25 Luglio 2019

Zambon cresce oltreconfine: maxi acquisizione da 140 mln

Attilia Burke

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Una maxi-acquisizione da 140 mln di euro che permette a Zambon di espandere la propria presenza nell’area delle malattie respiratorie gravi. Con la più grande operazione in 113 anni di storia, la farmaceutica dal cuore italiano e dal respiro internazionale si fa spazio in Germania e negli States comprando Breath Therapeutics e completando così la propria pipeline in fase avanzata con il trattamento della Sindrome da bronchiolite obliterante (Bos).

Con questa acquisizione da 140 mln (con la possibilità di arrivare ad un totale di 500 milioni di euro al raggiungimento di obiettivi regolatori e commerciali) il gruppo nato a Vicenza e con sede a Bresso (Milano) conferma la visione della propria strategia di crescita che, da alcuni anni, si concentra su globalizzazione crescente e investimenti mirati in Specialty Care. 

Breath Therapeutics (Breath), con sede a Monaco (Germania) e a Menlo Park (Usa), è una biofarmaceutica specializzata in terapie inalatorie avanzate per il trattamento delle malattie respiratorie gravi, che non hanno ancora valide opzioni di cura. L’acquisizione della biofarmaceutica, che conta nel suo portfolio un’innovativa terapia inalatoria per la Bos in fase III di sviluppo clinico, rafforza la strategia di crescita di Zambon fondata su continui investimenti nelle aree terapeutiche specialistiche. Una sinergia perfetta che unisce alla pipeline in fase avanzata di Breath Therapeutics, il solido assetto commerciale e le competenze di Zambon. La farmaceutica con headquarter nel milanese, annovera così da oggi due progetti in fase III di sviluppo clinico nell’area delle malattie respiratorie gravi, entrambi ad ampio raggio geografico.

“Attraverso la nostra ampia presenza geografica, le nostre competenze di ricerca e le consolidate relazioni con la comunità scientifica, potremo accelerare lo sviluppo di un nuovo potenziale trattamento per questa malattia”, afferma il ceo di Zambon Roberto Tascione. “Inoltre, grazie alla nostra esperienza commerciale confidiamo di poter offrire il prodotto ai pazienti e ai medici nel minor tempo possibile. Questa operazione segna l’inizio di una nuova fase per Zambon, non solo per la promettente pipeline che stiamo acquisendo, ma anche per le nuove conoscenze scientifiche che svilupperemo. Sono felice di dare il benvenuto ai nuovi colleghi e di lavorare con loro, per massimizzare insieme il potenziale di queste soluzioni innovative in grado di cambiare la vita dei pazienti”, sottolinea.

Il farmaco di Breath, selezionato per lo sviluppo clinico, è una innovativa formulazione liposomiale della cliclosporina A (L-CsA-i), disegnata per la somministrazione inalatoria con il nebulizzatore progettato da PARI specificatamente per questa molecola. Breath ha avviato a livello globale due studi di fase III (BOSTON-1 e -2) per valutare la molecola L-CsA-i per il trattamento della Bos. Zambon prevede di ottenere dati dagli studi clinici di fase III nel 2021, inoltre è fiduciosa di poter commercializzare il trattamento entro il 2023 in seguito alle approvazioni regolatorie della Fda e dall’Ema.. La L-CsA-i ha ricevuto la designazione di farmaco orfano per il trattamento della Bos sia da Fda sia da Ema.

“Siamo una ‘startup di 113 anni’ con radici profonde e una storia di grande tradizione, fortemente impegnata a rafforzare la nostra pipeline con nuovi e rilevanti progetti di ricerca per investire nel futuro a vantaggio dei nostri pazienti e delle nostre persone”, conclude Elena Zambon, presidente di Zambon.

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