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Vaccino AstraZeneca, notizie e pessima comunicazione

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Aifa

È sicuramente anche colpa dei giornalisti. Sono brutti, sporchi e cattivi e, ogni tanto, fanno pessimi titoli. Purtroppo, però, c’è anche altro. Quello che sta avvenendo in queste ore intorno ai vaccini Covid, e in particolare a quello AstraZeneca, non può essere archiviato con la solita litania sulla stampa irresponsabile. Senza alcuno sconto per gli errori che, tutti i giorni, possiamo commettere.

Quando si parla di salute pubblica, l’attenzione ai messaggi che passano deve essere altissima. Quando si parla di salute pubblica nel pieno di una pandemia che non accenna a trovare soluzione, una comunicazione rigorosa e capace di valutare tutte le conseguenze di ogni annuncio è decisiva. Può fare la differenza tra il successo di una campagna vaccinale, che è l’unica via per uscire dall’emergenza sanitaria legata a Covid, e il suo, catastrofico, fallimento.

Sul dossier vaccini stanno comunicando Governo, ministero della Salute, Aifa, Ema, Commissione Ue… e la lista si allunga considerando le regioni, gli enti locali, la schiera di virologi e le diverse voci della comunità scientifica. Non è giusto generalizzare ma neanche minimizzare. E di certo non si può tacere che il risultato di queste ore è una gigantesca confusione che rischia di compromettere gli sforzi di tutti. Considerando poi il potenziale di amplificazione e distorsione che assicurano i social network, e le sempre pronte divagazioni no vax e negazioniste, ogni singola notizia, o presunta tale, condita o meno da smentite e puntualizzazioni, può spostare la percezione di milioni di persone. Lo stop, in via “precauzionale e temporanea”, del vaccino AstraZeneca è un fatto che incide più di qualunque messaggio sull’efficacia dello stesso vaccino. Evidentemente, è un fatto necessario. Ma la comunicazione intorno al fatto è altrettanto rilevante.

L’unica opzione possibile è infondere fiducia nelle Istituzioni e nelle Autorità preposte a decidere. Se l’Ema, e poi l’Aifa, sostengono che un vaccino, quello AstraZeneca e qualuque altro, è sicuro, non può esistere dubbio. Ma se le stesse Autorità non sono coordinate tra loro e non sono coordinate con le decisioni dei governi nazionali e della Commmissione Ue si pone un problema enorme. Perché l’incertezza e l’approssimzione nella comunicazione si pagano soprattutto in termini di credibilità. E la credibilità delle autorità scientifiche è l’unico argine possibile al dilagare della disinformazione.

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