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Dieta, ecco cosa dice la scienza sui carboidrati

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Dopo i bagordi delle feste di fine anno è arrivato davvero il momento di ‘tagliare’ i carboidrati? Ad aiutare chi, fra i buoni propositi per l’anno nuovo, ha inserito anche una dieta più sana (magari per liberarsi dei chili di troppo), arriva uno studio americano dell’Univeristà di Harvard. Che, tutto sommato, mostra come non tutti i carboidrati sono uguali.

I ricercatori hanno osservato che le diete a basso contenuto di carboidrati e ricche di proteine, grassi e carboidrati da fonti sane e vegetali – come i cereali integrali – erano collegate a un aumento di peso più lento a lungo termine. Al contrario, quelle a base di proteine e grassi di origine animale o di carboidrati raffinati erano associate a un aumento di peso più rapido a lungo termine.

Lo studio, pubblicato su ‘Jama Network Open’, ha seguito l’evoluzione di centinaia di migliaia di persone per oltre 30 anni e non stupirà troppo i fautori della dieta mediterranea. Ma è utile a fare chiarezza in un coacervo di regimi alimentari, anche sui social. E a regolare l’assunzione di carboidrati, croce e delizia per chi vuol perdere peso.

Carboidrati sì o no?

“Il nostro studio – ha commentato l’autrice principale della ricerca Binkai Liu – va oltre la semplice domanda: ‘Carboidrati sì o no?’. Analizza infatti le diete a basso contenuto di carboidrati e fornisce uno sguardo su come la composizione di questi regimi alimentari possa influenzare la salute nel corso degli anni, non solo di settimane o mesi”.

Dimagrire sì, ma per quanto?

Se molti studi hanno dimostrato i benefici della riduzione dei carboidrati per la perdita di peso a breve termine, finora sono state condotte poche ricerche sugli effetti delle diete a basso contenuto di carboidrati sul mantenimento del peso nel tempo e sui diversi gruppi alimentari. Utilizzando i dati del Nurses’ Health Study, del Nurses’ Health Study II e dell’Health Professionals Follow-up Study – celeberrime ricerche che hanno monitorato per anni ampie fette di popolazione – gli scienziati americani hanno analizzato le diete e l’evoluzione del peso di 123.332 adulti sani dal 1986 fino al 2018.

Ciascun partecipante ha fornito informazioni personali e dati su dieta e peso ogni quattro anni. I ricercatori hanno valutato i regimi alimentari dividendoli fra cinque categorie: dieta a basso contenuto di carboidrati totale, caratterizzata da un’assunzione complessiva inferiore di carboidrati; dieta a basso contenuto di carboidrati di origine animale; dieta a basso contenuto di carboidrati a base vegetale; dieta sana a basso contenuto di carboidrati, che enfatizza le proteine di origine vegetale, i grassi sani e un minor numero di carboidrati raffinati; e infine dieta malsana a basso contenuto di carboidrati, ricca di proteine di origine animale, grassi e carboidrati provenienti da fonti come pane e cereali trasformati.

I risultati

Lo studio mostra che le diete a base di proteine e grassi di origine vegetale e carboidrati sani erano significativamente associate a un aumento di peso più lento a lungo termine.

“La conclusione fondamentale è che non tutte le diete a basso contenuto di carboidrati sono uguali quando si tratta di gestire il peso a lungo termine”, ha sintetizzato Qi Sun, professore associato presso il Dipartimento di Nutrizione. “I nostri risultati potrebbero scuotere il nostro modo di pensare alle diete povere di carboidrati. Ma anche suggerire che le iniziative di salute pubblica dovrebbero promuovere modelli dietetici che enfatizzino cibi salutari come cereali integrali, frutta, verdura e latticini a basso contenuto di grassi”. 

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