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Spiagge e divieti di balneazione, la parola a Sebastiano Venneri di Legambiente

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Estate tempo di vacanze, il mare resta la meta preferita degli italiani che sognano acque cristalline o comunque pulite dove fare un bel bagno.
In molti si affidano alle valutazioni delle Vele della Guida blu di Legambiente e Touring club, oltre che delle bandiere blu di FEE – Foundation for Environmental Education.
Sistemi di classificazione che aiutano nella scelta delle migliori località balneari in Italia, con riconoscimenti assegnati ai comuni più meritevoli per qualità ambientale e servizi forniti, ad indicare che la spiaggia in questione godrà di eccellente balneabilità, salubrità, pulizia delle acque, e spiagge libere.

Il Caso Emilia Romagna
L’Emilia Romagna ha ricevuto 9 bandiere blu e 8 vele Legambiente per il 2022. Ma la cronaca racconta che il simbolo dell’onda e le vele sono stati assegnati anche a quei comuni colpiti poi dal temporaneo divieto di balneazione, a causa della presenza del batterio eschirichia coli che superava i limiti di legge. Lo stop è arrivato a fine luglio dall’Arpae, l’agenzia regionale dell’ambiente, con l’ordinanza che ha interessato i Comuni di Goro, Pinarella di Cervia e 26 tratti in Provincia di Rimini, nei comuni di Belleria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano adriatico e Cattolica. Nel giro di pochi giorni le analisi e i nuovi campionamenti aggiuntivi hanno, però, consentito di verificare il rientro nei limiti normativi, con la situazione tornata alla normalità e le acque nuovamente idonee alla balneazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Parere di Sebastiano Venneri
Cosa deve fare dunque il turista che, scegliendo ad esempio Cattolica o Misano adriatico, presenti anche nella classifica delle 427 spiagge che hanno ottenuto la Bandiera blu 2022, si ritrova di fronte al divieto di balneazione? L’abbiamo chiesto a Sebastiano Venneri, responsabile territorio e innovazione di Legambiente e responsabile della Guida blu: “Si tratta di un evento del tutto straordinario ed eccezionale, determinato da un insieme di fattori: da una parte è evidente che ci sia a monte una cattiva depurazione delle acque, dall’altra è stata l’emergenza climatica a peggiorare la situazione.” Legambiente, ad esempio, assegna 5 vele ai mari più belli d’Italia, quest’anno 45 spiagge in totale, e la sola Sardegna ne colleziona 6, piazzandosi al primo posto in Italia. Ma ci sono poi spiagge con quattro, tre, due ed anche una sola vela, e l’Emilia Romagna ha le sue vele anche quest’anno. Venneri prova a raccontarcelo più nel dettaglio “La causa più probabile – di una situazione come quella dello scorso luglio –  è che un acquazzone abbia portato le acque reflue in mare. Se il mare è mosso e le temperature sono fredde, questa situazione non produrrà grandi criticità. Se invece i reflui incontrano un’assenza del moto ondoso, in aggiunta a clima torrido e alte temperature del mare, allora è probabile che ci sia una proliferazione di batteri. Proprio il Mediterraneo sta registrando valori superiori alla media di oltre il 5%” La situazione contingente però non viene riscontrata dalle Vele o dalle Bandiere blu, perché “le nostre valutazioni sono riferite alle performance dei consorzi turistici dell’anno precedente, attraverso i dati raccolti secondo due classi di indicatori: qualità ambientale (aree protette sul territorio, oasi, assenza di abusivismo edilizio, spiagge libere, qualità e purezza delle acque, balneabilità, salubrità) e adeguata gestione dei servizi da parte delle amministrazioni locali.  Se si creano situazioni persistenti o anomale, se ne tiene comunque conto per l’anno avvenire, ma non se si tratta di casi sporadici o straordinari”.

In Sintesi…
Le condizioni anomale possono dunque essere rilevate grazie a una normativa di tipo sanitario (D.lgs. 116/2008 e DM 30/03/2010) che vige in tutta Italia e che deriva da una direttiva europea per limitare l’esposizione della popolazione al rischio di contrarre “malattie” da acque contaminate, a causa di inquinamento fecale originato da apporti reflui urbani. La balneabilità viene verificata esclusivamente per il periodo estivo, quello di maggior affollamento dei turisti, con campionamenti di tipo microbiologico (eschierichia coli e enterococchi intestinali) che vengono ripetuti periodicamente.

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