Vaccini Covid, le ultime novità da Moderna e AstraZeneca

Aboca banner articolo

Mentre l’Italia fa i conti con i ritardi nella consegna dei vaccini contro Covid-19, l’Europa si prepara a dare il via libera al siero di AstraZeneca, non senza polemiche. E’ di ieri il duro attacco della commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, dopo l’annuncio – “a sorpresa” – che all’Ue verranno consegnate nel primo trimestre 2021 meno della metà delle dosi pattuite. Nel frattempo la pandemia non frena, e le varianti preoccupano scienziati e istituzioni. Dai laboratori di Moderna e AstraZeneca arrivano però notizie positive proprio sul ‘fronte vaccini’.

 

Il siero dell’azienda biotech americana sembra infatti “mantenere un’attività neutralizzante” contro le varianti emergenti di Sars-CoV-2, in particolare quelle del Regno Unito e (almeno in parte) del Sudafrica. A rivelarlo sono studi condotti in vitro con i sieri di vaccinati, “che mostrano attività contro più ceppi” del virus.

 

“La vaccinazione con il vaccino Moderna ha prodotto titoli neutralizzanti contro tutte le principali varianti emergenti testate, comprese ‘B.1.1.7’ e ‘B.1.351’, identificate per la prima volta rispettivamente In Gran Bretagna e in Sudafrica”, ha fatto sapere Moderna.

 

Attenzione però. Se lo studio “non ha mostrato alcun impatto significativo sui titoli anticorpali neutralizzanti contro la variante inglese”, non è così per l’altra variante. I ricercatori segnalano una riduzione di 6 volte dei titoli anticorpali neutralizzanti nel caso della mutazione sudafricana. Nonostante ciò, “i livelli rimangono al di sopra di quelli ritenuti protettivi“. Dunque, pur prevedendo che il regime a due dosi del vaccino anti-Covid di Moderna sia protettivo contro i ceppi emergenti rilevati fino ad oggi, l’azienda ha avviato un programma clinico per aumentare l’immunità alle varianti di Sars-Cov-2. Si testerà una dose di richiamo aggiuntiva del vaccino, in gergo un ‘booster‘, ma anche “un candidato vaccino di richiamo” specifico per la variante sudafricana.

 

Quanto ad AstraZeneca, l’azienda ha ribadito che il suo vaccino è efficace (anche) negli anziani. “Sono completamente errati” i report secondo cui l’efficacia sarebbe dell’8% negli over 65, ha infatti precisato un portavoce dell’azienda anglo-svedese, dopo quanto circolato sulla stampa tedesca. “A novembre – ha ricordato l’azienda – abbiamo pubblicato dati su ‘Lancet‘ che dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al vaccino”, con il 100% che produceva anticorpi specifici dopo la seconda dose. E anche l’Autorità britannica, che ha già autorizzato il vaccino nel Paese, ha incluso questo gruppo di pazienti nella platea da immunizzare.

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.