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Premio Umberto Mortari a due ricercatori under 40

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In un momento storico in cui l’healthcare è il primo settore per investimenti in ricerca e sviluppo, le aziende del settore giocano un ruolo sempre più predominante nell’economia dei diversi Paesi. Il questo contesto, le partnership pubblico-privato, modelli fortemente implementati Oltreconfine, sono destinate a giocare un ruolo chiave nella corsa all’innovazione. Se ne è parlato durante l’evento istituzionale ‘Inventing for Life – Health Summit‘, organizzato a Roma da Msd Italia.

Dietro l’innovazione ci sono ingenti investimenti in ricerca, ma “quello che apparentemente sembra essere un ossimoro – innovazione e sostenibilità del sistema – in realtà non lo è affatto”, afferma l’ad della filiale italiana Nicoletta Luppi. “Noi pensiamo di poter fare una proposta in tal senso: serve che tutti gli stakeholder del sistema salute si mettano intorno a un tavolo e creino un dialogo. Abbattiamo una volta per tutte il pregiudizio che esiste rispetto alla possibilità di collaborazione tra pubblico e privato. Soltanto quando si lavora insieme, su obiettivi comuni con chiari ruoli di responsabilità, il pubblico e il privato, si potrà andare davvero più lontano”.

Per promuovere la corsa di chi fa innovazione sul campo, Msd Italia ha istituito un premio per i giovani ricercatori. Il ‘Premio Umberto Mortari’ per la ricerca scientifica nell’ambito delle Life Science, dedicato alla memoria di Umberto Mortari, presidente e amministratore delegato della consociata italiana di Merck & Co. dal 1992 al 2007.

L’idea del premio, voluto da Nicoletta Luppi, nasce per ricordare un uomo che ha sempre creduto nella ricerca e che ha guidato la casa farmaceutica nella sua crescita anche in questa direzione, nel solco di una tradizione ben radicata nel Gruppo Merck&Co. Una filosofia che ha sostenuto lo sviluppo di nuovi farmaci (oltre 180 dalla sua fondazione) e di vaccini: dalla sintesi del cortisone nei primi anni ’40, fino all’ivermectina, molecola per la cura della cecità fluviale per la quale il professor William C. Campbell è stato insignito nel 2015 del Premio Nobel per la Medicina.

I vincitori, Velia Siciliano per i ricercatori under 40 che svolgono la loro attività stabilmente in Italia, e Simone Sidoli per i ricercatori under 40 che svolgono la loro attività stabilmente all’estero, si sono distinti per il merito scientifico, l’originalità dei risultati ottenuti, anche in ambito internazionale, l’impatto/applicazione che la ricerca ha ottenuto, il numero di pubblicazioni sulle principali riviste scientifiche, anche internazionali.

Dalla laurea in biotecnologie all’Università di Parma, dove è nata è la sua passione per il settore, fino a diventare direttore del Laboratorio di Proteomica e Biologia Strutturale dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, Simone Sidoli oggi continua a lavorare anche per l’Italia: “possiamo fare tanto anche da fuori. Saremo un grande hub di ricerca anche per gli italiani che verranno da noi a studiare le tecniche di cui ci occupiamo, quindi tutto sommato mi sento di star facendo qualcosa di buono anche per l’Italia nonostante sia all’estero”.

Velia Siciliano, classe ’83, ha prodotto un lavoro recentemente pubblicato su Nature Communication, ma era emozionata sul palco.  Piuttosto che un cervello in fuga si è definita “un cervello in prestito”. Oggi alla guida il suo gruppo di ricerca presso il Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’Istituto Italiano di Tecnologia (diretto da Paolo Netti). La sua attività si è indirizzata all’utilizzo della biologia sintetica per sviluppare terapie per malattie infettive e tumorali. In particolare nel laboratorio della dottoressa Siciliano vengono ingegnerizzate nuove funzioni in cellule del sistema immunitario prelevate da pazienti inserendo nuove “parti” (RNA e DNA) per rendere le cellule stesse in grado di riconoscere ed eliminare cellule infette o cellule tumorali.

Fortune Italia ha collaborato con Msd Italia nell’organizzazione del Premio, come garante della selezione imparziale della giuria, dei candidati e dei vincitori. La Giuria si è avvalsa della partecipazione di rappresentanti del mondo della medicina, delle istituzioni, delle università, dell’associazionismo e dell’informazione: Alfonso Bellacosa, Enrico Bucci, Francesca Fedeli, Antonio Gaudioso, Enrico Giovannini, Giovanni Rezza, Silvestro Scotti, Guido Silvestri, Roberta Villa.

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