Capillarità logistica, carenze di medicinali e sostenibilità del servizio. L’amministratore delegato di VIM racconta il ruolo della distribuzione intermedia nel garantire ogni giorno l’accesso alle terapie su tutto il territorio nazionale.
Nella filiera del farmaco si parla spesso di produzione e approvvigionamento globale, ma molto meno dell’ultimo tratto della distribuzione: quello che porta ogni giorno medicinali e prodotti sanitari nelle farmacie. Un passaggio cruciale per garantire continuità dell’assistenza e accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. È il cosiddetto ‘ultimo miglio’, dove operano i distributori intermedi. Michele Motta, Ad di Vim (Vendita Ingrosso Medicinali), racconta il ruolo di questa rete logistica tra capillarità territoriale, carenze e sostenibilità del servizio.
Quanto è decisivo oggi l’ultimo miglio della distribuzione farmaceutica nel garantire che il farmaco arrivi davvero al paziente, ogni giorno e in ogni territorio?
La distribuzione intermedia riveste oggi un ruolo strategico per l’efficienza e l’equità del Servizio sanitario nazionale, perché è proprio l’ultima fase a determinare in modo concreto la possibilità per ciascun cittadino di accedere tempestivamente ai farmaci di cui ha bisogno.
La rete distributiva italiana garantisce ogni giorno l’approvvigionamento a oltre 20mila farmacie e parafarmacie, raggiungendo anche i territori più periferici dove è comunque sempre presente una farmacia, oggi più che mai primo riferimento per il cittadino nel sistema di tutela e promozione della salute. In questo scenario Vim opera con un impegno costante nel presidio dell’ultimo miglio.
La nostra missione è garantire che ogni presidio territoriale disponga tempestivamente dei medicinali necessari ai cittadini, assicurando qualità del servizio, affidabilità e continuità nelle consegne. Grazie a una struttura logistica flessibile, a processi operativi allineati alle Buone pratiche di distribuzione e a un dialogo quotidiano con le farmacie, contribuiamo alla stabilità della filiera e alla tutela della salute pubblica.
Garantire che un farmaco arrivi ogni giorno e in ogni territorio significa rendere effettivi i principi di universalismo ed equità su cui si fonda il nostro modello sanitario.
Quanto incide la capillarità logistica nel garantire pari accesso alle cure tra grandi città e territori periferici o montani?
Le differenze tra grandi aree urbane e territori periferici, montani o a bassa densità abitativa possono incidere profondamente sulla tempestività e sulla continuità dell’assistenza farmaceutica. Per questo la capacità di raggiungere quotidianamente anche le zone più complesse assume un valore strategico per la tutela della salute pubblica.
Vim nasce in Basilicata, una regione caratterizzata dalla presenza di molti centri rurali piccoli e distanti tra loro. Questo ci ha permesso di sviluppare un modello distributivo capace di sostenere le farmacie nei contesti più difficili, assicurando consegne regolari, tempi certi e supporto operativo anche nelle situazioni più critiche.
Garantire che un farmaco arrivi con la stessa puntualità in un piccolo comune montano come in una grande città significa ridurre le disuguaglianze e rendere effettivi i principi di universalità ed equità del Servizio sanitario nazionale.
Negli ultimi anni le carenze di farmaci sono diventate un tema ricorrente. Quali sono oggi le principali criticità della filiera e come incidono sulla distribuzione?
Le cause sono molteplici e spesso si combinano tra loro: difficoltà produttive, scarsità di principi attivi, concentrazione delle produzioni in pochi impianti globali, aumenti improvvisi della domanda. Queste criticità si riflettono direttamente sulla distribuzione: quando un medicinale è carente a livello nazionale, il nostro intervento può concentrarsi solo sull’ottimizzazione delle scorte disponibili e sul supporto operativo alle farmacie nei limiti legati alla abissale differenza tra richiesta ed offerta.
La distribuzione farmaceutica svolge una funzione di servizio pubblico. Il modello economico attuale è ancora sostenibile nel lungo periodo?
La distribuzione garantisce un servizio di elevata efficienza, rendendo il farmaco disponibile al cittadino in tempi praticamente coincidenti con quelli di chiusura della farmacia.
Per mantenere questo livello di servizio sono necessari investimenti rilevanti in innovazione tecnologica e nel rispetto delle stringenti normative del settore. Tuttavia i margini regolati dalla legge non rispecchiano più i costi reali del servizio e generano una perdita strutturale per ogni confezione di farmaco gestita.
La recente manovra ha introdotto alcuni segnali positivi, ma si tratta di un primo passo insufficiente a colmare gli effetti di molti anni di sotto-remunerazione e di crescita dei costi operativi. Se vogliamo garantire nel lungo periodo un servizio capillare, tempestivo e di qualità, è necessario proseguire su un percorso strutturale di riequilibrio economico. In caso contrario, le tensioni finanziarie rischiano di compromettere proprio quella continuità che rende la distribuzione intermedia un presidio fondamentale del Servizio sanitario nazionale.
Automazione dei magazzini, analisi dei dati e sistemi previsionali stanno trasformando profondamente la logistica sanitaria. In che modo l’innovazione tecnologica può contribuire non solo all’efficienza, ma anche alla sicurezza e alla disponibilità del farmaco?
Sta diventando un fattore determinante non solo per l’efficienza, ma soprattutto per la sicurezza e la disponibilità del farmaco lungo l’intera filiera. Automazione, analisi dei dati e sistemi previsionali permettono oggi di prevenire criticità e garantire continuità di servizio.
Per Vim questo processo è una scelta strategica: negli ultimi anni abbiamo investito in modo significativo in automazione dei magazzini, dotandoli di sistemi di picking automatico per le referenze ad alta rotazione e ampliando in modo strutturale gli spazi logistici, così come l’Hub di Matera, passato nel 2019 da 10.000 a 18.000 m², dotato di impianti altamente automatizzati, così da aumentare la capacità operativa e ridurre i tempi di evasione ordini.
Tutto ciò rientra in un percorso più ampio di evoluzione tecnologica che Vim ha intrapreso per garantire un servizio sempre più affidabile, tempestivo e capillare, contribuendo ogni giorno alla sicurezza e alla continuità dell’assistenza sul territorio.
Durante la pandemia la continuità distributiva è diventata improvvisamente visibile. Oggi, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e dipendenze produttive esterne all’Europa, quanto è strategico rafforzare infrastrutture logistiche nazionali?
La pandemia ha reso evidente ciò che per anni è rimasto invisibile probabilmente anche ai nostri occhi: senza la rete delle farmacie capillarmente distribuite sul territorio, sostenuta dalla distribuzione intermedia che le raggiunge ovunque esse siano, la continuità assistenziale non può essere garantita.
Oggi, in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, dipendenze produttive da Paesi extra-Ue e crescente vulnerabilità delle catene globali di approvvigionamento, rafforzare le infrastrutture logistiche nazionali significa difendere la capacità del Paese di garantire accesso ai medicinali anche in condizioni di stress globale.
Per Vim questo è un impegno concreto: continuiamo a investire in automazione, ampliamento degli hub e innovazione dei processi perché una logistica moderna non è più solo un vantaggio competitivo, ma anche una condizione indispensabile per la sicurezza del sistema sanitario e per la tutela dei cittadini.
Guardando ai prossimi anni, quale sarà la principale sfida dell’ultimo miglio farmaceutico in Italia?
La sostenibilità resta la base su cui poggia tutto il sistema: senza un equilibrio economico adeguato, diventa difficile sostenere investimenti, presidiare i territori più fragili e garantire continuità nelle consegne.
Parallelamente, l’evoluzione tecnologica, attraverso automazione, sistemi previsionali e digitalizzazione dei processi, rappresenta il motore che consentirà alla filiera di rispondere a una domanda sempre più complessa.
Infine, la riorganizzazione territoriale e i nuovi modelli di assistenza di prossimità richiederanno una rete distributiva in grado di dialogare con una sanità sempre più integrata sul territorio.
Per Vim, la principale sfida sarà quindi conciliare sostenibilità, innovazione e prossimità in un modello operativo moderno e resiliente per poter continuare a garantire un servizio efficiente ed affidabile in linea con le future esigenze del Paese.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)

