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Senza vaccini 8,3 mln italiani, quasi 3 mln over 50

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vaccini Covid no vax

Aumentano le scorte di vaccini anti-Covid in Italia, ma sono ancora 8,3 milioni le persone non ancora vaccinate, con 2,71 mln di over 50 che non hanno ricevuto nemmeno una dose. E questo anche se il numero delle esenzioni resta un’incognita.

Il bilancio arriva dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe per la settimana 22-28 settembre. Ma vediamo i dettagli: al 29 settembre (aggiornamento ore 6.14) risultano consegnate 94.912.798 dosi, salgono dunque le scorte di vaccini a mRna, ora a quota 10,5 milioni.

Quanto alle somministrazioni, sempre al 29 settembre (aggiornamento ore 6.14) il 76% della popolazione (n. 45.041.109) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+590.166 rispetto alla settimana precedente) e il 71,3% (n. 42.259.253) ha completato il ciclo vaccinale (+913.805).

Dopo il ‘rallentamento estivo’ è in aumento del 4,1% il numero di somministrazioni nell’ultima settimana (n. 1.546.235), con una media mobile a 7 giorni di 204.606 somministrazioni/die. Il numero di nuovi vaccinati settimanali, dopo aver raggiunto il minimo di 488mila due settimane fa, è risalito del 19,8% attestandosi a quota 585mila nell’ultima settimana.

“A fronte di oltre 8,3 milioni di persone non hanno ricevuto nemmeno una dose – commenta il presidente Nino Cartabellotta – in questa fase è molto difficile giudicare l’entità dei progressi della campagna vaccinale, per l’ingiustificata indisponibilità pubblica sia dei dati delle prenotazioni, sia del numero di persone esonerate dalla vaccinazione”.

Le Regioni hanno dato il via alla terza dose di vaccini nelle persone con immunocompromissione clinicamente rilevante: dal 14 settembre sono state somministrate 61.494 dosi su una platea di 931.678 soggetti. Il tasso di copertura a livello nazionale è del 6,6%, con rilevanti differenze regionali: dal 26,7% del Piemonte allo 0% della Valle D’Aosta.


Quanto agli over 50, il 90,1% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un irrisorio incremento settimanale nazionale (+0,6%) e nette differenze regionali: dal 94,1% della Puglia al 84,3% della Calabria. In dettaglio:
Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.233.405 (94,5%) hanno completato il ciclo vaccinale e 90.501 (2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.406.700 (90,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 113.705 (1,9%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.481.513 (87,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 193.786 (2,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.723.795 (81,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 395.098 (4,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Complessivamente, 3,5 milioni di over 50 (12,8%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale con la doppia dose con rilevanti differenze regionali (dal 15,7% della Calabria al 5,9% della Puglia): di questi, 2,71 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccini.


Le coperture vaccinali per fascia di età con almeno una dose di vaccino sono molto variabili: dal 96,5% degli over 80 al 69,3% della fascia 12-19. In generale, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi modesti: la percentuale di vaccinati con almeno una dose cresce del 2,5% nella fascia 30-39, del 2,1% nelle fasce 12-19 e 20-29, dell’1,8% nella fascia 40-49 e dell’1,3% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non raggiunge l’1%.

Lo abbiamo già scritto, ma può essere utile ribadirlo: l’efficacia dei vaccini da aprile ad oggi si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (95,2%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,7%) e in terapia intensiva (95,1%)

Nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate – ricorda Gimbe – si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta ad ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi di Sars-CoV-2 si riducono infatti del 78,7-83,1%, i ricoveri ordinari dell’87,5-95,8%, quelli in terapia intensiva del 91,2-98% e i decessi del 79,9-95,5%.

Sui nuovi vaccinati l’effetto green pass è ancora modesto: dopo un lieve rialzo dopo il 6 agosto, le prime dosi giornaliere sono crollate sino al minimo del 17 settembre (media mobile 66,7 mila), registrando poi una timida risalita e stabilizzandosi intorno a quota 84mila.

Insomma, per valutare l’effetto persuasivo del super green pass sui vaccini occorrerà aspettare il 15 ottobre, “data di decorrenza dell’obbligo del green pass per dipendenti pubblici e privati”, conclude Cartabellotta.

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