambiato gli equilibri economici dell’industria musicale riacquistando i diritti dei suoi primi sei album.
Ora, due dei suoi più celebri coautori hanno venduto a una società di private equity i diritti editoriali su almeno due dei suoi singoli di maggior successo. L’operazione attribuisce un valore a una parte meno visibile del catalogo di Swift: non le registrazioni, al centro della battaglia che ha coinvolto l’artista e i fan, ma i diritti d’autore sulle composizioni, dai quali gli investitori si aspettano ricavi ancora per molti anni.
HarbourView Equity Partners ha acquistato la quota editoriale delle canzoni “Style” e “Ready for It”, scritte insieme a Max Martin e Shellback, tra gli autori e produttori più influenti della musica pop degli anni Duemila. L’accordo comprende anche brani di Ariana Grande, The Weeknd e altri artisti.
Secondo quanto riportato in esclusiva da Variety, il valore dell’operazione supera i 100 milioni di dollari. HarbourView non ha confermato la cifra né fornito ulteriori dettagli.
L’acquisizione non modifica in alcun modo i diritti già detenuti da Taylor Swift. HarbourView ottiene infatti solo la quota di copyright spettante a Max Martin e Shellback come coautori di “Style”, “Ready for It” e degli altri brani inclusi nell’accordo.
L’interesse degli investitori nasce dal valore economico dei diritti editoriali, che generano ricavi attraverso tre canali principali: l’esecuzione pubblica dei brani, lo streaming e le licenze commerciali.
In pratica, ogni volta che una canzone come “Style” o “Ready for It” viene trasmessa in un ristorante o in un bar, ascoltata su Spotify oppure utilizzata in un film o in uno spot pubblicitario, il titolare dei diritti editoriali incassa le relative royalty. Questo vale per tutte le versioni del brano, perché il copyright riguarda la composizione e il testo. Nel caso di Taylor Swift, quindi, sia la versione originale di “Style” sia “Style (Taylor’s Version)”.
“L’industria musicale sta attraversando una fase positiva e i diritti editoriali sono facili da valorizzare e monetizzare”, ha spiegato a Fortune Barry Massarsky, responsabile dei servizi di valutazione per il settore musicale e dell’intrattenimento della società di consulenza Citrin Cooperman. “È questo uno dei motivi principali per cui gli investitori mostrano un interesse così elevato per i cataloghi musicali.”
Massarsky, che non ha partecipato all’operazione HarbourView, sottolinea anche che cataloghi più “maturi”, come quelli di Max Martin e Shellback, vengono valutati di più rispetto a quelli più recenti. Dopo decenni di successi, infatti, offrono una maggiore prevedibilità dei ricavi.
“Prima o poi ogni brano esce dalle classifiche. Per questo gli investitori vogliono sapere quanto un catalogo continuerà a rendere quando raggiungerà una fase stabile, con entrate regolari e prevedibili”, ha aggiunto.
L’acquisto delle quote detenute da Max Martin e Shellback offre inoltre un vantaggio pratico a HarbourView. La società dovrà consultare un numero inferiore di coautori per concedere in licenza “Style” e “Ready for It” a film, serie televisive o campagne pubblicitarie.
“Taylor Swift non lavora abitualmente con dieci autori per ogni canzone. Altri artisti invece sì, e in quei casi bisogna ottenere l’autorizzazione di tutti i coautori”, ha spiegato a Fortune Tatiana Cirisano, vicepresidente della strategia musicale della società di analisi MIDiA.
HarbourView non ha risposto alla richiesta di commento di Fortune.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Fortune.com.
