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Realtà aumentata made in Bari, la formazione dei medici è green

Predict realtà aumentata
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Con le nuove tecnologie e la realtà aumentata, anche la formazione dei medici diventa green. Un elemento importante, in un’epoca in cui il mondo si trova a fare i conti con la crisi dell’energia e il cambiamento climatico.

La novità arriva da un’azienda di Bari, Predict, specializzata in tecnologie innovative nel settore dell’healthcare. Predict ha messo a punto un programma di formazione di medici specialisti su sistemi di chirurgia non invasiva, realizzato grazie alle tecnologie di comunicazione a distanza, realtà aumentata e holopresenza, che ha permesso di risparmiare in tre mesi 2.304 kg di CO2 emessi nell’atmosfera.

A volte può sfuggire, ma i momenti di formazione hanno un impatto ambientale elevato: i docenti si spostano in aree geografiche diverse e anche molto distanti, nel caso specifico  percorrendo un totale di 12.518 km di trasferta. Per farlo occorrevano 106 ore e 48 minuti utilizzando aerei, auto e treni, con una elevata produzione di CO2. Senza contare le ore lavoro “sprecate” negli spostamenti.

Grazie a Optip, software di comunicazione multicanale basato su tecnologie di realtà aumentata e holopresenza, l’impatto è stato ridotto a zero. Ma in che modo? Optip impiega visori all’avanguardia che permettono di svolgere tele-ecografie sui pazienti nei consulti a distanza e che, nella loro declinazione per la sala operatoria, sono in grado di riprodurre immagini tridimensionali nello spazio reale e proiettarli nel campo visivo di chi li indossa.

Nelle visite a distanza in tele-ecografia, gli operatori coinvolti sono due: un medico che effettua la visita al paziente e uno specialista che riceve in tempo reale le immagini fornite dalla sonda e interagisce da remoto. Tramite Optip è possibile registrare la videochiamata tra i due professionisti: i dati sono visualizzabili su dashboard interattive e navigabili, attraverso un modulo dedicato di Data Intelligence.

In sala operatoria, invece, il chirurgo ha la possibilità di collegarsi a distanza con i colleghi per un video-consulto evoluto in holopresenza e per richiedere la proiezione di procedure, report, immagini in 2D e 3D e video in realtà aumentata mentre esegue l’operazione

Una terza applicazione è quella, appunto, per la formazione professionale specifica a distanza. “Nell’ultimo biennio, con le misure restrittive imposte dalla pandemia, è diventata evidente la necessità di garantire servizi a distanza della stessa qualità di un consulto in presenza – evidenzia il Ceo e founder dell’azienda, Angelo Gigante – È per questo che, con il team di Predict, abbiamo deciso di sviluppare una piattaforma che permettesse ai professionisti sanitari di condividere le proprie competenze in tempo reale sormontando l’ostacolo delle distanze geografiche. Le prime applicazioni ci restituiscono dei risultati positivi in termini di usabilità, ottimizzazione dei tempi, miglioramento dei servizi e, altrettanto importante, sostenibilità ambientale”.

Ma il team di Predict non si è fermato alla telemedicina: “Nel campo della robotica abbiamo sviluppato Aphel, una piattaforma di intelligenza artificiale integrata in robot umanoidi che supporta pazienti e personale sanitario nelle attività routinarie di reparto. Aphel prevede un’altra modalità di funzionamento, Pediatric, la cui applicazione ha mostrato risultati apprezzabili per quanto riguarda l’interazione con i piccoli pazienti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto”, dice Gigante.

Insomma, non solo la sanità ma anche la formazione dei medici è destinata (presto) a cambiare. “Attraverso tecnologie di augmented reality applicate a sonde e visori, permettiamo a specialisti fisicamente lontani di comunicare in holopresenza. Nel caso dei consulti a distanza, le immagini diagnostiche acquisite dalla sonda vengono trasmesse in tempo reale a uno specialista da remoto, che interviene nella visita servendosi degli occhi e delle mani di chi esegue l’ecografia. In questo modo siamo in grado di spostare le competenze dello specialista grazie all’aiuto di un collega prendendone in prestito gli occhi e le mani. In sede di sala operatoria, i visori, invece, sono in grado di riprodurre immagini sotto forma di ologrammi – report, immagini in 2D e 3D utili per l’intervento – nello spazio reale e proiettarli nel campo visivo di chi li indossa, proprio mentre esegue l’operazione”.

Meno spostamenti, un’ottimizzazione dei tempi e soprattutto una riduzione delle emissioni. Perché non ci può essere salute umana senza quella dell’ambiente.

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