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Covid cresce ancora, Rt a 1,30 e nuove regole sulle mascherine

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Mentre la corsa delle nuove sottovarianti Omicron non accenna a frenare, arriva il nuovo ‘Protocollo’ con le misure anti-Covid negli ambienti di lavoro, reso noto dal ministero del Lavoro dopo il confronto con dicastero della Salute, Mise, Inail e parti sociali. Considerato l’andamento della pandemia, che ieri ha fatto 83.274 nuovi casi e 59 morti, non si tratta proprio di un liberi tutti. Le mascherine Ffp2 non sono più obbligatorie, ma raccomandate in particolari contesti e per i fragili.

“L’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo facciali filtranti Ffp2 è un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio” in ambienti chiusi e “condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di 1 metro”, si ricorda nel testo. Questo a fronte di una situazione ‘fotografata’ dalla Cabina di regia Covid che vede crescere (non poco) l’incidenza settimanale a livello nazionale: 763 ogni 100.000 abitanti (24-30/06) contro i 504 ogni 100.000 abitanti della settimana precedente.

Schizza in alto anche l’indice di contagiosità Rt: nel periodo 7 giugno – 20 giugno è stato pari a 1,30 (range 1,06-1,56), in aumento rispetto alla settimana precedente, quando era a 1,07 e  aveva appena superato la soglia epidemica. Cresce anche l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt=1,22 (1,18-1,26) al 20/06 contro Rt=1,16 (1,11-1,21) al 14/06.

In questo quadro, con la crescita dei tamponi Covid (soprattutto quelli rapidi e fai da te), e le file davanti alle farmacie, iniziano a vedersi alcuni effetti sugli ospedali, che però non sono paragonabili a quelli registrati nelle prime ondate. Il tasso di occupazione Covid in terapia intensiva sale infatti al 2,6% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 30 giugno) dal 2,2% (23 giugno), mentre quello  di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 10,3% (al 30 giugno) contro il 7,9% (rilevazione al 23 giugno).

Insomma, il virus circola di nuovo in tutta Italia, anche se l’impatto non è per fortuna (ancora) pesante sulle strutture sanitarie. Il rischio però è che questa ondata estiva di Covid-19 impatti sul lavoro e sui servizi. Ecco perché il nuovo “Protocollo aggiornamento” delle misure anti-Covid negli ambienti di lavoro non è, come magari ci si poteva attendere qualche settimana fa, un ‘liberi tutti’ nelle aziende.

L’ultima stesura risaliva al 6 aprile 2021. Il nuovo protocollo è più snello e semplificato. Vediamo le novità: “Anche se attualmente obbligatorio solo in alcuni settori (quali, ad esempio, trasporti, sanità)” l’uso della mascherina, “rimane un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio nei contesti di lavoro in ambienti chiusi e condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. A tal fine, il datore di lavoro assicura la disponibilità di FFp2 al fine di consentirne a tutti i lavoratori l’utilizzo”.

Insomma, sarà il datore di lavoro, “su specifica indicazione del medico competente o del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi” a individuare “particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (Ffp2), che dovranno essere indossati, avendo particolare attenzione ai soggetti fragili. Analoghe misure sono individuate anche nell’ipotesi in cui sia necessario gestire un focolaio infettivo in azienda”.

Sarà inoltre responsabilità dell’azienda il contingentamento degli accessi agli spazi comuni, comprese mense aziendali, aree fumatori e spogliatoi, con la previsione di una ventilazione continua dei locali e di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi. Così come l’organizzazione degli spazi e la sanificazione degli spogliatoi. Ma anche la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dei locali delle mense, delle tastiere dei distributori di bevande e snack. Le nuove regole sono in vigore fino al 31 ottobre. In coincidenza con la già prevista nuova ondata autunnale.

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