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4 Maggio 2020

Ricostruzione, Hausermann: carenze farmaci? Facciamo chiarezza /Video

Attilia Burke

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Carenze farmaci negli ospedali? Il presidente di Assogenerici, Enrique Hausermann, spiega a Fortune Italia cosa è successo e che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi dall’industria del farmaco generico e biosimilare. Non più in là di 10 giorni addietro, in diversi ospedali, nelle aree più colpite dal Covid19, mancavano farmaci importanti per la gestione dei pazienti ricoverati. Oggi “la situazione è sotto controllo”. Ma “abbiamo avuto punte della domanda alle quali abbiamo dovuto fare fronte. Abbiamo dovuto riconvertire le produzioni. Questa riconversione ha causato i ritardi”. Anche la difficoltà di approvvigionamento per determinati principi attivi ha giocato un ruolo in questa partita, “ci sono Paesi, come l’India, che non hanno permesso l’esportazione di determinati principi attivi”.

 

 

Oggi, molte molecole non vengono praticamente più prodotto in Ue, questo è “un problema che dovremo discutere con le autorità in modo che si creino a livello europeo unità produttive in caso di emergenza“. Basti pensare che nelle ultime settimane, “è stata registrata la mancanza di un principio attivo banalissimo come il paracetamolo perché gli indiani hanno bloccato l’approvvigionamento di questo prodotto. Bisognerà tornare, per determinate sostanze, a poter produrre anche in Europa”.

 

In Italia, attualmente “non registriamo più domande improvvise dagli ospedali. Fino alla settimana scorsa ricevevamo un alert dalla Regione o dall’Aifa in cui ci dicevano ‘guardate che il determinato ospedale ha bisogno di determinati prodotti’, e quindi cercavamo di attivarci”. Anzi, per l’industria del farmaco generico ora si pone il problema opposto: “abbiamo fatto marcia avanti sulle produzioni, e ora dobbiamo arrestarle perché la domanda è calata. Alcune Regioni stanno annullando gli ordini”.

 

Nel frattempo, sull’industria dei generici è gravato l’aumento dei costi delle materie prime e dei trasporti, proprio come è avvenuto per altri settori. “I costi sono aumentati in modo impressionante”, ma per poter fare un calcolo complessivo dell‘impatto economico della pandemia sul comparto, ci vorrà ancora del tempo. “Il futuro dobbiamo costruirlo insieme con l’Aifa, con le autorità, per arrivare a una normalizzazione della domanda: a livello europeo è stata istituita un’unità centrale dove l’Ue, in concerto con le aziende, sta monitorando da un lato i fabbisogni standardizzati e dall’altro le capacità produttive in modo da evitare i picchi”.

 

In Italia, “dobbiamo ridefinire la politica della salute. Il prezzo che il Ssn paga per i prodotti ospedalieri, in particolare per gli equivalenti, è molto basso. Tanto è vero che questa carenza, o ritardo nell’approvvigionamento, (c’è stato) perché le produzioni di determinati prodotti sono state abbandonate in Italia e in Europa. Lo Stato dovrà tenere da conto che per determinate sostanze e prodotti bisognerà rivedere il sistema delle gare“.

 

 

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