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Pharma, la promessa dei Big data: intervista a Eric Cornut (Menarini)

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eric cornut menARINI

Intelligenza artificiale e nuove tecnologie stanno cambiando anche la farmaceutica. L’analisi del presidente di Menarini e le prospettive per un settore (finalmente) strategico. La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2022

Dalle nuove modalità di lavoro esplose con la pandemia alla “formidabile promessa dei big data”: il pharma dopo oltre due anni di Covid è cambiato, e si trova ad affrontare nuove sfide. Con una certezza: l’Italia viene guardata dal resto d’Europa con occhi diversi. Ne è convinto Eric Cornut, manager elvetico dal 2018 presidente di Menarini.

In questi due anni non si è modificato solo il lavoro, ma anche lo studio: pensiamo solo alle esperienze formative all’estero dei nostri giovani, perse per Covid-19. Che effetto avrà tutto questo sui lavoratori di domani? “Spero fortemente che le esperienze perse dai giovani in questi anni di Covid si possano recuperare: nel mondo del lavoro non contano solo le conoscenze, ma la capacità di interagire con culture diverse: lo scambio è vitale”, dice. Nel frattempo la ricerca non si è fermata, e anche il pharma sta facendo i conti con la rivoluzione rappresentata da Big data e intelligenza artificiale. “C’è stato un affiancamento diretto del mondo delle scienze della vita con il digitale. Due pianeti diversi, anche dal punto di vista sociologico: nel primo – sottolinea Cornut – ci sono persone con alle spalle 8-10 anni di studi e una certa esperienza quando si trovano a ricoprire ruoli di responsabilità. Per gli esponenti del mondo digitale le cose sono molto diverse”. Giovanissimi creativi abituati a maneggiare Web e codici fin da ragazzini. “Il mondo del lavoro deve adattarsi a queste nuove tecnologie, ma forse occorre anche una conoscenza reciproca”.

La variabile tempo è totalmente diversa: nel pharma si arriva a un prodotto dopo 6-8 anni se non di più, nel digitale dopo 6 mesi occorre un aggiornamento. “È essenziale allora che i nostri giovani, viaggiando e confrontandosi, sviluppino la capacità di interagire con altri mondi, perché sarà la chiave del loro mestiere e del loro futuro”, sostiene Cornut. Nel frattempo tool informatici e digitalizzazione “trovano sempre più il loro posto anche nelle aziende farmaceutiche. Mi chiedo però se a livello di società abbiamo un consenso sui criteri alla base dell’utilizzo e della sicurezza dei dati sanitari, anche alla luce del cybercrime. Osserviamo una certa diffidenza rispetto alla concentrazione dei dati presso le istituzioni, ma nel quotidiano siamo dominati da una narrativa più di tipo anglosassone. Ecco, penso sia importante interrogarsi anche sulla sicurezza”.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno 2022. Ci si può abbonare al magazine di Fortune Italia a questo link: potrete scegliere tra la versione cartacea, quella digitale oppure entrambe. Qui invece si possono acquistare i singoli numeri della rivista in versione digitale.

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