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Malattie cardiovascolari, nel Lazio focus sulla prevenzione

Novartis
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Una nuova alleanza per la salute del cuore dei cittadini del Lazio. Con l’obiettivo, ambizioso, di trasformazione la prevenzione in qualcosa di reale, concreto e in grado di contrastare efficacemente le malattie cardiovascolari. Nel Lazio queste patologie rappresentano la principale causa di ricovero (17,7% di tutti i ricoveri ospedalieri) e di morte (con 21.554 decessi, pari al 36,3% del totale nel 2020).

Ebbene, Regione Lazio e Novartis – un’istituzione pubblica e un’azienda del farmaco – si sono alleate con l’obiettivo comune di“individuare misure in grado di ridurre la mortalità legata alle malattie cardiovascolari. L’intesa è stata sancita da un protocollo, che rappresenta il primo accordo di medicina preventiva per le malattie cardiovascolari nel Lazio. A firmarlo Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità, Massimo Annicchiarico, direttore generale della Programmazione sanitaria regionale, e Valentino Confalone, Country President e amministratore delegato novartis Italia,

Novartis, le Asl Roma 1, Roma 2 e Roma3, il Dipartimento di Epidemiologia, individuate e supportate dalla Regione Lazio, daranno vita a un Gruppo di lavoro a cui saranno demandate iniziative di analisi, studio, approfondimento ed eventuale applicazione di soluzioni condivise.

In particolare, si legge nel testo dell’accordo, compito del gruppo di lavoro sarà quello di “individuare percorsi di presa in carico e monitoraggio per i pazienti a rischio di eventi cardiovascolari, gestiti sul territorio regionale; condividere modelli di analisi di medicina di iniziativa e medicina di popolazione, disponibili a livello nazionale e internazionale; progettare percorsi formativi e informativi degli operatori sanitari e socio-sanitari; progettare campagne di sensibilizzazione e di diffusione della prevenzione secondaria e della medicina di iniziativa; favorire occasioni di dibattito per una efficace riorganizzazione della medicina territoriale attraverso il coinvolgimento dei medici di medicina generale, le farmacie territoriali, le società scientifiche, le associazioni di categoria così come previsto dalla missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dalla riforma territoriale della sanità impostata attraverso il DM77”.

Come ha spiegato Alessio D’Amato “l’obiettivo è far crescere la consapevolezza e la gestione del dato nella stratificazione della popolazione a rischio per intervenire con la prevenzione, garantendo così anche la sostenibilità del sistema. Per il Lazio questa è una giornata importante che conferma che la prevenzione ha per noi un ruolo strategico”.

“L’accordo – ha detto Confalone – ci rende molto orgogliosi perché pone le basi per un nuovo approccio alla medicina cosiddetta di “popolazione”, che intende anticipare i principali bisogni di salute grazie a una forte collaborazione tra pubblico e privato. Un modello sostenuto dal Pnrr e dalla nuova riforma della sanità in chiave territoriale, soprattutto, ma non solo, nel caso di patologie come quelle cardiovascolari che incidono su larga scala nella società, e che avrà impatti e benefici di lungo termine per i pazienti e i sistemi sanitari”.

Coterella
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