Sono arrivati anche nel nostro Paese i contraccolpi della tempesta sui rischi del paracetamolo in gravidanza. D’altronde, quando a parlare è il presidente degli Stati Uniti, il messaggio rischia di essere dirompente.
Così nei giorni scorsi sono intervenute Ema, Aifa e Oms per cercare di fare chiarezza sul presunto legame con l’autismo. Per farla breve, gli esperti nazionali e internazionali non cambiano le loro raccomandazioni sul noto farmaco per febbre e dolore, consigliando alle donne in attesa di seguire le indicazioni del medico.
Ma cosa dicono davvero le ricerche sul paracetamolo in gravidanza, anche quelle citate da Donald Trump? A intervenire questa volta sono il ginecologo Claudio Giorlandino, direttore Scientifico del Centro di Ricerche Altamedica e i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).
Paracetamolo in gravidanza: una bufala?
Attenzione: “L’idea che il paracetamolo possa in qualche modo influire sul neurosviluppo non può essere banalmente etichettata come una bufala o addirittura una narrazione fraudolenta come quella che chiama in causa i vaccini – spiegano da Dottoremaeveroche – Eppure, la comunità scientifica è convinta di poter rassicurare le giovani coppie e le loro famiglie. I risultati pubblicati sulle riviste mediche, infatti, non hanno tutti lo stesso peso. L’analisi di studi deboli dal punto di vista metodologico può trarre conclusioni falsate”.
In effetti “gli studi di cui parla il presidente degli Stati Uniti sono osservazionali, sulla base di biomarcatori nel sangue del cordone o di analisi epidemiologiche non verificate da caso controllo”, puntualizza Giorlandino.
Queste ricerche “non sono sufficienti a stabilire un nesso di causalità. E non è la prima volta che accade – ha aggiunto il ginecologo – basti ricordare il caso dei vaccini, finiti ingiustamente sul banco degli imputati. Lo stesso vale per il paracetamolo: alcune ricerche osservazionali avevano suggerito un’associazione, ma lo studio più ampio e robusto, pubblicato su Jama nel 2024 e basato su oltre due milioni di bambini, ha escluso una relazione causale”.
Ecco perché le principali società scientifiche, incluse l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) e l’Italian College of Feto-Maternal Medicine (presieduto da Giorlandino), concordano sul fatto che il paracetamolo rimanga la prima scelta per trattare febbre e dolore in gravidanza.
Non trattare la febbre può fare danni
In gravidanza “non trattare febbre o dolore può essere più dannoso che ricorrere al farmaco” ha ribadito l’esperto, sottolineando che a oggi “nessuna prova dimostra che il paracetamolo provochi autismo. La scienza smonta allarmi infondati, ricordando un principio semplice ma essenziale: curare quando serve, con buon senso”.
Anche i dottori anti-bufale citano i risultati dello studio svedese su quasi quasi due milioni e mezzo di bimbi. Dal lavoro è emerso che “con ogni probabilità l’associazione tra farmaco e disturbi dello sviluppo dipende da altri fattori, genetici o di altra natura, ancora da accertare, ma non dal paracetamolo”.
Insomma, “le affermazioni perentorie di Trump, oltre a distorcere i fatti, rischiano di diventare pericolose, dati i rischi per la gestante e il nascituro di una febbre alta non trattata o di un dolore forte non controllato”.


