Per il fondatore di Amazon lo stress è spesso il segnale che si sta rimandando un problema. Affrontarlo immediatamente, anche con un primo piccolo passo, è il modo più efficace per ridurre l’ansia e ritrovare lucidità.
Quando gli impegni si accumulano e le difficoltà sembrano sfuggire al controllo, la tentazione è spesso quella di rimandare. Per Jeff Bezos, però, è proprio questo comportamento ad alimentare ansia e stress.
“Quando sono stressato per qualcosa, di solito è perché non sto facendo nulla per risolverla», raccontò il fondatore di Amazon durante un intervento al Museum of Flight di Seattle nel 2017. “Ascolto il mio corpo come un segnale che qualcosa non va e lo stress scompare nel momento stesso in cui faccio il primo passo.”
Bezos, oggi terza persona più ricca al mondo con un patrimonio stimato di 257 miliardi di dollari, conosce bene cosa significhi lavorare sotto pressione. Negli anni Novanta, quando Amazon era ancora una startup nata nel garage della sua casa, dovette sostenere circa 60 incontri con potenziali investitori prima di raccogliere il primo milione di dollari necessario ad avviare l’azienda.
La sua ricetta, però, non è mai cambiata: trasformare lo stress in un indicatore d’azione.
“Quando mi sento stressato, cerco di capire il motivo. Lo considero un messaggio che il mio corpo mi sta inviando”, ha spiegato.
Il valore del problem solving condiviso
Per affrontare le situazioni più difficili Bezos suggerisce anche di coinvolgere altre persone. Condividere un problema con colleghi o collaboratori permette non solo di trovare soluzioni migliori, ma anche di trasformare un momento di tensione in un’opportunità creativa.
“Se trovi persone interessate ad affrontare lo stesso problema, risolverlo diventa di per sé stimolante”, ha detto. “Non c’è nulla di più divertente che riunire un gruppo di innovatori e dire: “Ecco il problema. Inventiamo una soluzione”. Appena inizi a farlo, quello che prima generava stress diventa qualcosa di persino divertente.”
Questa filosofia si riflette anche nei 16 Leadership Principles di Amazon, i principi che guidano il management del gruppo.
“Sono principi su cui bisogna lavorare continuamente”, ha spiegato l’amministratore delegato Andy Jassy in una serie di video dedicati alla cultura aziendale. “Quando vengono applicati nel modo corretto, diventano estremamente efficaci.”
Come gli altri Ceo gestiscono lo stress
L’approccio di Bezos non è l’unico. Molti leader hanno sviluppato strategie diverse per gestire la pressione.
L’ex amministratore delegato di Starbucks, Laxman Narasimhan, ha raccontato a Fortune di affidarsi a tre abitudini irrinunciabili: meditazione quotidiana, attività fisica regolare e tempo riservato alla famiglia.
“Sono molto disciplinato nel mantenere un equilibrio”, ha spiegato.
Damola Adamolekun, Ceo di Red Lobster, punta invece sul controllo emotivo. In un’intervista a Business Insider ha spiegato che un leader deve evitare di trasmettere stress alla propria squadra.
“Il controllo delle emozioni significa fermarsi un momento, valutare la situazione e rispondere con lucidità invece di reagire impulsivamente”, ha detto. “Quando un leader mantiene la calma, crea un ambiente stabile in cui le persone si sentono supportate anche nei momenti più difficili.”
Una filosofia che, per certi aspetti, richiama quella del Ceo di Microsoft Satya Nadella. Anche lui ritiene che i problemi vadano affrontati direttamente, promuovendo al tempo stesso un dialogo costante con i dipendenti e politiche di lavoro sufficientemente flessibili da evitare il burnout.
“In un’economia altamente competitiva l’equilibrio tra lavoro e vita privata è un tema centrale”, ha affermato Nadella. “La chiave è mantenere un dialogo continuo con i dipendenti. Nessuno dovrebbe arrivare al burnout: è un danno per le persone, per l’azienda e per la società.”
Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Fortune.com

