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Malattie infiammatorie dell’intestino, la corsa virtuale per la ricerca

run intestino

Far correre la conoscenza e la ricerca sulle malattie infiammatorie croniche dell’intestino, che colpiscono 250.000 persone in Italia, con un profondo impatto sulla loro vita quotidiana. Il tutto sfruttando scarpe da ginnastica e tecnologie e ‘macinando chilometri’, da soli o in team. È interessante il progetto che fino al 18 maggio mette ‘in gara’ virtualmente pazienti con malattie croniche dell’intestino, medici, familiari e sostenitori, con un doppio beneficio: fare attività fisica e raccogliere fondi per la ricerca. 

La corsa virtuale

L’idea è venuta ad Amici Italia, associazione che riunisce le persone affette da malattia di Crohn, colite ulcerosa e malattie croniche dell’intestino (IBD): l’IBD Run 2024 è un evento dedicato a unire pazienti, professionisti del settore sanitario, aziende farmaceutiche e istituzioni per promuovere l’importanza dell’attività fisica nella gestione di queste gravi patologie e per dare ‘benzina alla ricerca’.

Come partecipare

Partecipare è semplice: basta scaricare l’App Pacer, disponibile gratis su PlayStore per Android e sull’Apple Store per iOS. La App permetterà di monitorare i chilometri percorsi durante l’evento. Si può accedere alla sfida tramite il link di registrazione usando il codice BP102999. È possibile partecipare come paziente, medico, rappresentante di azienda o di istituzione ([email protected]). Ogni chilometro percorso tra l’1 e il 18 maggio contribuirà al finanziamento della ricerca su queste malattie. I partecipanti che avranno percorso più chilometri nelle rispettive categorie saranno premiati il 19 maggio, con un riconoscimento speciale per il vincitore assoluto. “Non ci aspettavamo tanta partecipazione, abbiamo 824 partecipanti divisi in 24 squadre”, racconta a Fortune Italia Salvo Leone, direttore generale di Amici Italia.

“Questa iniziativa non è solo una corsa, ma una potente campagna di sensibilizzazione che punta e evidenziare le sfide quotidiane vissute dai pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche dell’intestino. L’evento crea un senso di appartenenza e supporto tra i partecipanti, rafforzando la nostra comunità. Condividere esperienze e sfide – assicura – può essere enormemente liberatorio e gratificante per molte delle persone che rappresentiamo”.

Ma non è tutto: “È essenziale anche promuovere un corretto stile di vita. L’attività fisica gioca un ruolo significativo nel gestire i sintomi e migliorare la qualità di vita. Incoraggiare i pazienti a rimanere attivi non solo aiuta a gestire meglio la malattia, ma promuove anche un benessere generale che può influenzare positivamente tutti gli aspetti della vita”. Un messaggio prezioso, anche per i giovanissimi pazienti: il 25% delle diagnosi di malattie croniche dell’intestino avviene prima dei 18 anni, e non di rado già durante la primissima infanzia. Allora ricordiamo che in questi giorni, e fino alla Giornata mondiale che si celebra il 19 maggio, possiamo dare uno scopo in più alla nostra attività fisica.

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