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Medici di famiglia, dipendenza e il buco nelle casse Enpam

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Enpam Oliveti

Il ventilato passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale e pediatri convenzionati, nell’ipotesi proposta dalle Regioni, “oltre a ridurre inevitabilmente sul territorio la disponibilità per i cittadini di un medico di propria scelta, provocherà un buco nelle casse dell’Enpam valutato in 84 miliardi di euro nell’arco temporale della sostenibilità richiesta all’ente”. Il monito arriva chiaro e forte dall’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.

“Come Enpam – avverte il presidente, Alberto Oliveti – chiediamo un incontro urgente al ministro della Salute Roberto Speranza e al coordinatore della commissione Salute delle Regioni, Raffaele Donini, oltre che un colloquio con i vigilanti che sono il ministero del Lavoro e il Mef.”

“Bisogna infatti trovare una via diversa per arrivare all’obiettivo di costruire team integrati di professionisti della salute – dice ancora il presidente dell’Enpam – Il proposito del governo di aprire 1.350 case di comunità con medici di famiglia e pediatri è senz’altro realizzabile, anche a breve, ma sarà efficace solo se previsto come integrativo e non sostitutivo degli ambulatori diffusi sul territorio”.

“Di certo rinunciare a qualificare e rendere operative le ormai da troppo tempo scadute convenzioni con i medici, prospettando a un numero insufficiente degli stessi un rapporto di dipendenza in case di comunità, disposte sul territorio ogni 100-150 chilometri quadrati, non soddisferà le crescenti necessità di assistenza dei cittadini. E in più determinerà una voragine nel più grande ente di previdenza privato italiano, costringendo lo Stato a misure straordinarie per risolvere un problema che oggi non c’è”, conclude il presidente dell’Enpam.

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