Una bella pagina di buona medicina arriva da Padova: qui due settimane fa un uomo di 65 anni è stato protagonista del primo trapianto al mondo di cuore totalmente battente. I sanitari hanno aspettato qualche tempo a rendere noto il trapianto. Ora “il paziente sta bene ed è in dimissione”, fanno sapere dalla struttura. Prima di Natale sarà a casa.
A ‘firmarlo’ è un nome celebre nel settore, il professor Gino Gerosa, direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria padovana, che nel maggio del 2023 aveva effettuato il primo trapianto di un cuore ‘ricondizionato’, ovvero fatto ripartire dai medici dopo che aveva cessato ogni attività elettrica da 20 minuti. Nel maggio scorso, invece, lo stesso team aveva eseguito il primo trapianto in Italia da donatore a cuore fermo controllato.
Ma quali sono i vantaggi di questa nuova tecnica?
L’intervento eccezionale
“Per la prima volta al mondo abbiamo eseguito un trapianto di cuore da donatore a cuore fermo, ma totalmente a cuore battente – ha spiegato Gerosa a RaiNews – questo vuol dire che quel cuore, nel momento in cui è stato verificato che andava bene per il trapianto, non è mai stato fermato: sia il prelievo che il successivo impianto sono stati fatti a cuore battente”. In questo modo “riduciamo a zero il danno da ischemia da perfusione, perchè non fermando mai il cuore”, l’organo non viene sottoposto a stress, ha detto il cardiochirurgo.
I vantaggi
Quella realizzata a Padova è una rivoluzione che migliorerà i risultati del trapianto cardiaco da donatore a cuore fermo, evitando l’arresto controllato del cuore, annullando il danno da ischemia e riperfusione sia al prelievo che al trapianto e assicurando una più rapida ripresa della funzione cardiaca. Con una migliore performance post-operatoria.
Padova fa scuola da tempo
Facciamo un passo indietro: il 14 novembre 1985 proprio nell’Azienda ospedaliera universitaria l’équipe della Cardiochirurgia del professor Vincenzo Gallucci aveva portato a termine con successo il primo trapianto di cuore in Italia.

“Non ci sono più parole per esprimere la stima e la gratitudine al professor Gerosa, a tutti i componenti della sua squadra, e all’Azienda Ospedale Università di Padova che, primi al mondo, hanno varcato una nuova frontiera della cardiochirurgia e della trapiantistica – ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – Questi clinici eccezionali hanno anche il grande pregio di non fermarsi mai, di non accontentarsi dei tanti risultati già raggiunti, ma di cercare sempre un passo in più per ridare le vita a malati così gravi da avere la necessità di un trapianto di cuore. Questa – ha concluso Zaia – è una notizia che farà il giro del mondo, anche come testimonianza del livello complessivo raggiunto dalla qualità della sanità nella nostra regione”.
Intanto sul fronte delle donazioni…
Nel 2023 l’Italia è balzata al secondo posto tra i principali Paesi europei per quanto riguarda la donazione degli organi: siamo a 28,2 donatori ogni milione di abitanti, dietro alla Spagna (leader mondiale con 48,9) ma davanti a Francia (26,3), Regno Unito (21,3) e Germania (11,4), come testimonia l’ultimo Report analitico dell’attività annuale della Rete nazionale trapianti, pubblicato dal Centro nazionale trapianti.
Non solo: nel 2023 in Italia sono stati realizzati ben 370 trapianti di cuore rispetto ai 253 dell’anno precedente, con un incremento del +46,2%.

