Farmaci: quasi due dosi al dì a testa, cresce la spesa in Italia

farmaci Osmed

Cresce la spesa per i farmaci in Italia, mentre i consumi restano stabili e gli italiani, specie al Sud, prediligono ancora i prodotti di marca. Gli ultimi dati del nuovo rapporto OsMed 2024 sull’uso dei medicinali in Italia, presentato oggi all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), ci raccontano che in un anno i connazionali sono arrivati a sborsare di tasca propria ben 10,2 miliardi di euro nel 2024. Ma come è possibile, dal momento che il 72% della spesa è rimborsata dal Ssn?

Il pollo di Trilussa

Pensiamo solo che ogni cittadino manda giù quasi 2 dosi di medicinali ogni giorno. Ma per comprendere davvero questo dato, faremmo bene a pensare al pollo di Trilussa. Nel 2024 sono state consumate 1.895 dosi di medicinali ogni 1000 abitanti al giorno, inclusi i bambini. Ma a pesare di più su questa bilancia sono i senior, e il nostro è un Paese che invecchia. Ecco allora che a far salire il conteggio sono stati gli over 65: un anziano su tre prende più di 10 farmaci.

Il Rapporto OsMed e le sfide per la sanità

Insomma, l’ultimo Rapporto OsMed offre diversi motivi di riflessione. A trainare la spesa complessiva (+2,8%), è l’aumento di quella pubblica (+7,7%), legato alle terapie innovative e ad alto costo rimborsate dal Ssn. Colpisce poi la crescita del consumo di psicofarmaci tra i giovani, mentre i cittadini spendono di più per medicinali senza ricetta e resiste un certo scetticismo rispetto agli equivalenti. C’è poi il caso degli anti-diabete usati anche per perdere peso e, a preoccupare gli esperti, la scarsa aderenza terapeutica.

Come però sottolinea il presidente di Aifa, Robert Nisticò, “si colgono segnali positivi, come l’aumento del numero di terapie avanzate e farmaci per le malattie rare rimborsati e i risparmi generati in seguito all’ingresso degli equivalenti nelle liste di trasparenza Aifa. Ma c’è ancora da migliorare”.

Quanto all’aumento delle prescrizioni di psicofarmaci “fra i più giovani, questo sottolinea quanto sia prioritaria la tutela della salute mentale di bambini e adolescenti. È fondamentale continuare a promuovere il consumo dei generici, in crescita costante ma ancora limitato, l’appropriatezza prescrittiva e l’uso ottimale delle risorse disponibili, per garantire l’innovazione e le migliori opportunità di cura ai pazienti nel rispetto della sostenibilità del Ssn”, evidenzia Nisticò auspicando la collaborazione con le Regioni. Ma vediamo meglio il rapporto.

La spesa farmaceutica cresce

La spesa farmaceutica totale è stata di 37,2 miliardi di euro nel 2024 (+2,8%), di cui il 72% rimborsato dal Ssn: 26,8 miliardi di euro, in crescita del 7,7%. Quanto alla spesa territoriale pubblica – comprensiva di quella convenzionata e in distribuzione diretta e per conto – siamo a 13 miliardi e 700 milioni, +5,1% rispetto all’anno precedente. Si conferma l’incremento della spesa dei farmaci di classe A erogati in distribuzione diretta (+4,6%) e per conto (+10,9%).

Guardando alle strutture sanitarie pubbliche, scopriamo che hanno speso per i farmaci circa 17,8 miliardi di euro, +10% rispetto al 2023, a fronte di un aumento dei consumi (+4,7%) e del costo medio per giornate di terapia (+4,8%).

Spesa e prezzi dei farmaci: il confronto

Ma come si colloca l’Italia rispetto all’Europa? Finalmente una risposta arriva dal confronto con 9 Paesi: Germania, Belgio, Austria, Spagna, Francia, Svezia, Portogallo, Gran Bretagna e Polonia. Ebbene, la spesa farmaceutica totale italiana, con 672 euro pro capite, è inferiore rispetto a Germania (742 euro), Austria (733 euro) e Belgio (681 euro), mentre è ben al di sopra di Portogallo (481 euro), Svezia (488 euro), Gran Bretagna (541 euro) e della media dei Paesi europei, pari a 418 euro.

Tuttavia, se si considerano le diverse forme di payback, tra cui quella di ripiano dello sfondamento del tetto degli acquisti diretti, la spesa pro capite italiana scende a 627 euro, al di sotto di Francia e Spagna, puntualizza il rapporto.

Per quanto riguarda i prezzi dei farmaci, OsMed ci dice che nel nostro Paese i medicinali sono più economici che in Belgio (+75,8%), Germania (+51,9%), Austria (+42,0%), Svezia (+29,5%), Gran Bretagna (+4,2%), Spagna (+3,5%), mentre in Francia (‐10,6%), Polonia (‐30,4%) e Portogallo (‐37,6%) si registrano prezzi più bassi, “ma c’è una disponibilità di prodotti anche molto inferiore rispetto a quelli accessibili in Italia”, sottolineano da Aifa. I prezzi medi europei sono superiori del 62,5% rispetto a quelli applicati in Italia.

Come sottolinea il direttore tecnico-scientifico Pierluigi Russo “la spesa pro capite italiana è sostanzialmente in linea con quella media europea, inferiore a quella di Germania, Francia, Spagna e di altri Paesi europei; e i prezzi sono molto più bassi rispetto a quelli medi europei”.

La classifica dei medicinali più gettonati

Tra i farmaci rimborsati, quelli per il sistema cardiovascolare si confermano al primo posto per consumi (523 dosi giornaliere per 1000 abitanti) e al secondo per spesa (3,7 miliardi di euro), dietro agli antitumorali e immunomodulatori (circa 8,2 miliardi di euro).

Al secondo posto per consumi si collocano i farmaci dell’apparato gastrointestinale e metabolismo (296 dosi giornaliere per 1000 abitanti), che sono la terza categoria in termini di spesa (3 miliardi e 495 milioni di euro), con una spesa pro capite Ssn pari a 59,3 euro, in aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente.

farmaci del sangue e organi emopoietici occupano il terzo posto in termini di consumi (145,2 dosi giornaliere per 1000 abitanti) e il quinto in termini di spesa (2 miliardi e 647 milioni di euro). Mentre i farmaci del sistema nervoso centrale si posizionano quarti per consumi (99,8 dosi giornaliere per 1.000 abitanti) e al sesto in termini di spesa (2 miliardi e 148 milioni di euro).

Donne e antibiotici

Nel 2024 il 68% degli assistiti ha ricevuto almeno una prescrizione di farmaci, le donne (72,1%) più degli uomini (63,6%). Le differenze di sesso sono più marcate nella fascia di età tra i 20 e i 59 anni, in cui le donne hanno più prescrizioni di antibiotici (utilizzati per il trattamento delle infezioni delle vie urinarie), antianemici e farmaci del sistema nervoso centrale, in particolare antidepressivi.

Minori e psicofarmaci

Quanto ai più giovani, circa 4,6 milioni di bambini e adolescenti hanno ricevuto almeno una prescrizione farmaceutica, pari al 50,9% della popolazione pediatrica italiana, con una prevalenza leggermente superiore nei maschi (51,9% contro 49,9%).

Gli antinfettivi per uso sistemico si confermano la categoria terapeutica a maggiore consumo in età pediatrica, seguiti dai farmaci dell’apparato respiratorio e dai preparati ormonali sistemici, esclusi quelli sessuali e insuline; per tutte le categorie si osserva un incremento dei consumi rispetto all’anno precedente.

I farmaci del sistema nervoso centrale (antiepilettici, antipsicotici, antidepressivi e psicostimolanti) sono al quarto posto tra i medicinali più prescritti, con un consumo pari all’8% del totale e un aumento del 4,1% rispetto al 2023.

Ma c’è un dato che Aifa segnala: dal 2016 sono più che raddoppiati sia la prevalenza d’uso che i consumi di psicofarmaci. Si è passati da 20,6 confezioni per 1000 bambini (prevalenza pari allo 0,26%) nel 2016 a 59,3 confezioni per 1000 (prevalenza dello 0,57%) nel 2024. Soprattutto antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd (iperattività e deficit di attenzione). Con un trend che raggiunge il massimo nella fascia 12‐17 anni, ma che resta ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei (ad esempio la Francia con 1,61%) e non (Usa 24,7%‐26,3%).

Il caso degli anziani

Per ogni anziano in media la spesa è di 570,2 euro (621,6 nei maschi e 529,5 nelle femmine), in lieve aumento rispetto al 2023 (+1,2%). Il 68,1% degli over 65 ha ricevuto prescrizioni di almeno 5 diverse sostanze (politerapia) nell’anno in esame e il 28,3% ha assunto almeno 10 principi attivi diversi. Con non poche insidie. Più farmaci, più dosi, più occasioni di errore e di abbandono della terapia.

Proprio la scarsa aderenza del paziente alle prescrizioni del medico è la principale causa di non efficacia delle terapie. E non è difficile comprendere che la popolazione anziana è quella più a rischio.
Maggiori criticità si osservano con i farmaci per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie (52,2% pazienti con bassa aderenza), gli antidepressivi (28,1%, con la conseguenza di una cronicizzazione della malattia) e i farmaci antidiabetici (22,6%, in calo del 5% rispetto all’anno precedente).

Minori problemi, invece, con i farmaci per il trattamento dell’osteoporosi (68,7% pazienti con alta aderenza), quelli per l’ipertrofia prostatica benigna (64,9%), gli antiaggreganti (61,8%), anticoagulanti (53,2%) e antipertensivi (52,6%). Per i farmaci lipolipemizzanti l’alta aderenza è pari al 45,6% dei pazienti in trattamento: il dato è in aumento dal 2019 (+4% rispetto al 2023), “ma ci sono ancora margini di miglioramento”, dicono da Aifa.

Tendenzialmente le donne sono meno aderenti e persistenti degli uomini, come anche i cittadini del Sud Italia.

Antidiabetici: i record degli analoghi del GLP-1

L’arrivo sul mercato dei nuovi antidiabetici non è passato inosservato: ha fatto salire la spesa pubblica a 1 miliardo e 642 milioni di euro, +13,2% rispetto al 2023. Sono cresciuti sia i consumi (+4,3%) sia il costo medio per dose (+8,3%), con uno spostamento verso gli analoghi del GLP-1, le gliflozine e le loro associazioni. In particolare, proprio gli analoghi del GLP-1 – semaglutide e company – nonostante una riduzione del costo medio pari all’1,8%, registrano un aumento di spesa dell’11,5% e dei consumi del 13,3%, con la sola semaglutide che cresce rispettivamente del 58,4% e del 59,8%.

Questi prodotti sono la categoria, da sola o in associazione alle insuline, che registra il costo annuale per utilizzatore più elevato (722,5 euro per gli analoghi del GLP‐1 da soli e 736,1 in associazione alle insuline). Le gliptine da sole registrano un aumento di spesa (+35,5%) attribuibile all’incremento del costo medio per giornata di terapia (+40,3%), considerando la contrazione del 3,7% dei consumi. Per le gliflozine da sole si rileva un aumento di spesa del 39,6% e dei consumi del 45,1% (ma una riduzione del costo medio per giornata di terapia del 4,1%).

La metformina è ancora il farmaco più utilizzato nel trattamento del diabete (23,4 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti), pari al 31,5% del totale, mentre i nuovi farmaci agonisti dei recettori GIP e GLP-1, rappresentati dalla tirzepatide, sono la categoria a maggior costo medio per giornata di terapia con un valore di 130,57 euro.

Il caso antibiotici

Resta alto il consumo di antibiotici in Italia, sebbene il 2024 abbia mostrato un lieve calo (-1,3%), attestandosi a 16,9 dosi giornaliere ogni mille abitanti. Quasi 4 persone su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nel 2024, con una prevalenza d’uso più elevata nei bambini fino a 4 anni di età (45‐47%) e negli over 85 (54‐58%).

Livelli più elevati al Sud, dove il 43,6% della popolazione ha assunto almeno uno di questi farmaci antimicrobici durante l’anno, contro il 40,1% del Centro e il 30,6% del Nord. Occorre moltiplicare gli interventi se si vuole incidere sul fenomeno dei superbatteri.

Equivalenti: Italia terzultima in Europa

Trend in crescita sì, ma troppo lentamente, per gli equivalenti: hanno rappresentato nel 2024 il 23,5% della spesa e il 31,6% dei consumi. Il consumo resta basso, soprattutto se confrontato con quello di altri Paesi europei, collocando l’Italia al terz’ultimo posto in Europa, con una percentuale del 56% di equivalenti sul consumo territoriale.

In controtendenza, l’Italia è invece al primo posto nell’incidenza della spesa (59,8%) e del consumo (72,2%) di farmaci biosimilari rispetto alla media europea.

Insomma, quando la scelta è del cittadino gli equivalenti non decollano. Eppure consentirebbero risparmi significativi sia per il Ssn che per i cittadini. Ma di che cifre parliamo? Stando alle stime di Aifa relative a 10 principi attivi tra il 2017 e il 2024 sono stati risparmiati circa 5,3 miliardi di euro (1,2 miliardi di euro solo nel 2024) sulla spesa per i farmaci di classe A rimborsati dal Ssn, dopo l’ingresso degli equivalenti nelle liste di trasparenza. I principi attivi che hanno generato i risparmi maggiori sono stati la rosuvastatina e l’associazione ezetimibe/simvastatina.

E invece i cittadini sborsano circa 1 miliardo di euro come differenza tra il prezzo del medicinale a brevetto scaduto e il prezzo dell’equivalente rimborsato. Un dato stabile rispetto al 2023, con una spesa pro capite che va da 22,4 euro al Sud e nelle Isole a 14,2 euro al Nord.

Come abbiamo già detto più volte, sono proprio le Regioni a più basso reddito quelle in cui si spende di più per avere il farmaco di marca a brevetto scaduto (in particolare Calabria, Sicilia e Campania).

Sempre guardando alle tasche dei cittadini, la spesa per i farmaci di Classe C (interamente a carico del cittadino) nel 2024 supera i 7 miliardi di euro, in lieve calo (-1,96%) rispetto al 2023. Il 52% di questa somma è relativo a farmaci con obbligo di prescrizione medica (3,7 miliardi di euro), e il restante 48% a farmaci di automedicazione (3,4 miliardi).

Ansiolitici, analgesici e farmaci per la disfunzione erettile

I medicinali di classe C con ricetta più gettonati nel 2024 restano le benzodiazepine (ansiolitici, 371 milioni di euro), gli analgesici e gli antipiretici e i farmaci per la disfunzione erettile. Una curiosità: per questi ultimi medicinali nel 2024 sono stati spesi circa 245 milioni di euro. Particolarmente importante risulta l’incremento di spesa privata degli analoghi del recettore GLP‐1 utilizzati per perdere peso, per lo più attribuibile ad un corrispettivo aumento dei consumi (+78,7%) nel 2024.

Nella classifica dei primi 30 principi a maggiore spesa nel 2024 entra la semagutide, non presente nell’anno precedente, con 55,3 milioni di euro, a cui si aggiungono 21,8 milioni di acquisto privato di fascia A.

Tra i farmaci di automedicazione, i Fans rappresentano l’11,5% della spesa complessiva con un valore di 384,7 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto al 2023. I primi principi attivi per spesa si confermano ibuprofene e diclofenac, che mostrano rispettivamente una leggera riduzione (‐0,6%) e un consistente aumento (+6,4%).

Più terapie avanzate e farmaci per le malattie rare

Il numero di terapie avanzate autorizzate in Italia è aumentato: da due nel 2019 a 12 nel 2024. Di queste, 11 sono state commercializzate nel 2019‐24 (5 Car‐T, 4 terapie geniche in vivo, una terapia genica ex‐vivo e un prodotto di ingegneria tissutale), per un totale di 17 indicazioni rimborsate, oltre la metà in campo onco‐ematologico.

Parallelamente sono aumentati anche i valori di spesa e consumo; la prima è passata da un totale di 1,38 milioni di euro nel 2019 a 194,48 milioni nel 2024 (con una incidenza di circa l’1,2% sulla spesa per acquisti diretti), in aumento del 60,2% rispetto al 2023. Anche i consumi sono aumentati, passando dalle 14 confezioni del 2019 alle 1.016 confezioni del 2024, più del doppio rispetto all’anno precedente.

Cresce la spesa per i farmaci orfani, +5,9% rispetto al 2023, attestandosi a 2,36 miliardi di euro, corrispondente all’8,3% della spesa farmaceutica a carico del Ssn. La prima categoria terapeutica per spesa e consumi è quella dei farmaci antineoplastici e immunomodulatori (rispettivamente 47,3% e 49,6%). La più alta incidenza di consumi e spesa riguarda nello specifico i farmaci utilizzati nei linfomi, mielomi e altre malattie onco‐ematologiche e nelle malattie genetiche, riconfermando lo stesso andamento dello scorso anno.

La carica degli innovativi

Nel triennio 2022-24 46 farmaci hanno beneficiato del requisito di innovatività piena per almeno un’indicazione terapeutica. Nel 2024 la spesa per questi farmaci ha raggiunto 868 milioni di euro, corrispondente al 5,2% della spesa delle strutture pubbliche per le sole indicazioni innovative dei farmaci di classe A e H.

Una quota significativa di questa spesa – circa 400 milioni di euro, segnala il Rapporto – riguarda medicinali ed indicazioni terapeutiche che nel corso del 2024 hanno perso il requisito dell’innovatività. Il riconoscimento dell’innovatività comporta l’immediata accessibilità del farmaco per gli assistiti, anche senza l’inserimento nei prontuari terapeutici regionali, e l’accesso al Fondo dedicato, che per il 2024 ammontava a 1 miliardo e 300 milioni. Pertanto, rispetto alle risorse disponibili, l’avanzo è stato di 432 milioni di euro.

Osservati speciali

“Ambiti di rilevante attenzione sono i nuovi antidiabetici, efficaci anche nella riduzione del peso, gli psicofarmaci in età pediatrica, le terapie avanzate (geniche e cellulari) e i farmaci orfani per il trattamento di malattie rare”, conclude Russo commentando la ‘fotografia’ di OsMed.

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