Accesso all’innovazione in oncologia: ecco cosa manca

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Cosa manca per garantire l’accesso all’innovazione in oncologia ai malati di tumore che ne avrebbero bisogno? Il ruolo delle Reti oncologiche regionali e della collaborazione pubblico-privato. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di dicembre 2022 – gennaio 2023.

Stiamo vivendo una rivoluzione copernicana in medicina. L’arrivo di tecnologie sempre più innovative e personalizzate fanno emergere con maggiore forza la necessità di un sistema culturale, organizzativo e normativo in grado di accogliere e valorizzare l’innovazione. Obiettivo: renderla disponibile ai pazienti senza far saltare il sistema. Se ne è parlato nel tavolo ‘La gestione dell’innovazione’, organizzato all’interno del Forum Health di Fortune Italia a Roma. Ma cosa si intende effettivamente per ‘innovazione’? C’è un’innovazione tecnologica, intesa come farmaci e terapie innovative. In oncologia è il caso delle terapie avanzate come le Car-T, dei nuovi farmaci chemioterapici che permettono una “cronicizzazione” della malattia, o dei test genomici che permettono una personalizzazione delle cure. Ma ci sono anche nuovi macchinari per diagnosi e interventi. Ed esiste anche un’innovazione nel percorso di cura, che tiene conto delle nuove tecnologie e richiede un’innovazione organizzativa. Ciò che accomuna queste innovazioni è la necessità di leggerle nel loro complesso per il valore che possono apportare nel percorso di cura del paziente e nella gestione delle risorse economiche del Ssn. Questa è oggi una delle principali sfide del sistema sanitario. In oncologia poi i diversi tipi di innovazione devono calarsi all’interno di quella che dovrebbe essere il principale “strumento” di presa in carico del paziente: la Rete Oncologica Regionale. Una soluzione  implementata solo in poche regioni, mentre in altre stenta a decollare. Questo per motivi diversi, ma che spesso si sovrappongono tra loro: dalla scarsità degli strumenti di governance, alla mancanza di una forte volontà politica e di risorse professionali, tecnologiche ed economiche, fino a una formazione e una cultura di rete insufficiente nei professionisti del settore. A peggiorare la situazione, incongruenze tipiche del nostro Paese: a fronte di una moltitudine di strumenti legislativi sull’organizzazione delle Ror (dal DM 70 alla Revisione delle Linee guida organizzative, al nuovo DM 77, al Fascicolo sanitario elettronico), non si mettono a disposizione adeguati strumenti, anche finanziari, rendendo difficoltosa l’attuazione a livello regionale.

Un cortocircuito nell’accesso all’innovazione terapeutica, che non riesce a raggiungere il paziente oncologico. E a rimetterci non è solo il singolo malato, ma l’interno Ssn. Lo ha spiegato bene Marcella Marletta, Consigliera di Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia) e presidente dell’Aistom (Associazione italiana stomizzati onlus), esperta in politiche sanitarie. “È fondamentale rendersi conto che un paziente oncologico cronico che viene preso in carico adeguatamente, e al quale è garantito l’accesso alle innovazioni terapeutiche secondo il principio di appropriatezza, si ammalerà di meno e quindi costituirà un risparmio per il Ssn e per lo Stato. Migliorando e recuperando la propria qualità della vita, il paziente potrà continuare a lavorare, oltre ad avere meno bisogno di cure. Quelli che paiono inizialmente costi per il Sistema sanitario, si rivelano importanti investimenti”. Un’opportunità che va colta pensando magari a coinvolgere anche il comparto industriale, come evidenzia Michelangelo Simonelli, Senior Government Affairs Director di Gilead Sciences: “L’esperienza e il know-how del comparto farmaceutico possono davvero essere messi a disposizione del sistema sanitario in un’ottica di collaborazione pubblico-privata trasparente e fattiva, tesa a sviluppare l’innovazione anche nella sperimentazione di sistemi di gestione efficace dei servizi che impattano la salute dei cittadini”.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di dicembre 2022 – gennaio 2023. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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