Ci siamo: è stato firmato definitivamente all’Aran il contratto collettivo nazionale del comparto Sanità 2022-24. Come accaduto a giugno per la preintesa, Cgil e Uil non hanno sottoscritto l’accordo che si rivolge a oltre 581.000 dipendenti del comparto – compresa la sezione della ricerca sanitaria – e prevede un aumento medio di 172 euro per 13 mensilità. Gli arretrati saranno pagati da novembre.
Soddisfatto il presidente Aran, Antonio Naddeo. “Una trattativa difficile e complicata – ma alla fine si è raggiunto un risultato positivo. È un contratto in continuità con il precedente ed è una buona base di partenza per il prossimo Ccnl del triennio 2025-27”.
Quello di oggi è “un momento importante, soprattutto per la prospettiva che apre”, commenta a caldo Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind. “Ci permette subito, infatti, di sbloccare l’iter della prossima tornata 2025-2027, come avevamo auspicato fin dall’inizio”. L’accordo “contiene al suo interno tutta una serie di novità normative e sul piano dei diritti che ci avevano convinto subito della bontà dell’intesa, al netto delle purtroppo poche risorse stanziate”, aggiunge il segretario. Ma vediamole, allora, queste novità.
Sanità: firmato il contratto del comparto, tutti gli aumenti
Le novità per il comparto Sanità
Tra le novità, l’ampliamento della platea dei possibili dipendenti che possono partecipare all’accesso all’area di elevata qualificazione: oltre alla laurea magistrale accompagnata da un incarico di funzione di almeno tre anni, è stata introdotta la possibilità di accesso al personale in possesso della laurea triennale accompagnata da un periodo di incarico di funzione di almeno sette anni oppure il possesso di titoli di studio equipollenti ai sensi dell’art. 4 della Legge 26.2.1999, n. 42 unitamente ad un periodo di almeno sette anni di incarico di funzione.
Sono stati inoltre introdotti o rivisti alcuni aspetti degli istituti contrattuali, fra i quali: la possibilità, in via sperimentale e garantendo comunque qualità e livello dei servizi resi all’utenza, di poter articolare l’orario di lavoro di 36 ore settimanali su quattro giorni, previa adesione volontaria da parte dei lavoratori; il riconoscimento del buono pasto in lavoro agile nonchè la priorità di accesso a questo istituto contrattuale per chi è in situazioni di disabilità o per assistenza a famigliari disabili; l’aggiornamento di alcuni aspetti degli incarichi già previsti dal precedente contratto prevedendo, fra l’altro, la possibilità di poter coniugare lo straordinario in presenza di incarico fino al valore di 5.000 euro.
Assistente infermiere e rischi burnout
Non solo: si introdice il nuovo profilo di Assistente infermiere, già istituito con specifico Accordo Stato Regioni, figura intermedia fra i profili dell’area dei Professionisti della salute e dei funzionari e dell’area degli Operatori; sono state estese alcune tutele relative a permessi, assenze e congedi nonché la formazione del personale.
Quello delle aggressioni è un problema sempre più pressante per gli operatori della sanità. Nel contratto è stata introdotta una specifica tutela per il personale aggredito, prevedendo il patrocinio legale da parte dell’Azienda e la possibilità, se richiesta dal dipendente, di supporto psicologico.
Infine, sono state aggiornate le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato nonché l’indennità di pronto soccorso.
Le prospettive
Bottega ha le idee chiare: “L’intenzione adesso è quella di chiudere la negoziazione 2025-27 entro il 2026. Una novità assoluta che ci consentirà di aggiungere un nuovo mattone per ridurre in modo più deciso la perdita di potere d’acquisto che l’inflazione ha creato. Finalmente saranno adeguati gli stipendi degli infermieri entro un anno e quindi entro la vigenza del contratto”.
Il nuovo Contratto non dovrebbe richiedere un gran lavoro, “visto che il più è stato fatto con questa tornata appena chiusa. Si tratterà di aggiornare la parte economica alla luce di quanto già stanziato e di quanto stanzierà la manovra in discussione”, conclude il segretario del Nursind.
