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Ancora una brusca frenata dei contagi Covid in Italia, che registrano un -23,5% nel periodo 26 ottobre – 1 novembre. In discesca anche ricoveri (-6,3%) e decessi 
(-4,1%), mentre risultano stabili le terapie intensive (0%).

La ‘fotografia’ arriva dall’ultimo monitoraggio di Fondazione Gimbe, che torna completo ma non senza polemiche.

“Venerdì 4 novembre alle ore 14.42 il ministero della Salute ha reso disponibili sul repository ufficiale i dati giornalieri relativi al periodo 30 ottobre-3 novembre. Un compromesso al ribasso rispetto alle richieste pervenute dal mondo scientifico – lamentano dalla Fondazione guidata da Nino Cartabellotta – che segna un passo indietro del tutto immotivato in termini di trasparenza: il flusso quotidiano dei dati dalle Regioni verso il ministero, faticosamente garantito anche nei momenti più bui della pandemia, viene regolarmente mantenuto e pagato con il denaro dei contribuenti, che tuttavia vengono privati della possibilità di accedervi tempestivamente”.

Il ragionamento è che, visto che i dati sono raccolti – e pagati – dagli italiani, questi ultimi dovrebbero potervi accedere. “Le evidenze scientifiche si costruiscono con dati di qualità, aperti, accessibili e aggiornati tempestivamente – sottolinea Cartabellotta – Inoltre, la decisione di pubblicare i dati a cadenza settimanale è in netto contrasto con la dichiarata volontà del presidente del Consiglio” Giorgia Meloni “di fornire “un’informazione molto più chiara di quella fatta in passato […] e anche lavorando sulla responsabilizzazione dei cittadini che è proprio figlia di un’informazione chiara”. Proprio quell’informazione “azzoppata” dalla mancata pubblicazione giornaliera dei dati”.

Ma torniamo all’andamento della pandemia. Fondazione Gimbe rileva rispetto alla settimana precedente 180.517 nuovi casi di Covid-19, contro 236.023. I decessi scendono a 536 (contro 559), e si riducono anche i casi attualmente positivi (441.425 rispetto a 499.999). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

Decessi: 536 (-4,1%), di cui 10 riferiti a periodi precedenti
Terapia intensiva: 0 (0%)
Ricoverati con sintomi: -448 (-6,3%)
Isolamento domiciliare: -58.126 (-11,8%)
Nuovi casi: 180.517 (-23,5%)
Casi attualmente positivi: -58.574 (-11,7%)


“Per la terza settimana consecutiva – commenta il presidente di Gimbe – si registra un calo dei nuovi casi settimanali (-23,5%): da 236 mila della settimana precedente scendono a quota 180 mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 26 mila casi al giorno”.

La discesa dei nuovi contagi Covid riguarda tutte le Regioni (dal -10,2% della Basilicata al -46,8% del Piemonte). Ad esclusione della provincia di Prato (+2,1%), in tutte le Province si registra una diminuzione dei nuovi casi (dal -4,9% di Brindisi al -53,6% di Biella). L’incidenza però supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 4 Province: Rovigo (591), Padova (584), Venezia (557), Belluno (509).

I numeri potrebbero risentire anche del forte calo dei tamponi (-15,7%). Non sono pochi, infatti, i cittadini che optano per un monitoraggio ‘fai da te’ con i tamponi casalinghi.

Ecco allora che diventa importante capire cosa sta accadendo negli ospedali. Come spiega Marco Mosti, direttore Operativo Gimbe, “dopo tre settimane consecutive di aumento si stabilizzano le terapie intensive (0%), mentre calano i ricoveri in area medica (-6,3%)“.

I posti letto Covid occupati in area critica sono scesi a 232 mentre quelli in area medica a 6.658 il 1 novembre.
Al 3 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 10,4% in area medica (dal 3,4% del Molise al 33,5% dell’Umbria) e del 2,4% in area critica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 7,1% dell’Umbria).

Tutto sommato, dunque, sembra che l’ondata autunnale non abbia provocato una pressione eccessiva sulle strutture, alle prese però anche con i virus stagionali. Questo sarà il primo inverno senza mascherine e distanziamento, dunque occorrerà capire cosa succederà in caso di un innalzamento della curva Covid e di quella dell’influenza.

Sul fronte della campagna vaccinale, nella settimana 2-8 novembre calano i nuovi vaccinati: -18,5%, mentre al 9 novembre (aggiornamento ore 06.16) sono 6,8 milioni le persone con pià di 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 6,04 milioni attualmente vaccinabili.

C’è stanchezza e poca affezione nei confronti dei vaccini, mentre è iniziata la campagna di immunizzazione contro l’influenza (che quest’anno annuncia una stagione di tutto rispetto). Dal canto suo Nino Cartabellotta stigmatizza ancora una volta “il silenzio assordante sulla campagna vaccinale, in particolare sulla somministrazione dei richiami per i più fragili. Una strategia – sottolinea – in netto contrasto con le raccomandazioni delle autorità internazionali di sanità pubblica che invitano tutti i Paesi ad essere preparati e pronti a nuove ondate pandemiche”.

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