Farmaci per l’obesità, uno studio suggerisce un impatto positivo sui costi sanitari

farmaci per l'obesità
I farmaci GLP-1 per la perdita di peso hanno già trasformato l’industria farmaceutica, i consumi e perfino la cultura popolare. Negli Stati Uniti oltre 40 milioni di persone dichiarano di averli utilizzati. Secondo alcune stime, il mercato potrebbe arrivare a valere fino a 240 miliardi di dollari. Ora una nuova ricerca suggerisce che questi farmaci per l’obesità potrebbero produrre un beneficio economico anche per chi li assume. Uno studio pubblicato dal National Bureau of Economic Research (NBER) stima infatti che gli adulti di mezza età con obesità possano risparmiare centinaia di migliaia di dollari in spese sanitarie nel corso della vita.

“L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per molte malattie croniche”, spiega Felipe Montano-Campos, autore principale dello studio. “Quando si interviene su quel problema, gli effetti positivi si riflettono su molte altre condizioni e questo può tradursi in una riduzione dei costi sanitari.”

Risparmi fino a 220mila dollari

Secondo l’analisi, gli adulti tra i 40 e i 50 anni che assumono farmaci per l’obesità GLP-1 possono risparmiare in media 192.735 dollari in spese mediche nel corso della vita.

Il dato cresce ulteriormente per le persone senza una laurea universitaria. In questo gruppo il risparmio stimato raggiunge circa 220mila dollari.

Montano-Campos osserva che tutti i partecipanti beneficiano del trattamento, ma l’effetto appare particolarmente evidente nelle fasce sociali più svantaggiate.

I farmaci per l’obesità GLP-1 agiscono direttamente su appetito e metabolismo. Questo permette di ottenere risultati anche a chi incontra maggiori difficoltà nel seguire programmi intensivi di dieta ed esercizio fisico. Chi svolge più lavori, dispone di poco tempo libero o ha minori risorse economiche spesso fatica ad andare regolarmente in palestra o ad acquistare alimenti più salutari.

Come è stato condotto lo studio

I ricercatori hanno simulato l’evoluzione sanitaria ed economica della popolazione adulta statunitense dai 25 anni in su.

Hanno confrontato due scenari. Nel primo le persone non utilizzavano farmaci GLP-1. Nel secondo gli adulti con obesità, definita da un indice di massa corporea superiore a 30, assumevano questi farmaci in modo continuativo.

Utilizzando i tradizionali modelli dell’economia sanitaria, il team ha convertito i benefici clinici e i risparmi ottenuti in valori monetari.

I risultati mostrano che i soggetti senza laurea potrebbero risparmiare tra 219mila e 220mila dollari nel corso della vita. Per i laureati il beneficio economico stimato scende invece a circa 163mila dollari.

I vantaggi aumentano iniziando prima

Lo studio evidenzia anche un altro aspetto. Chi inizia la terapia tra i 25 e i 30 anni potrebbe ottenere benefici economici ancora maggiori.

Le simulazioni stimano un risparmio fino a 270.800 dollari nell’arco della vita.

Tuttavia gli esperti invitano alla cautela. I benefici teorici dipendono dalla possibilità di continuare il trattamento per molti anni.

Il problema dei costi

Fatima Cody Stanford, specialista in medicina dell’obesità presso il Massachusetts General Hospital, osserva che ottenere tutti i benefici stimati richiederebbe una terapia continuativa e costosa.

“Se si interrompe il trattamento, il peso tende ad aumentare nuovamente e possono riapparire le malattie cardiometaboliche che il farmaco era destinato a controllare”, spiega.

Negli Stati Uniti una persona può spendere mediamente tra 350 e 450 dollari al mese per un farmaco GLP-1 approvato per la gestione del peso, come Wegovy. Senza copertura assicurativa il costo può arrivare a circa 1.350 dollari al mese.

Secondo Stanford, questi prezzi restano fuori dalla portata di molti cittadini. Proprio le persone che potrebbero ottenere i maggiori benefici rischiano quindi di non potersi permettere il trattamento.

Le limitazioni dello studio

Montano-Campos riconosce che la ricerca non considera l’interruzione della terapia per motivi economici. Il modello ipotizza infatti un accesso costante ai farmaci per tutta la vita.

Anche gli effetti collaterali possono influenzare la continuità terapeutica. Morgan Lee, responsabile della ricerca di Pharmaceutical Strategies Group, sottolinea che molti assicuratori tengono conto di questo aspetto quando valutano la copertura dei farmaci anti-obesità.

Le compagnie e i gestori dei piani sanitari vogliono verificare che i pazienti assumano il trattamento abbastanza a lungo da ottenere benefici duraturi sulla salute. Solo in questo modo possono giustificare l’investimento economico.

La questione dell’accesso

Secondo un’indagine di Pharmaceutical Strategies Group, circa il 75% dei piani sanitari statunitensi non copre i farmaci GLP-1 per la perdita di peso legata all’obesità.

Quasi la metà degli intervistati ha dichiarato che non offrirebbe questa copertura a nessun prezzo.

Per Montano-Campos il tema centrale resta l’accessibilità. L’autore auspica che i risultati dello studio contribuiscano ad ampliare l’accesso a queste terapie.

“Ci auguriamo che questo lavoro aiuti a orientare il dibattito”, afferma. “I nostri risultati suggeriscono che innovazioni mediche di questo tipo possono contribuire a ridurre le disuguaglianze nella salute.”

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

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