Oblio oncologico per i guariti da tumore, a che punto siamo

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Mancano ancora importanti ‘tasselli’ per chiudere il cerchio sull’oblio oncologico. Il decreto attuativo della legge ad hoc “è in fase di definizione ultima” e sarà emanato “tempestivamente”, ha assicurato la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone rispondendo nei giorni scorsi al Question Time sui tempi di adozione del decreto previsto dalla legge del 2023 – che doveva essere adottato entro il luglio 2024 – e che punta ad assicurare alle persone che hanno affrontato un tumore anche uguali opportunità sul lavoro.

Oblio oncologico: nuovo passo avanti per i guariti da tumore

A che punto siamo

“Tutte le attività” in tal senso “sono svolte con la massima attenzione”, ha detto Calderone rispondendo a Maria Elena Boschi.

La legge del 2023, ha ricordato la ministra, include “la promozione di specifiche politiche attive per le pari opportunità” per i malati oncologici. E “a dimostrazione della delicatezza e della complessità dell’argomento”, l’iter prevede che per l’adozione del decreto attuativo “siano sentite le organizzazioni dei pazienti oncologici” iscritte nel Registro del terzo settore.

Il ministro ha “avviato tempestivamente l’attività istruttoria per il coinvolgimento degli enti terzo settore”, pubblicando l’11 ottobre 2024 l’avviso e quattro organizzazioni di malati oncologici hanno manifestato interesse. “L’attività istruttoria è stata particolarmente complessa”, ha aggiunto Calderone, assicurando comunque che la procedura per la definizione del decreto attuativo “è in fase di definizione ultima e sarà tempestivamente adottata”.

La reazione delle associazioni

La risposta del ministro del Lavoro all’interrogazione di Maria Elena Boschi “è stata profondamente insoddisfacente. A quasi due anni dall’approvazione della legge, il decreto attuativo non è ancora stato adottato. Il ministro non ha fornito alcuna spiegazione né sulle difficoltà che ne ostacolano l’adozione, né sulle cause del ritardo, e non ha indicato tempistiche certe”, dice a Fortune Italia Elisabetta Iannelli, segretario generale di Favo (Federazione italiana associazioni volontariato in oncologia), che per questa norma si è a lungo battuta e che sta seguendo con attenzione la ‘chiusura del cerchio’.

“Favo, formalmente consultata dal ministero, ha trasmesso a marzo 2025 – nei tempi richiesti – le proprie osservazioni sulla bozza di decreto, che sono state accolte. Tuttavia, nonostante questo contributo e la disponibilità dimostrata dalle associazioni dei pazienti, il provvedimento non è ancora stato pubblicato. Il diritto all’oblio oncologico – scandisce Iannelli – non è una concessione, ma una tutela fondamentale per migliaia di persone guarite da tumore che continuano a subire discriminazioni in ambito lavorativo e nei concorsi pubblici. L’inerzia istituzionale rischia di svuotare di significato una conquista civile e giuridica attesa da anni da milioni di persone che hanno avuto un tumore”.

Ecco perché la Federazione chiede con forza che “il ministero del Lavoro dia immediato seguito agli impegni assunti dal Parlamento all’unanimità, adottando un decreto attuativo chiaro, efficace e condiviso con le associazioni dei pazienti. Non c’è più tempo da perdere: ogni giorno di ritardo è un giorno in cui il diritto all’uguaglianza viene negato”, chiarisce Iannelli.

Norme al passo della ricerca

Molte cose sono cambiate in questi anni, grazie alla ricerca. Il nostro è un tempo “di accelerazioni. Induce a riflettere ripensare ai pionieri dell’Airc, che sessant’anni fa, hanno avviato una battaglia contro il cancro quando questo era considerato un male incurabile, una condanna irrevocabile”, come ha ricordato il capo dello Stato Sergio Mattarella alla cerimonia per ‘I giorni della ricerca’ al Quirinale.

A cambiare le cose è stata la convinzione “che la ricerca avrebbe sconfitto i tumori. E, nel frattempo, avrebbe potenziato le cure, migliorato la vita dei pazienti e delle loro famiglie”. Sembrava una “profezia di visionari – fra loro Umberto Veronesi, del quale, come è stato ricordato, ricorre il centenario della nascita – Si trattava invece di realismo di scienziati: consapevoli che la sperimentazione e la diffusione del sapere sono formidabili alleati dell’umanità”, ha detto il presidente Mattarella.

Oggi milioni di persone vivono dopo una diagnosi di tumore. Numeri che “inducono alla commozione, tanto più se osservati nella progressione di pochi decenni. Tanti possono dirsi guariti e sono tornati alla vita familiare, sociale, professionale. L’evidenza di questi risultati, inoltre, ha spinto a varare norme più che opportune doverose per assicurare l’oblio oncologico”.

Una legge preziosa ma ancora incompleta, che può fare la differenza nella vita di tanti ex pazienti.

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