Novità in vista per le famiglie dei piccoli pazienti che arrivano da fuori Roma per ricevere le cure al Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. È infatti in costruzione la “Casa dei Bambini – Trenta Ore per la Vita”, un progetto curato dall’Ufficio Tecnico del Policlinico e avviato grazie alla collaborazione tra l’Istituto Toniolo – che ha messo a disposizione il terreno – l’Associazione 30 Ore per la Vita e Casa Ronald McDonald Italia.
Come ha spiegato Eugenio Maria Mercuri, direttore del Dipartimento di Scienze della salute della donna, del bambino e di sanità pubblica del Gemelli, molte delle patologie pediatriche seguite al Policlinico – spesso rare e complesse – sono caratterizzate da cronicità, alta compromissione funzionale e ripetuti ricoveri.
La migrazione sanitaria al Gemelli
Non solo: quasi il 70% dei bambini con disabilità in carico al Gemelli proviene da fuori regione. E le famiglie sono costrette a lunghi periodi lontano da casa, facendo i conti con spese, spostamenti e isolamento. “Questa nuova struttura – ha spiegato Mercuri – nasce non solo per le famiglie, ma con le famiglie, mettendo al centro le loro difficoltà e i loro desideri: un luogo di reale condivisione dove poter continuare a lavorare in smart working, in un ambiente domotico che semplifichi la vita dei bambini con disabilità e consenta di non spezzare i legami e la quotidianità”.
Il fondatore di 30 Ore per la Vita, Silvio Capitta Testi, ha ripercorso il legame con l’ospedale: i progetti avviati hanno già permesso l’accoglienza di decine di migliaia di persone. La scelta di finanziare la realizzazione della “Casa dei Bambini” nasce dalla condivisione di una stessa visione: mettere la dimensione umana e familiare al centro dei percorsi di cura.
“La famiglia di un bambino malato – ha detto Maria Chiara Roti, direttrice generale di Casa Ronald McDonald Italia – non dovrebbe mai essere costretta a scegliere tra la presenza accanto al figlio e la sostenibilità economica del proprio quotidiano”. La Casa dei Bambini, in questa prospettiva, sarà un luogo di spazi condivisi e servizi dedicati, una comunità di prossimità pensata per accompagnare i tempi lunghi della terapia.


