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Vacanza in salute, i consigli del medico di famiglia

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Con il mese di luglio l’estate è entrata nel vivo. E con essa anche le partenze più importanti per i luoghi di villeggiatura più o meno lontani da casa. Ma come tutelare la salute anche in vacanza? Quali accortezze adottare in caso di patologie croniche o acute? Fortune Italia ne ha parlato con Claudio Cricelli, presidente di Società italiana di Medicina Generale (Simg).

Dottor Cricelli, quando andiamo in vacanza esistono situazioni o condizioni a cui prestare attenzione a seconda che si scelga mare o montagna?

Come sappiamo molte persone vivono in collina o in montagna e circa metà della popolazione italiana risiede in zone di mare, senza avere a che fare con problematiche di salute particolari legate alle caratteristiche di questi luoghi.
La scelta del luogo di villeggiatura o di vacanza deve essere fatta principalmente per stare bene. Sono pochi gli accorgimenti da tenere presenti. E comunque da condividere con il proprio medico. In particolare, le persone con patologie cardiache che si vogliono recare in alta montagna è bene consultino il medico per sapere se ci sono eventuali controindicazioni legate all’altitudine o all’atmosfera con meno percentuale di ossigeno.

I viaggiatori diretti all’estero devono adottare accortezze particolari?

Naturalmente dipende dal Paese di destinazione e dalle condizioni sanitarie generali che lo caratterizzano. In generale per i viaggi in Europa non ci sono accortezze particolari da adottare. Ma è bene portare sempre con sé la Tessera sanitaria, che vale in tutti i Paesi Ue e permette di accedere ai sistemi sanitari dei diversi Stati.
Nel caso di viaggio all’estero sono soprattutto le persone con patologie croniche o particolari a dover prestare alcune attenzioni per poter essere certi di trovare l’assistenza sanitaria e farmaceutica di cui possono avere bisogno anche fuori dai confini italiani. Il mio consiglio è quindi di portare sempre con sé una certificazione medica che attesti la condizione patologica di cui si è affetti, così da poterla spiegare nel modo migliore possibile anche ai professionisti della salute di altri Paesi.

Ci sono situazioni di malessere e di malattia che possono essere risolte autonomamente in vacanza? È necessario portare con sé la classica farmacia da viaggio con determinati medicinali?

Su questo punto sono abbastanza categorico: portare in vacanza enormi quantità e tipologie di medicinali non ha senso. Soprattutto se si viaggia in Italia. Per due ragioni. In primis molti medicinali tendono a deteriorarsi se sottoposti alle alte temperature estive e in particolare agli sbalzi termici. Secondo, i principali farmaci con cui si possono trattare i piccoli malesseri sono medicinali da automedicazione, acquistabili senza ricetta in tutte le farmacie italiane.
Il mio consiglio è di portare in vacanza solo medicinali per la febbre, un antidolorifico ed eventualmente un antistaminico.
Diverso il caso di viaggiatori che siano malati cronici o con patologie particolari. In questo caso è d’obbligo portare tutti i medicinali prescritti dal medico e anche la ricetta dematerializzata con cui acquistare eventuali nuove quantità di questi farmaci qualora quelli già acquistati non siano sufficienti a coprire tutto il periodo di vacanza.

Come conservare correttamente i farmaci in vacanza e in viaggio?

I medicinali normalmente sono testati per avere la loro massima stabilità a 25 gradi. Molti di essi, come quelli in compresse, restano stabili anche a temperature superiori. Quelli liquidi invece tendono a deteriorarsi più facilmente. A essere dannosi per i farmaci sono soprattutto gli sbalzi termici, che posso essere frequenti ad esempio durante i trasferimenti in auto.

Poi ci sono farmaci più sensibili alle alte temperature, come l’insulina.
Il mio consiglio è di mettere i medicinali in borse termiche proprio per evitare gli sbalzi di temperatura.

Sempre in relazione ai farmaci desidero comunicare un messaggio molto importante: i malati cronici o le persone con patologie particolari non devono cambiare di propria iniziativa tempi e quantità di assunzione dei medicinali quando sono in viaggio o in vacanza. Qualsiasi cambio del piano terapeutico deve essere stabilito dal medico curante.

Cosa consigliare in generale per i pazienti che andranno in vacanza?

La cosa più importante è farsi una mappa sanitaria del luogo di destinazione. Sapere se ci sono farmacie, ospedali o strutture sanitarie e qual è la loro distanza può fare la differenza in caso di necessità. Naturalmente più è importante la propria condizione di paziente, tanto più sarà rilevante rimanere in zone dove accedere all’assistenza sanitaria specializzata è più semplice e rapida. Ancora una volta, condividere con il proprio medico la destinazione della propria vacanza può aiutare a creare la mappa di cui parlavo prima. E vivere così la vacanza in modo più sereno e al contempo consapevole.

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