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Pharma, Alfasigma fa shopping in Belgio e AstraZeneca in Cina

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Non si fermano le acquisizioni per le imprese del pharma europee. Si concretizza, infatti, l’operazione da 170 mln di euro dell’italiana Alfasigma per aggiudicarsi l’anti-artrite della belga Galapagos. Mentre nei giorni AstraZeneca è arrivata fino in Cina: sul piatto fino a 1,2 miliardi di dollari per l’azienda specializzata in terapie cellulari Gracell. Ma vediamo meglio di che si tratta.

La scelta di Alfasigma

Il gruppo italiano presente in oltre 100 Paesi  ha siglato un accordo con Galapagos NV per l’acquisizione di Jyseleca* (filgotinib), per una cifra massima appunto di 170 milioni di euro. Una mossa annunciata a fine ottobre da una lettera d’intenti, che vede al centro un prodotto innovativo (che punta a una terza indicazione).

Alfasigma acquisirà l’intero business, comprese le autorizzazioni all’immissione in commercio europee e britanniche, le attività commerciali, mediche e di sviluppo di Jyseleca e circa 400 dipendenti di Galapagos in 14 Paesi europei. L’azienda belga riceverà 50 milioni al closing dell’operazione, previsto nel primo trimestre del 2024. Mentre ulteriori potenziali pagamenti saranno riconosciuti in relazione a milestones commerciali – per un totale di 120 milioni – e alle vendite in Europa, calcolati a cifra singola o doppia. Galapagos pagherà fino a 40 milioni ad Alfasigma entro giugno 2025 per le attività di sviluppo legate al farmaco.

“Con l’acquisizione – ha affermato il presidente Stefano Golinelli – Alfasigma rafforza strategicamente la sua posizione nel settore farmaceutico, aprendo nuove strade per la crescita e l’innovazione. Questa operazione rappresenta un importante passo nella nostra strategia di crescita, consentendoci di rafforzare il nostro portafoglio nell’area della gastroenterologia e reumatologia nell’interesse dei nostri pazienti”. In questo modo, infatti, Alfasigma punta anche a espandersi nel Nord Europa. Michele Manto, che ricopriva il ruolo di Chief Commercial Officer di Galapagos, si unirà ad Alfasigma con il ruolo di Chief Commercial Officer Western Europe.

“La nostra attenzione ora – ha aggiunto Francesco Balestrieri, Ceo di Alfasigma – è rivolta a integrare le attività commerciali, mediche e di sviluppo nel quadro più ampio del nostro gruppo, preservando al contempo le caratteristiche distintive dell’attività. Questo progetto sottolinea la nostra dedizione all’innovazione portando a bordo un solido programma di Fase 3, volto a espandere il marchio Jyseleca a una terza indicazione e a contribuire ulteriormente alla crescita dell’azienda”.

AstraZeneca e le terapie cellulari

Dopo il flop del vaccino anti-Covid, l’anglosvedese AstraZeneca ha deciso di puntare forte su terapia cellulare e genica. E di farlo in Cina: l’azienda ha messo sul piatto fino a 1,2 miliardi di dollari per Gracell. Un prezzo che rappresenta un premio dell’86% rispetto alla chiusura di Gracell del 22 dicembre. Si tratta di un un’operazione che ha stupito un po’ il settore, considerate tutte le complessità legate al fatto di operare nel colosso asiatico (anche semplicemente sotto il profilo della trasparenza).

In questo modo, comunque, si completa la pipeline di terapie cellulari ‘targata’ AstraZeneca, con una Car-T in sviluppo clinico per tumori ematologici e malattie autoimmuni. Al centro dell’operazione anche la piattaforma FasTCAR di Gracell, destinata secondo William Cao, fondatore, presidente e amministratore delegato dell’azienda cinese, a “ottimizzare il profilo terapeutico delle cellule T ingegnerizzate, per aprire la strada alla prossima generazione di terapie cellulari autologhe”. Anche questa operazione si chiuderà nel primo trimestre 2024.

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