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Il buono pasto, un benefit a prova di pandemia

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buoni pasto welfare aziendali

I due terzi dei lavoratori italiani (il 65% per l’esattezza) considerano il buono pasto un elemento essenziale del loro potere di acquisto. Il dato emerge, tra gli altri, dall’indagine F.O.O.D (Fighting Obesity through Offer and Demand), condotta anche quest’anno dal Gruppo Edenred che misura e analizza l’evoluzione delle abitudini e delle opinioni sul tema dell’alimentazione di chi lavora, espresse da dipendenti e ristoratori.

La digitalizzazione dei buoni pasto ha registrato tra i lavoratori un ottimo gradimento, soprattutto in Italia dove l’87% degli utenti apprezza la soluzione (dato superiore a quello globale dell’83%) e si è dimostrata utile ad affrontare le nuove abitudini di consumo diffuse durante il lockdown. Tramite i buoni pasto digitali è infatti possibile accedere ai servizi di food delivery, ordinare il pranzo, riceverlo a casa e pagare senza utilizzare i contanti, diminuendo così le occasioni di contatto, nel tempo del distanziamento sanitario. Una procedura facile, veloce e sicura, apprezzata dagli utenti ma anche dai ristoratori che continuano a considerare il buono pasto un buon alleato. Il 76% dei ristoratori a livello globale ritiene che abbia un impatto positivo sull’attività e il 49% lo considera uno strumento per fidelizzare la clientela, dato questo che in Italia sale al 65%.

“Anche quest’anno i dati registrati dall’Indagine F.O.O.D. evidenziano una forte coscienza sul tema della corretta alimentazione in pausa pranzo, sia tra i lavoratori dipendenti che tra i ristoratori – dichiara Stefania Rausa, Direttore Marketing & Comunicazione di Edenred Italia – I continui cambiamenti di scenario non hanno messo in discussione l’importanza di un’alimentazione equilibrata, ma addirittura l’hanno rafforzata in maniera sorprendente”.

L’indagine condotta da Edenred ha avuto come focus l’impatto della pandemia sulle abitudini alimentari quotidiane dei lavoratori; quali cambiamenti hanno subito nel corso del primo lockdown. Lo studio, che ha visto il coinvolgimento di oltre 40.000 lavoratori dipendenti e 2.300 proprietari di ristoranti presenti nei mercati in cui opera Edenred – tra Europa, Asia e America Latina – ha inoltre analizzato le misure adottate dai ristoratori per affrontare le difficoltà legate alle restrizioni, e in generale come si sono adeguati ai frequenti cambiamenti di scenario e alle nuove esigenze dei clienti.

Per quanto riguarda l’Italia la ricerca conferma la grande importanza data dai lavoratori a un’alimentazione sana, anche in pausa pranzo: nel dettaglio il 74% dei dipendenti intervistati infatti dichiara di prestare oggi ancora più attenzione alla qualità di ciò che mangia, e il 58% non ha modificato la dieta nei mesi di lockdown. Dati questi in linea con quelli globali rispettivamente del 79% e del 55%. Il 30% ha iniziato invece a seguire una dieta più equilibrata (33% il dato globale). L’attenzione verso una corretta alimentazione è confermata da una percentuale alta (68%) di dipendenti che chiede maggiore presenza di alimenti freschi e di piatti sani ed equilibrati nei menù, in linea con le esigenze espresse in tema di corretta alimentazione.

Dall’altro lato, tra i ristoratori italiani sondati dall’indagine il 33% ha reagito alle restrizioni dettate dal lockdown attivando servizi di consegna o asporto. Se da un lato ci sono ristoranti che hanno continuato a operare grazie a food delivery e take-away, dall’altro circa un terzo degli esercizi ha dovuto interrompere le attività durante il lockdown.

Tra gli altri dati registrati dalla ricerca a livello globale, si segnala l’alta percentuale (72%) di dipendenti che ha continuato a ordinare i pasti dai ristoranti preferiti, spesso utilizzando i canali di vendita digitali, le piattaforme di food delivery e il servizio take-away. L’87% degli intervistati dei mercati in cui è presente Edenred ha apprezzato tali modalità di somministrazione e si aspetta che vengano confermate anche nel post pandemia.

“Davanti ai rischi sanitari legati alla pandemia, la maggior parte di noi è più attento alla qualità della dieta – aggiunge Stefania Rausa -. Un altro elemento da evidenziare è la conferma della percezione del buono pasto come supporto economico, in qualità di sostegno al potere di spesa di chi ne usufruisce e di utile alleato dei ristoratori. In questi anni abbiamo promosso la digitalizzazione per renderlo uno strumento ancora più facile, immediato e sicuro”.

Per rendere ancora più stretto il rapporto con le aziende della ristorazione Edenred nell’ultimo anno ha promosso numerose iniziative a supporto di uno dei settori maggiormente colpiti dagli effetti economici dell’emergenza sanitaria. Nel 2020 con questo obiettivo è stato lanciato Restart Digital, il programma finanziato a livello europeo dal Fondo “More than Ever”, che si è articolato in una serie di azioni mirate a incentivare l’utilizzo del digitale, incrementare il potere di acquisto degli utilizzatori e fronteggiare così la crisi dei consumi a favore di tutti i ristoratori in difficoltà. Per quanto riguarda il mercato italiano, numerose le iniziative promosse. #adottaunristorante, lanciata a novembre, ad esempio, ha permesso alla ristorazione di accedere, a condizioni agevolate, a servizi di food delivery e di entrare in contatto con gli oltre 2 milioni di utilizzatori di Ticket Restaurant®. A seguire, a inizio 2021, la partnership con Too Good To Go ha dato modo ai partner commerciali di Edenred di aderire al progetto sviluppato per contrastare lo spreco alimentare, offrendo il proprio contributo e ottenendo, allo stesso tempo, un supporto alle loro attività con il duplice vantaggio di ridurre la merce invenduta e attrarre nuovi potenziali clienti.

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