25 Gennaio 2020

Coronavirus, il gruppo Psa ha richiamato i dipendenti di Wuhan

Alessandro Pulcini

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Psa, il gruppo automobilistico di Peugeot, Citroen e Opel, ha deciso di rimpatriare i suoi dipendenti, con le loro famiglie, che vivono attualmente nella regione di Wuhan, e ha “implementato le misure appropriate in pieno coordinamento con le autorità cinesi e il consolato generale francese”, si legge in un tweet del gruppo, che interviene così a difesa della salute dei dipendenti emigrati per andare a lavorare nella regione cinese colpita per prima dal coronavirus.

 

Da quanto fa sapere il gruppo, l’iniziativa di rimpatrio prevede due fasi. “La direzione regionale con sede in Cina sta preparando con i team centrali del gruppo Psa gli elementi necessari per organizzare il trasporto e l’alloggio durante il periodo di quarantena a Changsha, prima del rimpatrio nei loro Paesi di origine”, si legge su Twitter.

 

Parallelamente, “il Gruppo Psa e il suo partner cinese DFM (DongFeng Motors, che ha sede proprio a Wuhan, ndr) sono completamente mobilitati per implementare tutte le misure per prendersi cura dei dipendenti cinesi della loro joint venture DPCA, in piena collaborazione con le autorità cinesi”.

 

Di fronte alla diffusione del coronavirus, anche altre grandi catene internazionali sospendono le attività. A quanto riferisce il Guardian, Strabucks ha chiuso tutte le sue caffetterie nella provincia di Hubei per tutta la settimana di
vacanze per il capodanno lunare. L’annuncio segue quello di McDonald’s, che chiuderà i suoi locali in cinque città di questa provincia di Wuhan, da cui è partita l’infezione.

“In un momento di incertezza sul modo in cui questo virus si è originato e si comporta, è ancora più importante che i Paesi, le organizzazioni e la comunità internazionale agiscano come fossero un tutt’uno. Dobbiamo muoverci come un’unica regione, come un unicum nel potenziare la nostra capacità di prepararci e rispondere insieme” al coronavirus. A sottolinearlo è una nota dell’Organizzazione mondiale della sanità Europa, dopo i tre casi in Francia.

“Questo implica – prosegue l’Oms – essere pronti a livello locale e nazionale per rilevare persone malate, testare campioni di persone con sospetta infezione da 2019-nCoV, gestire adeguatamente i pazienti, massimizzare il controllo delle infezioni e mantenere una comunicazione aperta con il pubblico. Adesso è il momento di essere pronti”.

L’Oms “sta facendo tutto il possibile per indagare su questo focolaio insieme alle autorità cinesi, agli esperti globali e ai partner per comprenderlo appieno e contenerlo il prima possibile. L’ufficio regionale lavora 24 ore su 24 per fornire assistenza e supporto ai Paesi europei. Tuttavia, non sappiamo a questo punto come si evolverà l’epidemia. Ma pur non potendo prevedere il comportamento del virus, possiamo decidere quanto essere bravi a fermarlo. Oggi ci viene offerta una finestra di opportunità, dobbiamo sfruttarla per rendere l’Europa e il mondo più sicuri”.

 

 

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epa08162894 Chinese military medics arrive with medical supplies at Wuhan Tianhe Airport in Wuhan, Hubei Province, China, 25 January 2020. The Chinese army on 25 January deployed 450 medical staff to Wuhan, the centre of the coronavirus outbreak which has caused 41 deaths and infected more than 1,287 people in the country. EPA/STR CHINA OUT

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