Medici: prescrizioni a tutte le ore per i dottori di famiglia

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Se molti connazionali ormai fanno fatica a trovare il medico di famiglia, la colpa è anche del fatto che la professione non è fra le più gettonate: al 1 gennaio 2024, l’ultimo report di Fondazione Gimbe stima una carenza di 5.575 medici di medicina generale ( e di 502 pediatri di libera scelta). ‘Camici bianchi’ alle prese con numeri impressionanti di pazienti, spesso anziani e cronici, che si trovano a compilare il 30% delle ricette tra le 20 e le 23.30

L’analisi condotta dalla Fimmg Campania e presentata durante il Congresso nazionale Fimmg-Metis 2025, in corso a Villasimius (Sardegna) segnala che il 35% delle prescrizioni dematerializzate viene elaborato fuori dalla fascia 8-20, ossia in orari serali, notturni e festivi.

Medici di famiglia: una professione in via di estinzione?

D’altronde, come ci aveva raccontato qualche tempo fa Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, il modo di rapportarsi degli italiani con il medico di famiglia è cambiato dopo la pandemia di Covid-19. “La dematerializzazione della ricetta è diventata la dematerializzazione della comunicazione diretta con il proprio medico”, segnalava Scotti, illustrando le regole del nuovo ‘Galateo delle interazioni digitali tra medico e paziente’.

Netiquette della salute

Gufi e allodole

Nel frattempo gli anni sono passati, i medici di famiglia sono sempre meno e gli italiani, che invecchiano, si trovano a fare i conti con diversi  acciacchi.

Basata sui dati 2024 e riferita a 2.720 medici di medicina generale su 3.059 attivi in Campania, la nuova indagine mostra che solo il 65% delle prescrizioni è compilato nelle ore canoniche (8-20). I picchi di attività sono alle 21.30 e alle 7.00 del mattino, segno di una disponibilità costante anche fuori orario degli operatori. A fronte del 30% dei ‘nottambuli’, il 3,5% delle prescrizioni viene effettuato al risveglio, tra le 6.00 e le 8.00.

Tra lavoro da remoto e burocrazia digitale

“Dietro ogni ricetta o aggiornamento del piano terapeutico c’è un lavoro clinico sommerso, spesso invisibile, fatto di telefonate, richieste da remoto, gestione di cronicità e purtroppo anche burocrazia digitale. La medicina generale non ha orari fissi, perché l’esigenza di salute dei pazienti non li ha”, riflette Nicola Calabrese, vicesegretario nazionale Fimmg. D’altronde ormai i dispositivi digitali consentono contatti molto flessibili.

Dal Congresso arrivano anche interessanti esperienze locali, come quella dell’Asst Melegnano Martesana, dove nella stagione 24/25 i medici di famiglia hanno somministrato il 68% dei vaccini antinfluenzali, mantenendo l’offerta di vaccini anti-Covid, antipneumococcici e anti herpes. Insomma, avvicinare la prevenzione ai cittadini sul territorio funziona.

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