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Contratto medici dirigenti, gli scogli da superare

contratto medici

Appare ancora lunga, anche se lastricata di “buone intenzioni”, la via per il rinnovo del contratto della dirigenza medica. Un contratto scaduto da 2 anni e molto atteso dalla categoria, che riguarda 120mila medici e 14mila dirigenti sanitari.

Le criticità

“Stiamo cercando di far comprendere l’esistenza di un vulnus – spiega a Fortune Italia Pierino Di Silverio, segretario generale Anaao-Assomed, all’indomani dell’ultimo affollato incontro in Aran (nella foto) – ci troviamo infatti a discutere un contratto che appartiene alla pubblica amministrazione, anche se i medici non sono impiegati della Pa: non c’è la libertà di scrivere questo contratto adeguandolo a quello che è il vero lavoro dei medici”.

“Inoltre i soldi sono pochi, e stiamo cercando di far comprendere che, se non si interviene sulle condizioni di lavoro in termini di orario, ferie, riposi, turni, reperibilità, questo contratto avrà poco senso“. Insomma, per Di Silverio serve “il coraggio di innovare”. Sindacati e Aran sono comunque ancora “nella fase di negoziazione. Si tratta – continua il segretario dell’Anaao – di una fase molto preliminare e non mi sento di dare un giudizio. La cosa positiva è che il clima è abbastanza collaborativo“. Ma gli scogli ci sono. “Ci auguriamo che vengano superati”.

Un paio di mesi di incontri a tappe serrate sono serviti, ma non sembrano sufficienti. “Percepiamo la volontà di chiudere questo contratto”, nota comunque Di Silverio. E in effetti lo stesso Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, alla vigilia dell’apertura delle trattative, aveva aupicato “tempi brevi, per dare risposte a medici del Servizio sanitario nazionale”.

Il problema è che “oltre a dover fare presto, dobbiamo fare bene”, sottolinea ancora il medico. “A settembre poi dovrebbero arrivare i soldi per il contratto successivo, e questo mostra come siamo alle prese con una corsa contro il tempo, ma anche con una rincorsa a condizioni di lavoro migliori. Paghiamo 10 anni senza adeguamento contrattale e facciamo i conti con il burnout, che ormai riguarda più del 65% dei medici”.

Le richieste avanzate da Anaao

AGGIORNAMENTO – “Il dirigente medico e sanitario deve avere la possibilità di gestire, nei tempi e nei modi che ritiene più opportuni, l’aggiornamento professionale senza obbligo di svolgere questa attività in azienda, anche perchè spesso le 3,5 ore destinate all’aggiornamento in realtà non vengono utilizzate con questo fine bensì molte Aziende le fanno rientrare nell’orario di lavoro senza retribuzione”, sottolinea il sindacato.

GUARDIE – “Non è accettabile che le guardie vengano effettuate contemporaneamente in più padiglioni ospedalieri: è una questione di sicurezza del lavoratore e del paziente.
Non è ammissibile, inoltre, che le guardie vengano svolte in reparti che non hanno affinità con la specializzazione in possesso del dirigente medico e sanitario.
Abbiamo chiesto di specificare che le guardie non possano essere svolte contemporaneamente in più padiglioni e in branche non affini”.

GUARDIE E PRONTA DISPONIBILITA’ – “Il numero totale di guardie+reperibilità dei medici e dirigenti sanitari deve avere un limite, oltre il quale non è possibile andare per favorire la conciliazione vita-lavoro”.

FERIE – “Le ferie sono definite dalla legge come diritto obbligatorio e in quanto tale non è ammissibile accumulare centinaia di giorni in base alle esigenze di servizio, nè è possibile che i dirigenti medici e sanitari si vedano sottrarre o eliminare giornate di ferie non godute per ragioni dipendenti dall’Azienda. Chiediamo che sia definito chiaramente che le ferie debbano essere fruite interamente in un arco di tempo breve (non oltre giugno dell’anno successivo) e che comunque non siano mai cancellate”.

REPERIBILITA’ SOSTITUTIVA – “Abbiamo chiesto che questo contratto vada oltre il concetto di reperibilità sostitutiva che oggi è utilizzato come elemento deterrente e sostitutivo di percorsi di assunzione, a discapito del dirigente medico e sanitario e del paziente”.

ESIGIBILITA’ – “Chiediamo che vengano eliminati i “di norma” e “di regola” che rendono poco esigibile il contratto soprattutto in tema di orario di lavoro”.

CONTENZIOSO – “Nel contenzioso chiediamo che il medico e il dirigente sanitario possano scegliere il proprio legale e che la scelta non debba ottenere il ‘consenso’ dell’Azienda. È una questione di diritto”.

Il prossimo appuntamento dei sindacati in Aran è per il 27 aprile. Possiamo facilmente prevedere che non sarà l’ultimo.

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