Tumore: un programma per tornare al lavoro dopo la malattia

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Dal tumore, sempre di più, si può guarire. O comunque la malattia viene tenuta sotto controllo nel tempo. Ma a fronte dei progressi importanti nelle terapie, con l’ovvio impatto positivo della diagnosi precoce e quindi dell’inizio altrettanto rapido dei trattamenti, ci sono ancora aspetti sociali da affrontare. Anche e soprattutto perché, una volta trattato con successo il tumore, bisogna favorire il completo reintegro della persona nella vita sociale. Con un’attenzione particolare al lavoro.

Per questo aspetto, purtroppo, la strada da fare è ancora tanta. Ma, come riporta una ricerca apparsa su Current Oncology su un progetto pilota, si stanno facendo passi avanti grazie alla tecnologia.

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Lo studio, per ora solo iniziale e su 24 pazienti che hanno superato la malattia, è stato condotto dagli esperti dell’Università McGill e si basa su un programma di supporto online sviluppato da Christine Maheu in collaborazione con BC Cancer. Il programma ha un nome evocativo: “iCanWork”. La denominazione già da sola esprime quanto e come questa progettualità potrebbe aiutare il (re)inserimento nell’attività professionale di chi è stato in cura per il tumore. 

Sia chiaro. Come ricorda la stessa Maheu in una nota, non si tratta solamente di puntare l’attenzione sull’aspetto sociale del lavoro, ma anche e soprattutto sull’impatto che questa strategia può avere sul benessere.

Per questo occorre che l’attività professionale entri nell’alveo dei parametri da considerare in chiave di valutazione della salute globale della persona. “Il lavoro non è considerato un indicatore chiave di salute nella cura del cancro, sebbene rappresenti una preoccupazione importante fin dal momento della diagnosi e sia associato a una migliore qualità della vita nei sopravvissuti”, segnala l’esperta.

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Un programma di sostegno mirato su questo fronte, peraltro, potrebbe davvero rivelarsi rivoluzionario in senso positivo, anche nell’ottica di gestione di effetti collaterali legati a malattia e trattamento che possono mantenersi nel tempo, a partire dall’astenia per giungere all’ansia e a quegli effetti su concentrazione e attenzione che possono rendere più difficile gestire al meglio lo stress dell’attività professionale. 

Tornare al lavoro dopo il tumore: 10 fasi ad hoc

Leggendo lo studio, come detto su poche persone, il supporto di “iCanWork” si è rivelato davvero utile. Nel programma in 10 fasi, i soggetti coinvolti hanno incontrato virtualmente consulenti e terapisti per il rientro al lavoro, ricevendo aiuto nella gestione degli ostacoli al reinserimento e soprattutto indicazioni sul ricorso ad altri specialisti se necessario. Metà dei partecipanti è tornata al lavoro a tempo pieno entro tre mesi, rispetto a circa un terzo del gruppo di controllo.

I partecipanti hanno anche riferito di lavorare in modo più efficace, di sentirsi più connessi socialmente e di aver riscontrato una minore interferenza del dolore nella loro vita quotidiana. Il programma, primo nel suo genere, mira a colmare una lacuna nell’assistenza oncologica canadese.

Solo il 4% dei datori di lavoro ha politiche di rientro al lavoro specifiche per il cancro, che secondo gli autori sono più comuni in alcuni Paesi europei. La lacuna ha anche conseguenze finanziarie. Maheu ha affermato che ricerche precedenti mostrano che, in media, i pazienti oncologici affrontano oltre 2.500 dollari al mese tra mancati guadagni e spese vive come farmaci e assistenza domiciliare.

I datori di lavoro, nel frattempo, spendono spesso fino a 24.000 dollari per sostituire un lavoratore in congedo per malattia. “Avere un supporto adeguato è vantaggioso per entrambe le parti”, è il commento dell’esperta. Stiamo parlando, sia chiaro di una piccola esperienza. Che potrebbe però rappresentare una “best practice” anche da questa parte dell’Oceano. E che ripropone un tema su cui tanto, davvero tanto, occorre fare. Oltre la scienza.

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Poste Italiane Dic 25

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