Il naso elettronico che diagnostica il tumore della prostata

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La diagnosi del tumore della prostata può essere non solo non invasiva ma anche più accurata grazie al primo prototipo di naso elettronico, che identifica la presenza della neoplasia a partire da un campione di urina. Lo confermano i dati di uno studio italiano, pubblicato su International Journal of Urology.

Diag-Nose è il nome del progetto da cui è nato un primo prototipo sperimentale, in collaborazione tra Humanitas e Politecnico di Milano. Dai risultati è emerso che l’esame identifica correttamente la presenza del tumore in pazienti malati nell’85,2% dei casi e risulta correttamente negativo nel 79,1%.

Al contrario, il metodo tradizionale della biopsia è un esame invasivo e ha un tasso di falsi negativi nei tumori in fase precoce, poiché si preleva e analizza solo una piccola porzione dell’organo.

“La biopsia alla prostata è oggi il gold standard per la diagnosi del cancro di questa ghiandola. Nonostante la maggior precisione che oggi l’esame ha raggiunto grazie all’utilizzo delle immagini di risonanza magnetica nel guidare il prelievo di tessuto, il tasso di rilevamento del tumore raggiunge al massimo il 48,5%. Una percentuale significativamente inferiore rispetto a quella del naso elettronico che, oltre a un’accuratezza diagnostica maggiore, limiterebbe il disagio e le complicanze per il paziente», spiega il promotore dello studio, Gianluigi Taverna, responsabile Urologia di Humanitas Mater Domini e medico-ricercatore dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas.

Il naso elettronico deriva da uno studio più grande, condotto nel 2012 da Humanitas in collaborazione con il Centro militare veterinario di Grosseto (Cemivet) e patrocinato dallo Stato Maggiore della Difesa. Questa ricerca ha rivelato che i cani addestrati sono in grado di riconoscere il tumore della prostata annusando l’urina.

“Come per i cani, anche il naso elettronico ha attraversato una fase di training, condotta su circa 530 persone, che ha permesso agli ingegneri del Politecnico di Milano, alla professoressa Laura Capelli e alla dottoressa Carmen Bax, di affinare i parametri di analisi e di insegnare al device a distinguere se il campione di urina appartenesse a una persona sana o con tumore della prostata”, afferma Fabio Grizzi, ricercatore presso i laboratori dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas, dove è anche responsabile del servizio di istologia.

I responsabili dello studio hanno spiegato che saranno necessari ulteriori studi su larga scala per poter convalidare il prototipo, coinvolgendo istituti clinici internazionali. E far passare il naso dal laboratorio alla pratica clinica.

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