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Greco nuovo presidente Assobiotec, ecco le sue sfide

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Fabrizio Greco Assobiotec

Fabrizio Greco è stato eletto stamani nuovo presidente di Assobiotec-Federchimica, l’associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie. Già amministratore delegato di AbbVie Italia, Greco guiderà il comparto biotech tricolore per il triennio 2022-2025.
Fortune Italia lo ha intervistato, fresco di nomina, alla chiusura dell’Assemblea privata dell’associazione. Ecco cosa ci ha raccontato.

Presidente Greco, innanzitutto congratulazioni per il nuovo incarico. Quali saranno le caratteristiche che contrassegneranno il suo mandato alla guida del comparto biotech italiano?

Le biotecnologie rappresentano una delle maggiori opportunità che abbiamo come Paese per creare valore per la società. Il nostro comparto è un attore del panorama internazionale, in cui compete per l’attrazione di risorse e competenze. Ciò che vorrei provare a continuare a fare e ad accentuare è migliorare il posizionamento dell’Italia rispetto ad altri Paesi per quanto riguarda diversi indicatori. Perché sono i dati che creano le condizioni per gli investimenti. Voglio concentrarmi su pochi aspetti specifici, ponendo degli obiettivi su cui dialogare con tutti gli stakeholder. Obiettivo, come dicevo, aumentare la nostra competitività a livello internazionale.

La pandemia ha rappresentato una cesura rispetto al passato per la maggior parte dei settori produttivi italiani. È cambiato il modo di ragionare così come quello di agire. Cosa pensa di mantenere rispetto a quanto messo in atto dalla precedente presidenza di Assobiotec e quali saranno invece i punti di discontinuità?

Ci sarà grande continuità nel comunicare il valore delle biotecnologie e nel sensibilizzare rispetto alla necessità di sviluppare nuove competenze. La discontinuità deriva dal contesto in cui ci troveremo nei prossimi mesi e nei prossimi anni. L’implementazione del Pnrr ci porterà opportunità in più. Non solo in termini di risorse economiche, ma anche di revisione delle regole. Dobbiamo rivedere le norme, renderle più semplici, chiare e coerenti. Questo è quel quid in più che dobbiamo cercare di realizzare in questo momento.

Quali saranno le azioni concrete che intende intraprendere nei primi 100 giorni del suo mandato?

In continuità rispetto al passato, identificheremo alcune azioni concrete che si inseriscano nel contesto del Pnrr e del cambio di prospettiva del Paese, e che siano applicabili nell’area delle biotech farmaceutiche, in quella delle start-up e della bioeconomia. Nel più breve tempo possibile. Abbiamo diverse proposte, frutto di quanto fatto negli ultimi mesi, che vogliamo vedere concretizzarsi velocemente.

In particolare cosa può dirci?

Vogliamo sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di semplificare le regole, di ridurre il numero di passaggi approvativi, di allocare le risorse in modo coerente (in Italia le risorse vengono allocate e poi non utilizzate, perché ci sono una serie di meccanismi distorsivi).

Allargando il campo di riflessione, quali sono a suo avviso le priorità a cui il Paese Italia deve mettere mano per riuscire a rendere l’industria italiana nel panorama internazionale?

Le direttrici sono state identificate con le Missioni del Pnrr. Ciò che dobbiamo fare noi è lavorare all’interno di questa cornice sulle norme. Riusciremo a far evolvere il Paese se saremo in grado di far evolvere le norme.

In ultimo, le propongo un gioco. Immagini di poter vedere esauditi tre desideri per il rilancio del biotech tricolore: quali esprimerebbe da presidente di Assobiotec?

Vorrei vedere l’Italia leader in Europa per quanto riguarda le biotecnologie. Ciò si potrebbe misurare in termini di quantità di investimenti esteri in Italia, sia diretti che di Venture capital. Se riusciremo ad attrarre investimenti dall’estero significherà che da fuori ci vedono come un Paese in cui le tecnologie biotech si possono sviluppare in modo migliore rispetto ad altre nazioni. Secondo desiderio è l’aumento del numero di brevetti che registriamo in Italia. Terzo, far sì che l’Italia sia un Paese dove l’accesso alle terapie innovative per i pazienti sia il più ampio e omogeneo possibile. In sintesi: competizione internazionale, efficacia della ricerca e sviluppo italiana e beneficio per i pazienti.

L’Assemblea dei soci ha nominato oggi anche i due vicepresidenti di Assobiotec: confermata Elena Sgaravatti, presidente e Ceo di PlantaRei Biotech; eletto Ugo Gay Senior Corporate Vice President Industrial Operations di DiaSorin.

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