Trapianto di fegato eccezionale dopo un incidente sul lavoro, la storia

trapianto fegato molinette

Poteva finire nelle statistiche degli incidenti sul lavoro, invece un intervento ai limiti del possibile ha salvato un uomo di 55 a Torino, che rischiava la vita per un grave infortunio. L’eccezionale trapianto di fegato è stato eseguito su un paziente della provincia di Cuneo, presso la Città della Salute e della Scienza di Torino- ospedale Molinette, dall’equipe del professor Renato Romagnoli.

“Un caso gravato da complessità clinica e tecnica estreme”, gestito “grazie alla dedizione, al coraggio ed alla professionalità multidisciplinare dei nostri specialisti così altamente qualificati, come solo nella nostra Azienda è possibile trovare. E così come dovrà essere nel futuro Parco della Salute”, ha commentato a caldo il Commissario Thomas Schael.

Oggi, fanno sapere i sanitari, il paziente “si trova in piena ripresa” (nella foto principale con da sinistra: la moglie e i due figli. Courtesy: Le Molinette). Ma vediamo meglio la sua storia.

L’incidente nel silos

Nei primi due mesi del 2025 sono state 138 le denunce di infortunio mortale per incidenti sul lavoro, con un aumento del 16% sullo stesso periodo del 2023. L’uomo di Cuneo aveva riportato un grave trauma epatico, mentre stava lavorando nel silos della sua azienda agricola. L’incidente aveva provocato lo schiacciamento della parte superiore destra dell’addome contro il braccio di una pala agricola. 

Trasportato in codice rosso all’ospedale di Cuneo, era stato immediatamente operato per una gravissima emorragia dovuta ad una lacerazione traumatica del fegato: l’organo era stato “impacchettato” per contenere la perdita di sangue.

Il peggioramento e l’arrivo alle Molinette

Il paziente, stabilizzato, è tornato due volte in sala operatoria prima di essere quasi trasferito dalla terapia intensiva ad un reparto ordinario. Ma 11 giorni dopo il trauma iniziale, il suo fegato ha ricominciato a sanguinare. Dopo il quarto intervento, fermata di nuovo l’emorragia, i medici hanno visto che gran parte dell’organo era perduta: il paziente stava precipitando in una insufficienza epatica acuta. Così da Cuneo è partito l’allarme al Centro Trapianto di Fegato di Torino.

Così l’uomo è stato trasferito alla Terapia Intensiva Centralizzata dell’ospedale Molinette diretta dal dottor Maurizio Berardino e valutato in urgenza per decidere se potesse essere salvato con un trapianto. A questo punto sono entrati in gioco il direttore del Centro Trapianto di Fegato Romagnoli e l’epatologa dottoressa Silvia Martini. L’intervento è stato giudicato possibile, ma serviva subito un organo compatibile.

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Il fegato da fuori regione in tempi record e il trapianto

La situazione era critica, ma a poche ore dall’inserimento del paziente in lista d’attesa in super-urgenza nazionale, il Centro Nazionale Trapianti di Roma diretto da Giuseppe Feltrin ha segnalato al Centro Regionale Trapianti del Piemonte la disponibilità del fegato di un donatore compatibile in un’altra regione italiana. Così a 18 ore dall’immissione in lista, l’uomo è entrato nella sala operatoria del Centro Trapianto Fegato.

Ancora una volta Romagnoli e la sua équipe hanno fatto il miracolo: prima hanno rimosso il fegato spappolato, poi hanno trapiantato l’organo nuovo e il sangue ha iniziato a circolare, irrorandolo.

Oggi il paziente sta meglio: dopo altri tre interventi, necessari per arrivare alla termine della terapia chirurgica, a tre settimane dal trapianto è stato trasferito nell’area Semintensiva del Centro Trapianti Fegato di Torino, dove è in fase di recupero.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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