Il nuovo “Flourishing Global Study” ha scoperto che non è necessario vivere nei Paesi più ricchi per raggiungere un alto grado di benessere. Ma facciamo un passo indietro. Per i ricercatori questo concetto è legato “al raggiungimento di uno stato in cui tutti gli aspetti della vita di una persona sono positivi, compresi i contesti in cui vive”.
Ebbene, per determinare dove le persone prosperano di più, i ricercatori delle università di Harvard e Baylor hanno analizzato i dati raccolti da Gallup e le risposte di oltre 200.000 persone in 22 Paesi nell’arco di cinque anni. L’indice di prosperità tiene conto della felicità e della soddisfazione di vita dei residenti, della salute mentale e fisica, del significato e dello scopo della vita, del carattere e della virtù e delle relazioni sociali strette.
Così scompriamo che l’Indonesia, un Paese a medio reddito, è in cima alla lista con il punteggio composito più alto, seguita da Israele, Filippine e Messico. “Mentre molte nazioni sviluppate segnalano livelli relativamente più elevati di sicurezza finanziaria e di valutazione della vita, non prosperano su altri aspetti”, scrivono i ricercatori.
Benessere fra religione e connessione sociale
Tre quarti dei partecipanti al sondaggio in Indonesia hanno dichiarato di partecipare alle funzioni religiose almeno una volta a settimana, ad esempio, il che spiega perché la loro connessione sociale sia più elevata rispetto ad altri Paesi.
“L’Indonesia viene spesso contrapposta sfavorevolmente al Giappone nelle discussioni sullo sviluppo internazionale, citato come esempio della cosiddetta trappola del reddito medio, in cui la crescita economica si blocca prima di raggiungere livelli di reddito elevato”, hanno scritto i ricercatori in un articolo sul New York Times. “Questo è vero, per certi versi, ma il nostro studio suggerisce che l’attenzione alla crescita economica racconta solo una parte della storia”.
Mentre l’annuale World Happiness Report valuta se le persone stiano vivendo la migliore vita possibile che possano immaginare, questo studio va oltre la felicità individuale per considerare il benessere dell’ambiente in cui vivono.
“Mentre i termini ‘floridità’ e ‘benessere’ sono spesso usati in modo intercambiabile, il secondo ha probabilmente la connotazione di un ambiente che favorisce la crescita”, spiegano gli autori. Secondo i quali la ricchezza di un Paese influisce meno sulla percezione di prosperità dei residenti.
Lo studio ha anche rilevato che la curva a U della felicità – che illustra come la soddisfazione di vita raggiunga il picco quando si è giovani, poi scenda e raggiunga nuovamente il picco quando si invecchia – sta diventando meno pronunciata. Infatti, le persone tra 18 e 29 anni prosperano meno di quanto si pensasse in precedenza.
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