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Influenza ed emergenza virus, +17% chiamate al 118

Mario Balzanelli

Influenza, Covid-19 e virus stagionali stanno già mettendo a dura prova il sistema dell’emergenza, dunque 118 e pronto soccorso, con un aumento delle chiamate e pazienti che aspettano in barella anche per delle ore un posto in ospedale. A segnalarlo a Fortune Italia è Mario Balzanelli, presidente nazionale Sis 118, che stima in media fino a un “+17% l’aumento delle chiamate in media nell’ultima settimana”.

Ma cosa sta succedendo? “La stagione invernale fisiologicamente è correlata ad un aumento rilevante del numero di chiamate per patologie respiratorie e virus invernali, tra cui l’influenza. Ma il fatto che in inverno, con l’abbassamento delle temperature, ci sia un’impennata di richieste di soccorso per queste patologie è cosa ben nota. Insomma l’emergenza virus col freddo è prevedibile. Il fatto è che non ci organizza mai”. E le prossime settimane rischiano di diventare davvero difficili per operatori e cittadini.

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E’ vero, ammette Balzanelli, che quest’anno l’influenza è particolarmente dura. “Ma anche questa possibilità era stata prevista: il problema sta nella mancata organizzazione. Occorre prepararsi per questi picchi, quello invernale ma anche quello estivo. Il collasso al quale andiamo incontro è legato al sovraccarico fisiologico tipico di questa stagione e al contemporaneo affanno dei sistemi di risposta, sia quello territoriale che quello ospedaliero”.

“Non possiamo pensare a una sanità che vada cronicamente in tilt, passando da un collasso all’altro – aggiunge il presidente della Sis 118 – E’ come una specie di perverso gioco dell’oca in cui si affronta un disastro dopo l’altro, senza che ciò insegni nulla e si ponga mano ai rimedi”. Eppure la soluzione è possibile. “Occorre potenziare il sistema dell’emergenza, come chiedo dal maggio 2018, ben prima quindi che ci fosse la pandemia da Covid-19″, ricorda Balzanelli.

Certo Covid “complica il quadro ordinario di emergenza stagionale. Al momento conosciamo molto meglio il virus e, anche grazie alle varianti in circolazione, l’impatto nei reparti è ridotto. Tuttavia l’aumento delle ospedalizzazioni rischia di mettere in crisi un sistema che – dice Balzanelli senza mezzi termini – ormai fa acqua da tutte le parti”.

Per il presidente della Sis 118 è fondamentale “destinare risorse economiche al sistema dell’emergenza, valorizzando non soltanto il potenziamento del 118, ma anche quello della rete dei pronto soccorso e dell’area critica. Non si può continuare a puntare, come è stato fatto per 30 anni, solo sulla medicina della cronicità, come se le acuzie non esistessero“.

D’altronde di “quadro drammatico” ha parlato anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nell’esporre le linee programmatiche del suo dicastero in commissione al Senato. Tra gli interventi previsti, Schillaci ha parlato di fondi aggiuntivi per i lavoratori del Pronto Soccorso, e più in generale in prospettiva per tutti gli operatori sanitari. “Ritengo necessario – ha detto il ministro – avviare un approfondimento con specifico riferimento agli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, anche in considerazione del quadro drammatico offerto dalla progressiva riduzione dei pronto soccorso e dei punti nascita e, più in generale, dalla situazione dei singoli reparti degli ospedali pubblici”.

Schillaci punta “alla rivalutazione del trattamento economico di tutto il personale sanitario, per rendere più attrattivo il Sistema sanitario nazionale”, con l’intenzione anche di anticipare la decorrenza al 2023 per l’erogazione degli aumenti previsti per il personale dei Pronto soccorso, per uno stanziamento complessivo di 200 milioni.

“Invito il ministro a considerare che non esiste solo il pronto soccorso, ma anche il sistema dell’emergenza territoriale, che è ormai allo stremo – lamenta Balzanelli – Un sistema che va preso in considerazione e, quindi, anche citato. Non è possibile che siamo diventati i fantasmi della sanità nazionale, quando salviamo vite tutti i giorni”.  Il 118 non può e non vuole più essere il sistema salvavita davanti a cui tutti i decisori si girano dall’altra parte, conclude amareggiato Balzanelli.

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