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12 Settembre 2020

Irbm: quasi pronte 3 mld dosi vaccino Covid

Salvo Ingargiola

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L’accordo c’è. Adesso è solo questione di tempo. Una volta validati tutti i passaggi sul candidato vaccino anti-Covid che la multinazionale AstraZeneca sta sperimentando con la collaborazione di Irbm, azienda italiana di Pomezia, e l’Oxford University, si passerà alla produzione. Solo a quel punto il vaccino sbarcherà in farmacia. “Entro la fine dell’anno potrebbero essere già distribuite in tutta Europa e quindi anche in Italia le prime 60 milioni di dosi”, spiega a Fortune Italia Matteo Liguori, Managing Director di Irbm.

 

“Secondo un’intesa che è stata già siglata, le prime dosi saranno destinate proprio a quelle categorie che, per prime, in questa ondata pandemica, hanno affrontato il virus: anziani, persone più fragili, medici, infermieri e sanitari. Complessivamente parliamo di  un accordo che mira a produrre e poi distribuire oltre 3 miliardi di dosi, di cui 400 milioni entro i primi mesi del 2021”.

 

Astrazeneca – con cui Irbm collabora da anni – ha sottoscritto diversi accordi con l’Europe’s Inclusive Vaccines Alliance (IVA) e differenti Paesi tra cui Germania, Paesi Bassi, Francia, ma anche India e Stati Uniti. Ad oggi, l’azienda di Pomezia con 250 dipendenti e un fatturato di 40 milioni di euro, si è lasciata alle spalle le due fasi di studio del vaccino: la prima con l’obiettivo di verificare la sicurezza del vaccino e la mancanza di reazioni avverse che possano essere nocive per l’organismo dell’uomo; la seconda durante la quale, invece, “è stata riscontrata – parola di Liguori – una forte produzione di anticorpi neutralizzanti”. Basti pensare al fatto che anche i soggetti volontari che avevano ricevuto soltanto la somministrazione di una singola dose di vaccino, nel 95% dei casi, ha risposto positivamente con la produzione di anticorpi. Tale percentuale sale al 99% nel caso in cui, invece, vengano somministrate due dosi.

 

Il cantiere, dunque, è aperto. Adesso è in corso la fase 3 su oltre 10.000 volontari : in questo step bisognerà verificare se questi anticorpi siano capaci o meno “di interrompere il meccanismo di azione che va a infettare l’organismo tramite il legame tra la proteina Spike e la membrana di superficie”. Solo così, infatti, si riesce a bloccare la diffusione del Covid 19 e a sconfiggerlo. L’auspicio è che la sperimentazione possa finire già entro fine settembre o metà ottobre, assicura Liguori. A quel punto la palla passerà agli enti regolatori per i Paesi che hanno già sottoscritto gli accordi, tra cui l’Italia. Per il Bel Paese “questo compito spetterà al Ministero della Salute e all’Aifa (Agenzia italiana del farmaco ndr)”, continua Liguori che ci tiene a sottolineare un elemento: “Il vaccino costerà presumibilmente sotto i 3€. Ciò è dovuto al fatto che Astrazeneca ha deciso di adottare una policy di sostenibilità del vaccino per tutta la durata della pandemia e, pertanto, verranno sostanzialmente sostenuti solo i costi di produzione e di distribuzione”.

 

La collaborazione tra Irbm e Oxford University partner del progetto nelRegno Unito non nasce oggi, in epoca Covid, ma dura già da diversi anni. “Insieme abbiamo collaboratori su diversi vaccini. Nel caso del Covid 19 sono state messe insieme le conoscenze di Oxford University e Irbm nel campo degli adenovirus: in pratica viene utilizzato un virus per trasportare la proteina Spike all’interno dell’organismo. Essa,  come ci spiega Liguori, ha proprio l’obiettivo di attivare la produzione di anticorpi”. Il corebusiness di Irbm, infatti, è la produzione di farmaci innovativi. Non a caso, esiste un ramo dell’azienda – si chiama Advent – che è proprio dedicato  al 100% alla produzione di vaccini e all’elaborazione di studi su virus come Ebola e Hiv. Adesso, però, tutte le energie sono state indirizzate per combattere contro l’epidemia che sta sconvolgendo il pianeta, sia a livello sanitario che economico e sociale. “La risposta immunitaria nella fase 2 c’è stata”, ammette Liguori. Ma è ancora presto per cantare vittoria. Si corre e si lavora. La partita più importante è ancora tutta da giocare.

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