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Covid e varianti, senza mascherina meglio a 2 metri

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Baci, abbracci e assembramenti possono ancora attendere. Per frenare il contagio di Covid-19 e delle sue varianti, è fondamentale non abbassare la guardia sulle misure di protezione e rispettare sempre la distanza di sicurezza. Portandola anche a due metri se si toglie la mascherina, ad esempio al bar o al ristorante (se non si è in zona rossa).

“Si ritiene che un metro rimanga la distanza minima da adottare”, ma sarebbe “opportuno aumentare il distanziamento fisico fino a due metri, laddove possibile, e specialmente in tutte le situazioni nelle quali venga rimossa la protezione respiratoria (come, ad esempio, in occasione del consumo di bevande e cibo)”.

E’ quanto si legge nel report con le ‘Prime indicazioni su prevenzione e controllo delle infezioni da Sars-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione’. Un documento di 28 pagine diffuso con circolare del 15 marzo e redatto dal gruppo di lavoro Istituto superiore di sanità (Iss), ministero della Salute, Aifa e Inail.

Il documento risponde a dubbi e quesiti sulle misure farmacologiche, di prevenzione e controllo di Covid-19, sorti con la comparsa delle diverse varianti del virus. I vari punti trattati dagli esperti affrontano argomenti come i test diagnostici, il comportamento dei lavoratori vaccinati, le persone che hanno ricevuto il vaccino fuori dall’ambiente di lavoro, i contatti di un soggetto vaccinato con una persona positiva, lo screening degli operatori sanitari, la vaccinazione di chi è già stato contagiato.

Ebbene, secondo gli esperti “appare evidente che l’individuazione delle zone geografiche in cui sia documentata la circolazione delle varianti diventerà presto inefficace per il contenimento della trasmissione, vista la rapidità con cui in genere avviene la
sostituzione del virus circolante con la nuova variante virale”.

Le prime evidenze scientifiche sembrano mostrare “una maggiore carica virale nelle vie aeree superiori delle persone infettate da queste nuove varianti. Tuttavia, non è ancora
noto per quanto tempo il virus persista in forma capace di cicli vitali”. Pertanto “è indispensabile rafforzare, attraverso campagne di comunicazione, il rispetto di tutte le misure di controllo non farmacologiche, oltre a evitare gli spazi chiusi e, nel caso di lavoratori, rispettare tutte le ulteriori misure di prevenzione eventualmente prescritte”.

Quanto al distanziamento fisico, “non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino la necessità di un incremento della distanza di sicurezza a seguito della comparsa delle nuove varianti virali”. Tuttavia “sarebbe opportuno” aumentarlo fino a due metri, laddove possibile e specialmente in tutte le situazioni” in cui si rimuove la mascherina.

E ancora: anche chi ha già avuto Covid, indipendentemente se sintomatico o meno, dovrebbe essere vaccinato. Ma in questo caso “è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose purché la vaccinazione venga eseguita ad almeno 3 mesi di distanza dall’infezione ed entro i 6 mesi dalla stessa”. Fanno eccezione le persone con immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, che “devono essere vaccinate quanto prima e con un ciclo vaccinale di due dosi”.

Inoltre il vaccino non deve indurre ad abbassare la guardia. Anche chi è già vaccinato, dopo un’esposizione ad alto rischio con un caso positivo dovrà infatti “adottare le stesse indicazioni preventive valide per una persona non sottoposta a vaccinazione, a prescindere dal tipo di vaccino ricevuto, dal numero di dosi e dal tempo intercorso dalla vaccinazione”.

I contatti stretti di un caso di Covid-19 possono essere vaccinati, ma dovrebbero prima “terminare la quarantena di 10-14 giorni”. Si ricorda infine che le varianti in alcuni casi possono eludere le difese del vaccino Anche i soggetti vaccinati, ammoniscono gli esperti, “seppur con rischio ridotto, possono andare incontro a infezione da Sars-CoV-2 poiché nessun vaccino è efficace al 100% e la risposta immunitaria alla vaccinazione può variare da soggetto a soggetto. Inoltre, la durata della protezione non è stata ancora definita”. Alcuni vaccini, come oramai sappiano, sembrano proteggere meglio contro le varianti, altri meno.

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