Meloni all’Assemblea Confcommercio: “Tuteliamo chi produce ricchezza”

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“Sono dieci anni che un Presidente del Consiglio dei Ministri non partecipa all’Assemblea di Confcommercio. E credo che questa assenza non renda onore e giustizia al peso di questa associazione, della realtà che rappresenta nell’economia della nostra Nazione e al lavoro che abbiamo fatto insieme anche in questi anni. Perché sono qui? Anche per dirvi grazie, grazie per il vostro lavoro e grazie per la vostra disponibilità”. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha iniziato così il suo intervento alla quarantesima Assemblea Generale di Confcommercio.

“La collaborazione, il contributo in termini di idee e di proposte che avete assicurato nei molti tavoli di confronto che il Governo ha promosso, avviato in questa legislatura, che hanno richiesto la vostra partecipazione, è stato estremamente prezioso”, ha proseguito la premier.

Il Presidente del Consiglio ha poi sottolineato l’importanza di ciò che rappresenta Confcommercio: “Le vostre attività sono quel tessuto che tiene vivo il nostro territorio, i nostri borghi, le nostre città, dalle più grandi alle più piccole. Ogni serranda alzata è una luce, è un punto di riferimento, è una certezza, ma è anche segno di energia, di saper fare, è presidio di sicurezza, di socialità, di comunità, è qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire. Questa presenza capillare sul territorio rappresenta l’ossatura dell’economia di vicinato, indispensabile per comporre quello che Il sociologo americano Robert Putnam ha descritto come ‘capitale sociale’, un patrimonio intangibile ma allo stesso tempo estremamente concreto, che le istituzioni a ogni livello non hanno semplicemente il dovere di proteggere ma hanno la responsabilità di tramandare. Perché difendere il commercio di vicinato significa difendere molto di più che un settore economico, significa difendere relazioni, identità, qualità della vita per le nostre comunità”.

La premier ha poi rivendicato le misure prese dal Governo a favore delle imprese, ricordando che “la ricchezza non la fanno i governi, non la fanno le leggi, non la fanno i decreti. La ricchezza la fanno gli imprenditori con i loro lavoratori e quello che devono fare le leggi, i decreti e la politica, è cercare di accompagnare e consentire che quelle persone possano lavorare al meglio delle loro potenzialità. Abbiamo cercato di interpretare così il nostro lavoro, sostenendo il vostro dinamismo, la vostra intraprendenza, per mettervi nelle condizioni di lavorare nelle migliori condizioni possibili”.

“Ci sarebbero molte cose da ricordare da questo punto di vista, penso sicuramente agli sgravi per le assunzioni di under 35 a tempo indeterminato, la detassazione delle mance e dei turni notturni e festivi, penso alle staff house per il personale, penso agli strumenti studiati per le piccole e medie imprese per migliorare le strutture, penso alle misure per combattere l’abusivismo, difendere chi lavora onestamente e paga le tasse. L’innalzamento a 85 mila euro di fatturato della soglia per accedere al regime forfettario, l’estensione del concordato preventivo biennale alle piccole e medie imprese e alle partite Iva, il contrasto al fenomeno odioso delle attività apri e chiudi, ovvero quelle attività – molto spesso gestite da extracomunitari – che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse poi chiudendo e riaprendo sotto un altro nome. Finora ne abbiamo chiuse d’ufficio 24.000, un risultato secondo me importante perché il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole atteso che senza regole non c’è mercato, senza mercato non ci sono imprese sane e non c’è crescita”.

“Dall’altra parte – prosegue la premier Meloni – questo Governo ha cercato di offrire a chi è pronto a mettersi in gioco, a chi si rimbocca le maniche, una serie di strumenti per non sentirsi solo nelle sfide quotidiane, un impegno che abbiamo rispettato anche nell’ultima Legge di Bilancio che ha rifinanziato la nuova Sabatini, ha garantito stabilità e continuità alla Zona Economica Speciale unica per il Sud, che sta dando ottimi risultati e che oggi valutiamo di estendere a tutto il territorio nazionale almeno per la parte di semplificazione che è fondamentale.  Penso anche alle norme che abbiamo costruito per difendere il valore strategico delle filiere italiane, come l’estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali alle operazioni di acquisizione di imprese della filiera in difficoltà da parte di aziende titolari di marchi storici. L’obiettivo anche qui è chiaro ed è preservare quel patrimonio di conoscenze che ci rende unici e che noi non possiamo permettere vada disperso”

Il taglio del costo del lavoro

Giorgia Meloni ha poi posto l’accento sul lavoro svolto dall’esecutivo per aumentare il potere d’acquisto degli italiani. “Abbiamo agito su più fronti, il primo dei quali è stato il taglio delle tasse, del costo del lavoro, con la riduzione delle aliquote Irpef, l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito, il taglio del cuneo, con questi provvedimenti solamente ogni anno noi rimettiamo nelle tasche degli italiani, dei lavoratori, 21 miliardi di euro.  Siamo partiti ovviamente dai redditi più bassi, via via abbiamo allargato il raggio d’azione, non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più particolarmente per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio, perché il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi di questo Governo, per intenderci altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad averlo un patrimonio dopo decenni di lavoro e di sacrifici”.

“Il secondo fronte -ricorda il Presidente del Consiglio – su cui siamo intervenuti, come sapete, è il rinnovo dei contratti, tanto nel pubblico dove abbiamo stanziato 20 miliardi di euro per sbloccare stipendi che erano fermi da anni, tanto nel privato, appunto incentivando i rinnovi con la detassazione degli aumenti contrattuali e poi con il decreto lavoro”.

Questione carburanti

In un passaggio del suo intervento, la premier Meloni ha sottolineato il quadro delicato in cui stanno operando le imprese in questo periodo. “Quando parliamo di sostenibilità non dobbiamo mai dimenticare quella economica e sociale e dall’inizio del nostro mandato siamo schierati sullo stesso fronte nel sostenere un approccio pragmatico e non ideologico alla transizione ecologica. Il lavoro che stiamo facendo in Europa sui tanti dossier sta lì a dimostrarlo, la richiesta ad esempio pressante che stiamo portando avanti per rivedere il sistema Ets, per diminuire l’impatto sul trasporto pesante, per rivedere l’Ets marittimo che rischia di penalizzare enormemente i nostri porti a vantaggio dei porti del Nord Africa, senza alcun beneficio tra l’altro in termini di riduzione delle emissioni inquinanti nel Mediterraneo. Per la stessa ragione non abbiamo smesso di sostenere l’acquisto del carburante per l’autotrasporto, sia in via ordinaria sia reagendo all’aumento dei prezzi causato dalla crisi dello Stretto di Hormuz”.

Intelligenza artificiale

Dato il suo evidente impatto su ogni settore economico, non poteva mancare un passaggio sull’AI, all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri odierno. “La questione è tra le più complesse del nostro tempo. Da una parte noi abbiamo tra le mani uno strumento dal potenziale straordinario, dall’altra abbiamo tra le mani uno strumento dal potenziale così impattante che la sua potenza nel complesso potremmo scoprirla davvero molto tardi. E allora non è facile trovare l’equilibrio tra valorizzare questo strumento e dare a questo strumento delle regole che consentano di coglierne il potenziale e di limitarne i rischi. Quali sono i rischi? Io ne vedo fondamentalmente due, sarebbero molti di più. L’impatto sul mercato del lavoro è stato il focus nella Presidenza italiana del G7 perché noi siamo abituati a un progresso nel quale le macchine pian piano sostituiscono lavoro umano. È sempre accaduto, dalla rivoluzione industriale in poi, con una piccola differenza. Fino ad oggi il lavoro umano che veniva sostituito era lavoro fisico, così gli uomini e le donne potevano elevarsi, concentrarsi sui lavori di concetto, di organizzazione. Oggi quello che rischia di essere sostituito è il lavoro di intelletto e qui l’impatto che la tecnologia può avere sul nostro mercato del lavoro è imponderabile”.

Ma questo è un tema che va governato per tempo poiché potrebbe avere ripercussioni anche sulle nostre democrazie. “Andiamo verso un mondo nel quale diventa difficile distinguere quello che è vero da quello che non lo è. La capacità per i cittadini di discernere, di scegliere, di decidere, di votare quando non sanno che cosa è vero e cosa non lo è, è qualcosa con cui dobbiamo confrontarci, è qualcosa con cui dobbiamo confrontarci. Anche qui, va governato”.

Risiko bancario

Per quanto riguarda il “risiko bancario” in atto in questi giorni, Meloni è stata chiara: “vogliamo abbassare i costi, dare nuove garanzie, introdurre strumenti concreti affinché l’accesso al credito soprattutto per le piccole e medie imprese non sia più un percorso a ostacoli”. E poi: “sottoscrivo quello che il presidente Sangalli diceva sul futuro del nostro sistema bancario” (il presidente di Confcommercio nel suo intervento aveva detto: “sulle recenti operazioni di consolidamento bancario: l’assetto che ne verrà dovrà preservare il risparmio delle famiglie e garantire la prossimità territoriale per rafforzare il credito e i servizi finanziari alle imprese”).

Poste Italiane Dic 25

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